Crati esonda e Madeo (Pd) solleva dubbi: «Quali risorse sono state effettivamente spese?»
Dopo l’esondazione del fiume Crati nella Piana di Sibari, la consigliera regionale Pd Rosellina Madeo deposita un’interrogazione per chiedere trasparenza su fondi e interventi programmati. L’iniziativa mira a conoscere lo stato di spesa delle risorse del Patto per il Sud, FSC 2014/2020 e POR FESR 2014/2020, i ritardi nella realizzazione delle opere e le responsabilità amministrative. Un richiamo alla necessità di trasformare promesse e piani innovativi in azioni concrete
CORIGLIANO-ROSSANO – La consigliera regionale del Pd, Rosellina Madeo, solleva dubbi su spesa e attuazione dei fondi per la messa in sicurezza del fiume Crati, depositando un’interrogazione per chiarire ritardi e responsabilità.
«L'esondazione del Crati ha sommerso la piana di Sibari fino a coinvolgere anche altri comuni limitrofi. Tarsia è sott'acqua e l'erosione sta mangiando le nostre coste. Ma è di queste ultimissime ore la notizia che la Calabria si sta dotando di un Piano innovativo con ambizione nazionale per diventare regione capofila nel contrasto al dissesto idrogeologico. Forse, riuscire a spendere con progetti concreti di prevenzione i milioni di euro già disponibili dal 2019 era impresa di poco conto. Forse, bisognava attendere la catastrofe per riunirsi, promettere tavoli permanenti, consultare esperti e rilanciare la posta dicendo che la Calabria da qui a breve diventerà un modello per l'Italia».
Afferma Madeo, che continua: «Io però credo che i calabresi abbiano il diritto di sapere la verità oltre la propaganda».
«Intanto, in linea con gli strumenti a disposizione dell'Opposizione, ho depositato un'interrogazione che chiede trasparenza sul reale stato di attuazione degli interventi programmati per la messa in sicurezza del fiume Crati nella Piana di Sibari e quali risorse finanziarie, già stanziate nell'ambito del "Patto per il Sud", dei Fondi FSC 2014/2020 e del POR FESR 2014/2020, risultino effettivamente impegnate, spese o ancora inutilizzate per tali interventi».
«Situazione poco chiara anche sui motivi dei ritardi o della totale mancata realizzazione delle opere previste, per i quali devono essere individuate specifiche responsabilità amministrative o procedurali».
«Sarebbe un vero orgoglio che la nostra regione diventasse capofila e modello per un piano innovativo contro il dissesto idrogeologico. Ma prima deve imparare a spendere con progetti concreti e funzionali quanto già ha nelle sue disponibilità. Altrimenti continueremo a guardare il dito mentre il saggio indica la luna» conclude.