15 ore fa:Ad Oriolo l'evento ufficiale della Giornata Nazionale del Made in Italy
14 ore fa:Villapiana, il predissesto è realtà: l'ex sindaco Ventimiglia aveva visto lungo
14 ore fa:Al Metropol di Co-Ro va in scena la commedia Mi separo 2
7 minuti fa:Alluvione, Papasso incalza il sindaco Iacobini: “Subito un ufficio per aiutare le famiglie”
14 ore fa:Memoria e diritti umani: a Saracena un docufilm su Filippo Di Benedetto
37 minuti fa:Confindustria sul marketing digitale: nuove strategie per le aziende del territorio
13 ore fa:Caduto dal balcone a Pasqua, è tornato a casa il piccolo Carlos in un quartiere in festa
1 ora fa:Extravergini, la Sibaritide è la capitale dell’olio: pioggia di premi per l'EVO autoctono. La "rotta Gallo" funziona
15 ore fa:Autonomia differenziata, arriva l’affondo di Rosellina Madeo
57 minuti fa:Co-Ro, polemica su fattoria didattica: la pedagogista Renzo invita a evitare scontro ideologico

Sibaritide e Metapontino sono la California d'Italia... dove si sfruttano le donne

1 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - «La storia di Ana, arrivata dall’Ucraina per ricongiungersi ai familiari scappando dalla guerra e finita a lavorare sfruttata nei campi del Meridione, riaccende i riflettori su una vera e propria piaga, di cui sono vittime lavoratrici migranti arrivate dall’est europeo, dalla Romania, dalla Bulgaria, dall’Ucraina». Lo spiega in una nota Davide Fiatti, segreteria nazionale Flai Cgil.

Si tratta di «lavoratrici spesso e volentieri sottopagate, in quella zona d’ombra che separa i contratti regolari dal lavoro nero, costrette anche a versare una gabella per gli spostamenti da casa alle aziende agricole e ritorno, perché né gli imprenditori né gli enti locali hanno messo in cantiere una logistica degna di questo nome. Vicende del genere, che si ripetono con triste regolarità, fanno capire il ruolo fondamentale delle sezioni territoriali della rete del lavoro agricolo di qualità, istituite dalla legge 199 del 2016, che possono essere il luogo dove affrontare e sciogliere il nodo dei trasporti dei lavoratori agricoli. Non è un caso che Ana dovesse versare ogni giorno parte del salario al “tassista” di turno».

L’arco ionico, ovvero le province di Taranto, Matera e Cosenza, è chiamato la California d’Italia- spiega la nota- perché clima e terra fertile favoriscono le coltivazioni di fragole, fave, pesche, albicocche, uva da tavola e agrumi, e le donne sono richieste per garantire la cura della frutta più delicata. Ma c’è un lato oscuro, quello delle condizioni di vita e di lavoro delle operaie agricole che in Puglia, Basilicata e Calabria sono migliaia e migliaia. «Le leggi ci sono, devono essere rispettate. E anche i fondi ci sono e devono essere investiti, per evitare che le condizioni di bisogno di chi fugge da guerre, carestie, violenze di ogni genere facciano diventare le lavoratrici preda di caporali senza scrupoli», conclude Fiatti.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.