2 ore fa:Presidio a Rossano per Ahmad Salem: «La solidarietà non si arresta»
3 ore fa:Danni maltempo a Co-Ro: chiesta l’attivazione di un servizio di supporto per cittadini e attività danneggiate
51 minuti fa:Emergenza idrica, Trebisacce accelera: piano da 2 milioni per salvare l’estate e aiutare la costa jonica
3 ore fa:Amministrative Castrovillari, Donadio: «Siamo l'alternativa al silenzio e ai compromessi»
1 minuto fa:Bocchigliero, la Cicogna nera torna a nidificare: nel nido del GRAC deposto il terzo uovo | VIDEO
4 ore fa:Co-Ro, Patir 2026 sarà dedicato alla scrittura: tre giornate su storia, cultura e intelligenza artificiale
2 ore fa:IOS Longobucco protagonista alle OGR di Torino
4 ore fa:Centrato l'obiettivo di copertura totale: l'Unical assegna il 100% delle borse di studio
5 ore fa:Cassano Jonio, viabilità provinciale: i consiglieri di maggioranza plaudono agli interventi programmati
21 minuti fa:“La Bizantina” cresce ancora: oltre 130 ciclisti da tutta Italia tra sport, fatica e territorio

Oggi è la giornata mondiale dell’abbraccio, un vero e proprio toccasana per la salute: ecco perché

2 minuti di lettura

CALABRIA - Conforto, coccola, contenimento. L’abbraccio è la manifestazione fisica d’affetto per eccellenza, che assume diverse connotazioni a seconda del contesto in cui avviene. Ma l’abbraccio è anche molto di più: un vero e proprio toccasana per la salute, in grado di scatenare i nostri neurotrasmettitori del benessere, di potenziare il sistema immunitario, di aumentare le connessioni neuronali che incidono sullo sviluppo cognitivo.

L’abbraccio, inoltre, è una delle forme di prossemica e contatto fisico più variamente codificate nelle varie culture: se presso i popoli latini e mediterranei questa manifestazione è ampiamente avallata, nelle popolazioni orientali viene evitata in quanto reputata sconveniente. Non è un caso, ad ogni modo, che l’abbraccio abbia addirittura una Giornata Mondiale dedicata, che cade proprio il 21 gennaio. 

Dal punto di vista biologico e genetico – spiegano gli psicologici e psicoterapeuti - dal momento che l’essere umano è strutturato come animale sociale, l’abbraccio fa parte di quell’insieme di cure e di forme di accudimento fondamentali per lo sviluppo evolutivo. Numerosi studi di neuroimmunologia dimostrano che i bambini che nei primi anni di vita hanno sperimentato una carenza di contatto fisico, di abbracci e carezze, hanno da lato un sistema immunitario meno efficiente, dall’altro una minore capacità di auto rassicurarsi e di metabolizzare le emozioni negative. 

L’abbraccio inoltre – proseguono – stimola le connessioni neuronali, e la prima forma di intelligenza, intesa come capacità di adattamento all’ambiente, è direttamente correlata al livello di accudimento. Infine l’abbraccio, dal punto di vista neurobiologico, stimola gli ormoni della felicità, cioè l’ossitocina, la serotonina e le endorfine, che vanno ad incidere sul sistema neuroendocrino. 

Ovviamente gli effetti benefici che scaturiscono dall’abbraccio presuppongono una corrispondenza e un contesto di relazione affettiva, viceversa un abbraccio subìto senza consenso viene percepito come un’invasione del proprio spazio e della propria intimità, e non va ad innescare i neurotrasmettitori del benessere ma una risposta di tipo attacco-fuga innescata da altri neurotrasmettitori.

A dimostrazione delle tante virtù dell’abbraccio, a partire dagli anni Ottanta si è fatta strada una vera e propria “hug therapy” (terapia dell’abbraccio), che sostiene un benefico effetto di contenimento dell’abbraccio nelle situazioni di ansia, depressione e stress. La hug therapy viene declinata anche nella silvoterapia, cioè l’abbraccio agli alberi, per ritrovare il contatto con la natura o, per i bambini, nell’abbraccio ad un pupazzo o peluche che, in quanto oggetto transizionale, deve essere pian piano lasciato andare per lasciare il posto alla capacità di autoregolarsi e autorassicurarsi.

Attenzione però c’è sicuramente una valenza terapeutica nella hug therapy, che senza dubbio contribuisce ad aumentare il benessere. Tuttavia associare esclusivamente ad essa la cura dell’ansia e della depressione sarebbe sbagliato e fuorviante. Possiamo affermare che in un contesto di psicoterapia o di terapia psicologica, la hug therapy può rappresentare un ulteriore valido strumento a supporto. 

(Fonte Chiara Stella Scarano, sanitàinformazione.it) 

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia