11 ore fa:Muore in ospedale, il marito denuncia: «Per ore ho chiamato il reparto, nessuno rispondeva»
12 ore fa:Cariati, Castello Venneri apre al pubblico: oltre 300 visitatori per la Giornata delle Dimore Storiche
13 ore fa:Tis calabresi esclusi dalla stabilizzazione: Cgil, Cisl e Uil proclamano lo stato di agitazione
10 ore fa:Festa della Repubblica: a Cosenza otto nuove onorificenze OMRI
13 ore fa:Al via il "Clap! Etno Music Fest": mercoledì la presentazione ufficiale del Premio Luigi Russo
11 ore fa:Frascineto, riapre il Municipio dopo i lavori: inaugurazione il 2 giugno per la Festa della Repubblica
10 ore fa:Sicurezza, Campolo (FdI): «Deve diventare una grande battaglia economica nazionale»
12 ore fa:Caloveto inaugura la nuova biblioteca comunale: spazio moderno, inclusivo e dedicato ai giovani
9 ore fa:Il messaggio del Segretario generale Michele Sapia ai neo eletti sindaci della provincia
9 ore fa:Tragico incidente sulla Statale 106: muore un motociclista di 33 anni

Sindacati contro Cosmopol/Sirjo Webuild: «No ai lavoratori "usa e getta"»

1 minuti di lettura

 

CALABRIA - «Oramai è certo: sia la Cosmopol che la sua committente Sirjo Webuild hanno deciso nei fatti. I lavoratori vigilanza e portierato a tempo determinato sfruttati e poi liquidati impunemente non saranno più oggetto di attenzione da parte loro. Il sindacato Cgil e Uil non intendono assecondare tale scellerata scelta e promettono battaglia già dalla prossima settimana dinanzi i luoghi dei misfatti ed eviteranno la protesta solo in caso di una convocazione della prefettura per solo rispetto di sua eccellenza. Nessun rispetto meritano invece la ditta ed il committente, con le fette di prosciutto davanti agli occhi, lascia che a una dozzina di padri di famiglia sia riservato tale trattamento da parte di Cosmopol spa. Non solo sono già sottopagati per via della annosa vicenda del ccnl scaduto da ormai 8 anni ma, se ciò non bastasse, vengono licenziati de facto in violazione di diritti».

È quanto si apprende da un comunicato di Andrea Ferrone, Filcams CGIL Pollino Sibaritide Tirreno e Luciano Campilongo, UIL.

«Le segreterie di Filcams Cgil e Uiltucs Calabria e del territorio, dopo una fase di approccio caratterizzata da una falsa disponibilità da parte di Cosmopol a risolvere il problema, hanno preso atto del comportamento difforme ed hanno ufficialmente richiesto a SE il prefetto di attivare la cabina di regia ed il relativo tavolo di monitoraggio previsto dal protocollo richiedendo all'uopo la convocazione urgente delle parti per il ripristino di una condizione di legalità. Non solo, siamo stati costretti anche a denunciare a GdF ed Ispettorato del Lavoro il mancato pagamento del Tfr ai lavoratori sbattuti fuori dal cantiere oltre i termini previsti perché "rei" di non aver accettato di sottoscrivere un verbale di conciliazione in cui la Cosmopol chiede agli stessi la rinuncia ai propri diritti. Ricordiamo tra l'altro che essi, durante i due anni di servizio, sono stati vittime di turni massacranti e condizioni discriminanti che, non a caso, il 31 dicembre scorso Cgil e Uil avevano portato a definire "lavoratori usa e getta"!»

«Ora è scontro, a nulla sono valse le trattative che Cosmopol ha usato solo per prendere tempo pensando che il sindacato ed i lavoratori si sarebbero sfiancati, anzi ciò è servito solo a rafforzare in noi l'idea della bontà della vertenza che, a breve, ci vedrà nuovamente a manifestare dinnanzi i cancelli della SS106 di Sirjo Webuild. Nei prossimi giorni inoltre, attiveremo una richiesta di solidarietà ai lavoratori da parte della politica regionale e delle istituzioni tutte, perché crediamo fortemente che questa vicenda meriti la vicinanza del mondo del lavoro e soprattutto l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica perché oggigiorno non sia consentito a nessuno di calpestare i diritti dei lavoratori in uno dei cantieri più grandi d'Italia». 

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia