Il Crati colpisce ancora: Laghi di Sibari di nuovo sott’acqua
Cede l’argine sinistro mentre erano in corso i ripristini. Nel pomeriggio nuova piena invade il villaggio turistico: acqua anche nelle abitazioni. Solo stamattina il sopralluogo della Protezione civile nazionale
CASSANO JONIO - Sembrava l’inizio della normalità. È tornato l’incubo. Nel pomeriggio di oggi una nuova piena del fiume Crati — meno violenta di quella della scorsa settimana ma sufficiente a colpire un territorio ancora fragilissimo — ha provocato il cedimento dell’argine sinistro in fase di ripristino, allagando nuovamente l’area dei Laghi di Sibari.
In poche ore l’acqua è rientrata nel grande villaggio turistico a ridosso della foce. I residenti parlano di livelli fino a tre metri all’interno delle abitazioni. Le immagini arrivate dalla zona mostrano strade trasformate ancora una volta in canali e barche tra le case, proprio mentre si stavano completando le operazioni di pulizia dal fango dell’esondazione precedente.
La beffa arriva a distanza di poche ore dal sopralluogo mattutino del capo della Protezione civile e delle istituzioni, impegnati nella ricognizione dei danni della piena del 13 febbraio.
Il fiume, invece, ha anticipato i tempi. L’argine era già compromesso e oggetto di lavori di ripristino: la nuova onda, pur non eccezionale, è bastata a sfondare il punto debole e riportare l’acqua dove la comunità stava provando a ripartire.
Per i residenti è un ritorno alla paura. Per il territorio una conferma: l’emergenza Crati non è ancora finita.