Terranova da Sibari, incendio ai mezzi della ditta che lavora al Castello feudale: indagano i Carabinieri
La presa di posizione del gruppo Nuova Terranova e la solidarietà alla ditta. Gli accertamenti dell’Arma dei Carabinieri per chiarire dinamica e responsabilità. Il valore simbolico dell’intervento di restauro per l’intera comunità della Sibaritide
TERRANOVA DA SIBARI – Mattinata di tensione a Terranova da Sibari per un presunto rogo ai mezzi della ditta impegnata nel restauro del Castello feudale. Indagini affidate all’Arma dei Carabinieri.
Secondo quanto appreso, più mezzi appartenenti all’impresa che sta eseguendo gli interventi sullo storico maniero sarebbero stati dati alle fiamme. La notizia, ancora in fase di verifica ufficiale, ha rapidamente fatto il giro della comunità, suscitando sconcerto e indignazione.
Sull’accaduto è intervenuto anche il gruppo politico locale Nuova Terranova, che in una nota diffusa in mattinata ha espresso ferma condanna qualora l’episodio venisse confermato. Il movimento parla di un fatto «estremamente grave», definendo eventuali responsabilità come espressione di «atti ignobili e vigliacchi» che tenterebbero di imporre «con la violenza e con l’intimidazione una presunta posizione di forza».
Dal gruppo arriva inoltre un messaggio di solidarietà alla ditta colpita e un appello alla compattezza della cittadinanza. «La comunità terranovese respinge con fermezza tali azioni malavitose», si legge nella nota, che sottolinea come il paese sia «fatto di gente per bene» e non intenda piegarsi a episodi di questo tipo.
Sul caso sono attesi accertamenti da parte dei Arma dei Carabinieri, cui spetterà il compito di chiarire la dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabili. Non si esclude alcuna pista al momento.
L’episodio, se confermato, rappresenterebbe un duro colpo non solo per l’impresa coinvolta ma anche per l’intera comunità, considerato il valore simbolico e storico del Castello feudale, oggetto di un importante intervento di recupero.
In attesa di ulteriori sviluppi, in paese prevalgono rabbia e sconforto, ma anche la volontà, ribadita da più parti, di fare fronte comune contro ogni forma di intimidazione.