Unical per la Palestina: borse di studio bloccate, proroga al 30 giugno
Il gruppo Unical per la Palestina segnala il blocco delle procedure per 165 studenti palestinesi vincitori di borse di studio in Italia. Dopo un incontro con il rettore Nicola Leone e la delegata Loprieno, l’Università della Calabria ha accolto le richieste: proroga dei termini al 30 giugno, impegno a sollecitare il Ministero degli Esteri e potenziamento dei servizi di accoglienza per gli studenti in arrivo
RENDE – A Rende il gruppo Unical per la Palestina denuncia ritardi nelle procedure della Farnesina: ottenuta la proroga delle borse di studio e nuove garanzie di accoglienza dall’Università della Calabria.
Il gruppo Unical per la Palestina scrive: «Non esiste nessuna tregua in Palestina. Nonostante i proclami di numerosi governi, tra i quali il governo Meloni, e il conseguente adeguamento dei media dominanti, la situazione a Gaza e in Cisgiordania continua ad essere critica tra bombardamenti incessanti, attacchi dei coloni sempre più violenti, autorizzazioni di nuove colonie e politiche di pulizia etnica messe in atto dal criminale governo di Israele».
«È questo il clima nel quale attualmente 165 studenti e studentesse, risultati idonei per le borse di studio preposte da diversi atenei italiani, si trovano bloccati senza ricevere alcuna risposta da parte della Farnesina. Le borse in questione rientrano in un circuito comprendente numerosi paesi dell'Unione Europea: facendo eccezione per l'Italia, tutti i paesi in questione hanno già avviato le procedure per consentire ai beneficiari di raggiungere i luoghi di destinazione».
«Chiaramente non ci accodiamo alle speculazioni di chi sostiene che la soluzione al genocidio sia portare tutti i palestinesi fuori dai loro territori: sappiamo bene che un'azione del genere sarebbe funzionale a chi vuole generare profitti attraverso la ricostruzione di Gaza (dopo averne sostenuto attivamente per anni la distruzione) e, soprattutto, andrebbe in pesante contrasto con quello che è il legittimo diritto del popolo palestinese alla resistenza e a trascorrere la vita nella propria terra».
«Ciononostante, non possiamo lasciare che gli studenti e le studentesse che possono e vogliono venire in Italia per compiere il loro percorso di studi, restino esclusi dal programma a causa di ritardi burocratici. Questa è la motivazione per la quale ieri abbiamo incontrato il rettore Greco e la delegata per l'accesso degli studenti rifugiati e/o richiedenti protezione internazionale Loprieno».
«Nel corso dell'incontro sono state affrontate differenti tematiche e le nostre richieste sono state accolte. In particolar modo, abbiamo ottenuto un prolungamento dei termini del bando di assegnazione delle borse (il quale riportava come data di arrivo ultima per i beneficiari palestinesi il 28 febbraio) al 30 giugno; nonché una promessa di ulteriori sollecitazioni da parte dell'organo politico del nostro ateneo sul ministero per gli affari esteri affinché le procedure, attualmente in stallo, vengano sbloccate il più rapidamente possibile».
«Si é parlato, inoltre, di differenti servizi di accoglienza e sostegno (tra i quali alloggi, abbonamento per i trasporti, counseling psicologico, agevolazioni economiche e fornitura di materiale accademico) che verranno predisposti dalla nostra università non appena i 5 studenti e studentesse potranno effettivamente raggiungere l'Unical. Accogliamo con soddisfazione questo clima di apertura, confidando ovviamente che agli impegni presi durante l'incontro seguano al più presto azioni concrete e riscontrabili. A tal fine, continueremo a monitorare quotidianamente l'andamento delle pratiche attraverso le nostre ricerche ma anche, specialmente, grazie ai preziosi contatti con gli studenti e le studentesse palestinesi che arriveranno nel nostro ateneo».