Agrisolare, Omnia: adeguarsi subito per non perdere gli incentivi
Sabato 21 all’Auditorium Amarelli incontro con Confagricoltura: contributi fino a 10mila euro ma senza il sistema di controllo gli impianti rischiano stop e distacco dalla rete
CORIGLIANO-ROSSANO – Non è un dettaglio tecnico ma un vero e proprio cambio di passo. Con la Delibera ARERA 385/2025/R/EEL il Controllore Centrale di Impianto (CCI) diventa obbligatorio per tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici sopra i 100 kW in media tensione. Una misura che riguarda migliaia di impianti in Italia e un numero crescente di aziende anche in Calabria, dove l’autoproduzione energetica è ormai leva strategica di competitività. Adeguarsi non è solo un obbligo normativo: significa salvaguardare gli incentivi GSE e accedere a contributi a fondo perduto fino a 10.000 euro. Ignorarlo può voler dire perdere tutto.
A spiegare il quadro normativo è Vincenzo D’Agostino, Amministratore Delegato di Omnia Energia, che sarà uno dei relatori dell’evento - L’Agrisolare per le imprese - promosso da Confagricoltura Cosenza e in programma il prossimo sabato 21 febbraio alle 10.30 all’Auditorium Amarelli.
«Non è un adempimento formale – chiarisce – ma un passaggio strutturale nella modernizzazione della rete. Chi produce energia deve essere integrato in un sistema coordinato. Il CCI è lo strumento che rende possibile questo salto di qualità».
Il CCI è un dispositivo che consente il dialogo costante tra impianto e gestore di rete, regolando la produzione e prevenendo instabilità e blackout. In un sistema elettrico che negli ultimi anni ha visto crescere in modo esponenziale la potenza rinnovabile installata, la gestione intelligente dei flussi diventa condizione essenziale per la sicurezza nazionale.
L’obbligo riguarda tutti gli impianti nuovi e quelli già esistenti sopra i 100 kW connessi in media tensione. Le scadenze sono fissate in modo preciso: per gli impianti pari o superiori a 500 kW l’adeguamento è previsto entro il 28 febbraio 2027; per gli impianti tra 100 e 500 kW è previsto entro il 31 marzo 2027. «Tempistiche che sembrano lontane – ricorda l’Amministratore delegato - ma che, in realtà, richiedono programmazione tecnica e amministrativa immediata».
La normativa non introduce solo un obbligo, ma anche un incentivo economico. Sono previsti contributi a fondo perduto fino a 10 mila euro per gli impianti sopra i 500 kW e fino a 7.500 euro per quelli tra 100 e 500 kW. La percentuale di contributo diminuisce con il passare dei mesi: prima si comunica l’adeguamento, maggiore è la quota riconosciuta. Un meccanismo pensato per accelerare l’adeguamento del parco impianti e rendere ordinata la transizione. «Chi si muove subito – evidenzia ancora il manager dell’Azienda energetica green leader nel Meridione – non solo evita sanzioni e rischi, ma ottiene il massimo beneficio economico. Aspettare significa ridurre il contributo o, peggio, esporsi a conseguenze molto più gravi».
Il mancato adeguamento non è neutro. Le conseguenze possono essere pesanti: perdita degli incentivi GSE, valorizzazione nulla dell’energia prodotta e, nei casi estremi, distacco dalla rete. In un contesto in cui l’Italia ha superato i 30 GW di nuova potenza fotovoltaica installata negli ultimi anni e punta a obiettivi europei ancora più ambiziosi, la conformità tecnica diventa condizione di sopravvivenza per chi produce energia.
Il tema sarà al centro dell’incontro promosso da Confagricoltura Cosenza in partnership con Omnia e Amarelli. L’Agrisolare, insieme alle altre misure di sostegno alle rinnovabili, rappresenta oggi uno strumento chiave per rafforzare la competitività delle imprese agricole e agroalimentari calabresi, riducendo il peso dei costi energetici sui bilanci aziendali. «L’energia – sottolinea ancora l’imprenditore – è diventata un asset industriale. Non basta produrla, bisogna saperla gestire nel rispetto delle regole. Solo così si difendono gli investimenti e si consolidano i margini delle imprese».
Accanto all’assistenza tecnica per l’adeguamento, Omnia ribadisce il proprio impegno nell’educazione energetica. «Informare imprese e territori sulle evoluzioni normative, sulle opportunità economiche e sui rischi di inadempienza significa rendere la transizione governabile e non subita. La vera sfida – conclude Vincenzo D’Agostino – è culturale. La transizione energetica richiede consapevolezza, competenze e accompagnamento. È su questo terreno che vogliamo essere al fianco delle imprese».