Corigliano-Rossano, scontro politico sul Crati dopo l’esondazione: accuse al sindaco Stasi sulla gestione dei lavori
Si accende il confronto politico dopo l’esondazione del Crati. Le accuse dei consiglieri di opposizione su fondi, progettazione e gestione degli interventi. Il ruolo della Regione e della struttura commissariale, lo stato dei lavori sugli argini e le criticità segnalate sul territorio
CORIGLIANO-ROSSANO – Dopo l’esondazione del 13 febbraio, consiglieri di opposizione attaccano il sindaco Stasi su fondi, progettazione e gestione degli interventi sul Crati, rivendicando il ruolo della Regione nei cantieri in corso.
L’esondazione del Crati del 13 febbraio, oltre ad aver causato enormi danni nella Sibaritide, continua a innescare polemiche politiche. Questa volta ad intervenire sono i Consiglieri comunali del Movimento del Territorio, Pasqualina Straface, Marisa Caravetta e Giancarlo Bosco, e di Forza Italia, Giuseppe Turano ed Elena Olivieri, che si scagliano contro il primo cittadino di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che in questi giorni è intervenuto più volte attaccando la Regione sulla messa in sicurezza degli argini.
«Alle famiglie che hanno vissuto l’angoscia dell’acqua nelle case, ai proprietari di terreni allagati, a chi ancora oggi guarda il Crati con paura, va la nostra solidarietà piena. Proprio per rispetto verso queste persone non possiamo, però, tollerare che il fiume diventi il palcoscenico di una campagna elettorale permanente. Quella del sindaco Stasi. Perché una cosa deve essere chiara: gli interventi oggi in corso sul Crati non sono frutto delle capacità di un Superman in giacca gialla, ma di programmazione regionale, finanziamenti regionali e struttura commissariale regionale. Il sindaco fa bene a utilizzarne uomini e mezzi. Fa male a presentarsi come se ne fosse l’artefice».
È quanto dicono e ricostruiscono i Consiglieri comunali del Movimento del Territorio, Pasqualina Straface, Marisa Caravetta e Giancarlo Bosco, e di Forza Italia, Giuseppe Turano ed Elena Olivieri, facendo una vera e propria operazione verità rispetto «ai deliri del Primo cittadino degli ultimi giorni. La facciamo - dicono - sulla base degli atti della struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico e dei provvedimenti regionali adottati dall’amministrazione guidata da Roberto Occhiuto. Quando a inizio 2022 la nuova struttura entra in funzione, sul Crati e per il Crati non c’era nulla. Solo parole e promesse come quel finanziamento da circa 7,8 milioni di euro che però non aveva progetto. Nessun PFTE, nessun progetto definitivo, nessuna conferenza dei servizi, nessun parere. Solo risorse ferme. Da lì parte tutto: progettazione, conferenze, acquisizione pareri, progetto esecutivo, gara nel 2025, aggiudicazione a ottobre, consegna del cantiere a novembre. Prima il nulla. Adesso, i cantieri».
«Il sindaco parla di 8 milioni bloccati tra il 2018 e il 2021. Bene. Ma Stasi è sindaco dal 2019 quando la Regione era governata dalla sua stessa parte politica. Ha mai sollecitato la progettazione per la messa in sicurezza del fiume? Ha mai preteso che quel finanziamento diventasse opera? Ha mai convocato tavoli tecnici? Ha mai alzato la voce quando governava il suo stesso schieramento? No. Oggi si sveglia, si veste da capocantiere e racconta una storia a metà. Una storia di comodo».
«Dal 2022 in poi - evidenziano ancora i consiglieri comunali - tutte le procedure passano per conferenze dei servizi indette in Regione. Il Comune, però, non si presenta. Non segnala criticità. Non propone soluzioni. Non evidenzia problemi su uliveti e aranceti realizzati negli anni nei terreni demaniali dentro al fiume e negli spazi dei cosiddetti livellari. Questo Stasi non lo dice. E i problemi di oggi sono anche il frutto di quella assenza. Un sindaco è la massima autorità di protezione civile sul territorio. Non può essere spettatore quando si decide il futuro del suo fiume».
«Oggi - precisano i Consiglieri comunali di Forza Italia e Movimento del Territorio - insieme ai 7,8 milioni di euro già assegnati per i lavori di consolidamento dell’argine destro del Crati tra Thurio e contrada Foggia, consegnati nel novembre scorso, sono stati stanziati ulteriori 5,5 milioni per intervenire nel tratto più critico dell’ansa. Grazie ai pareri già acquisiti con il progetto principale, sarà possibile utilizzare una procedura semplificata e andare a gara in tempi ridotti. Questa è la novità concreta. Questa è la differenza tra chi pianifica e chi commenta. Anzi, sparla».
«Il sindaco parla, inoltre, di un 5% di spesa reale dei fondi contro il dissesto messi a terra dall’Ufficio del Commissario per il Dissesto Idrogeologico. È una bugia immensa. Perché dal 2022 al 2025 la struttura commissariale ha speso più del 30% delle risorse, dato verificabile attraverso la contabilità speciale presso la Banca d’Italia. E invitiamo tutti a controllarli negli atti, non nei post sui social».
«Il Crati - concludono Straface, Caravetta, Bosco, Turano e Olivieri - è un sistema complesso, soprattutto dopo la confluenza con il Coscile. Richiede equilibrio tra tutela ambientale, diritti dei proprietari, pianificazione urbanistica e sicurezza idraulica. Richiede sobrietà istituzionale. E, invece, negli ultimi giorni si è trasformato nel grande set cinematografico elettorale del Sindaco capocantiere del nulla. Incapace di portare a termine, in questi 7 anni di gestione comunale, un’opera, che sia una, utile e già fruibile per la città. Piuttosto, ci dica Stasi, magari attraverso una delle sue dirette social (o forse sarebbe meglio in Consiglio comunale), a che punto sono, invece, i lavori sui torrenti Cannata, Santa Croce e Fellino. Sono ancora fermi? Ci risulta di sì… da 11 anni!».