Gestione dei rifiuti dell'alluvione, Campana (AVS): «La Regione la usa come arma politica. È uno scandalo»
Il portavoce regionale di Europa Verde/AVS critica l'uscita dell'assessore regionale all'Ambiente: «Ritorsioni politiche di infima categoria contro un'intera città»
CORIGLIANO-ROSSANO - «In piena emergenza alluvionale, mentre intere comunità calabresi contano i danni e chiedono risposte immediate alle istituzioni, la giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto ha scelto di bloccare i conferimenti dei rifiuti al Comune di Corigliano-Rossano. Una decisione che non può essere letta altrimenti se non come un atto di ritorsione politica nei confronti del sindaco Flavio Stasi, reo di aver pubblicamente richiamato la Regione alle proprie responsabilità rispetto agli otto milioni di euro rimasti nei cassetti della cittadella e destinati al rifacimento dell'argine destro del fiume Crati». È quanto dichiara Giuseppe Campana, portavoce regionale di Europa Verde/AVS, che parla senza mezzi termini di «sciacallaggio "istituzionale"».
«Quello a cui stiamo assistendo è uno spettacolo indecoroso e, francamente, pericoloso per la tenuta democratica di questa regione – dichiara Campana –. Un assessore regionale di Fratelli d'Italia, evidentemente non senza il placet del presidente Occhiuto, dal momento che alla Cittadella non si muove foglia senza il suo consenso, ha ritenuto attaccare il sindaco solo perché si era permesso di puntare l'indice sulla Regione. Da qui l'offesa all'intera città di Corigliano-Rossano, rea a detta del solerte assessore, di essere la città "più morosa della Calabria". Peccato che il rappresentante della giunta Occhiuto faccia finta di non sapere che Corigliano Rossano vanta crediti dalla Regione, a sua volta, per tanti milioni di euro, proprio ad iniziare da quelli da destinare alla messa in sicurezza del Crati. Tutto questo per fare un dispetto politico a un sindaco scomodo. È una cosa che dovrebbe indignare ogni calabrese, indipendentemente dal colore politico».
La questione, sottolinea Campana, non è episodica ma si «inserisce in un fallimento strutturale e conclamato della destra regionale nella gestione del ciclo dei rifiuti: in cinque anni di governo, il peggiore centrodestra della storia repubblicana non ha risolto un solo nodo strutturale del sistema rifiuti calabrese. Al contrario a calcolare, e bene, gli aumenti delle tariffe di conferimento sono più che raddoppiate, passando da 160 a oltre 300 euro a quintale, scaricando costi insostenibili sui Comuni e, di conseguenza, sulle famiglie calabresi. E la prima mossa dopo le elezioni? Nominare due assessori in più e reintrodurre i sottosegretari che costeranno alcuni milioni di euro in più ai calabresi, mentre la Calabria affogava nei suoi problemi irrisolti. Il manifesto della loro incompetenza politica è scritto nei fatti, non nelle nostre parole».
«Questo territorio, come ben noto, ha pagato abbondantemente il suo credito per i rifiuti provenienti da tutta la regione. E Montuoro, prima di sputare sentenze su un'intera città chieda ai suoi quanti di quei milioni di debiti hanno lasciato i suoi compagni di merenda negli anni e l'amministrazione Stasi sta ripagando per tutti. Di fronte a chi non conosce il senso delle istituzioni, a volte l'unico linguaggio che resta è alzare la voce, come ha dovuto fare il sindaco di Corigliano Rossano».