Laghi di Sibari, l’acqua scende ma resta l’emergenza: «Si lavora senza sosta»
Il sindaco Iacobini: livelli passati da 70 a 40 centimetri. In campo forze dell’ordine, vigili del fuoco, Protezione civile e Calabria Verde per salvare il centro nautico
CASSANO JONIO – L’acqua arretra lentamente, il lavoro continua. Dopo la nuova esondazione del Crati che ieri pomeriggio ha riportato sott’acqua i Laghi di Sibari, nella mattinata del 21 febbraio la situazione appare in miglioramento ma resta critica.
A fare il punto è il sindaco Gianpaolo Iacobini, direttamente dal villaggio turistico: «Nel corso della notte l’acqua era arrivata a sfiorare i 70 centimetri di altezza, adesso il livello medio si aggira attorno ai 40 centimetri».
Un segnale positivo che però non basta a parlare di normalità. «Si continua a lavorare senza sosta perché vengano ripristinate quanto prima le condizioni minime di sicurezza».
Sul posto è schierato un imponente dispositivo di soccorso: forze dell’ordine — Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza — insieme ai Vigili del fuoco, Calabria Verde, Protezione civile regionale e Consorzio di bonifica.
«Tutti insieme per portare a compimento questa operazione di salvataggio del nostro centro nautico», ha spiegato il primo cittadino, mentre proseguono parallelamente gli interventi sugli argini «per ricucire le ferite che si aprono una dopo l’altra».
Intanto nelle abitazioni si continua a spalare fango e pompare acqua, in attesa di ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore. «Grazie per la pazienza - conclude il Sindaco - e per l’infinita collaborazione che ci state prestando in queste ore difficili», ha concluso Iacobini rivolgendosi alla comunità.