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Co-Ro, scontro su messa in sicurezza del Crati: Caputo rivendica i lavori, Stasi accusa ritardi sui fondi

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CORIGLIANO-ROSSANO – Botta e risposta politico sulla messa in sicurezza del Fiume Crati tra il consigliere regionale Pierluigi Caputo e il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi.

Caputo attacca Stasi: «Cantiere aggiudicato e consegnato nel 2025»

È Caputo ad aprire lo scontro, intervenendo sui lavori relativi all’intervento 18IR690/G1 “Completamento di messa in sicurezza degli argini del Fiume Crati” nei Comuni di Cassano Jonio e Corigliano, per un importo complessivo di 7.880.000 euro. Il consigliere regionale rivendica che l’opera è stata aggiudicata con Decreto Commissariale il 22 settembre 2025 e che il cantiere è stato consegnato nel mese di ottobre dello stesso anno.

Caputo contesta le ricostruzioni del sindaco Stasi, sostenendo che, al momento dell’insediamento del presidente Roberto Occhiuto a fine 2021, il progetto – pur finanziato dal 2018 – fosse di fatto inesistente sotto il profilo procedurale e amministrativo.

Secondo il consigliere, solo grazie alla struttura commissariale insediatasi nel dicembre 2021 sarebbe stata avviata nel 2022 la fase progettuale, culminata con approvazione dei progetti, gara e consegna del cantiere nel 2025.

Caputo incalza il primo cittadino chiedendo dove fosse tra il 2019 e il 2021 e perché non abbia rivendicato l’avanzamento di un intervento rimasto fermo negli uffici. Rivendica inoltre un “straordinario avanzamento di spesa” pari a 140 milioni di euro tra il 2022 e il 31 dicembre 2025, respingendo l’accusa di una spesa ferma al 4%. Annuncia infine un secondo intervento da 5,5 milioni di euro in procinto di andare in gara e si dice pronto a un confronto pubblico su atti e dati formali.

La controreplica di Stasi: «Otto anni per spendere fondi che salvano vite»

Non si fa attendere la risposta del sindaco Flavio Stasi, che contrattacca parlando di gravi ritardi nella spesa dei fondi per il dissesto idrogeologico e attribuendo precise responsabilità alla Giunta regionale.

Stasi, dopo aver criticato anche l’assessore regionale all’Ambiente Montuoro, accusa Caputo di ritenere “normale” che l’Ufficio del Commissario per il Dissesto Idrogeologico, guidato dal presidente della Regione, impieghi otto anni per spendere risorse che – sottolinea – avrebbero potuto salvare vite, aziende e infrastrutture.

Il sindaco ricorda che il centrodestra governa la Regione dal 2020 e che le risorse erano già disponibili grazie alla programmazione precedente. Secondo il cronoprogramma, afferma, i lavori sarebbero dovuti iniziare nel 2020 e concludersi nel 2021.

Stasi ribadisce inoltre l’accusa che, su 500 milioni di euro a disposizione dell’Ufficio del Commissario, sarebbe stato speso soltanto il 4%, chiamando in causa direttamente il governatore Roberto Occhiuto e parlando di danni enormi per cittadini, imprese e territori calabresi.

Lo scontro, dunque, resta aperto: da un lato Caputo rivendica l’accelerazione impressa dalla struttura commissariale dal 2022 in poi; dall’altro Stasi denuncia ritardi strutturali e una gestione inefficiente delle risorse destinate alla messa in sicurezza del Crati e alla lotta al dissesto idrogeologico.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.