La Misericordia che aiuta e soccorre: il cuore silenzioso dell’emergenza
A Lattughelle ha gestito la mensa per volontari, operai e famiglie sfollate. Supporto anche al Parco archeologico e al Museo. Una presenza discreta ma decisiva nei giorni più duri
CASSANO JONIO - Ci sono ancora le ruspe sugli argini, le pompe che sputano acqua, le sirene nella notte. E poi c’è chi, lontano dai riflettori, tiene in piedi la comunità con un piatto caldo e una parola buona.
Nei giorni più difficili dell’emergenza Crati, la Misericordia è stata, insieme a tanti altri attori privati, uno dei cuori pulsanti della solidarietà nella Piana di Sibari. A Lattughelle ha gestito la mensa centrale, diventata punto di riferimento per volontari, operai impegnati sui cantieri, forze dell’ordine e famiglie sfollate.
Colazioni all’alba per chi andava sugli argini, pranzi e cene per chi tornava coperto di fango dopo ore di lavoro, pasti caldi per chi aveva perso la casa e cercava un momento di normalità in mezzo al caos.
Ma non solo. La Misericordia ha garantito supporto logistico anche alle forze impegnate nell’area del Parco archeologico e del Museo della Sibaritide, offrendo assistenza e sostegno operativo in un contesto complicato, dove acqua e fango hanno messo in ginocchio anche un patrimonio culturale fragile.
È la solidarietà che non fa rumore. Quella fatta di grembiuli, mani arrossate dal freddo, turni senza orario. Quella che tiene insieme una comunità quando tutto sembra cedere.