14 ore fa:Sanità, Campana attacca: «Nomine fiduciarie e ospedali al collasso nella Sibaritide»
10 ore fa:Al dottor Giovanni Bisignani il titolo di Primario Emerito di Cardiologia: il plauso dell'associazione "Un Cuore per Coro"
10 ore fa:Oncologia, Bosco denuncia i disagi dopo il trasferimento: «I malati non possono affrontare un percorso a ostacoli»
12 ore fa:Arco Jonico, Mazza: «Basta inseguire il Tirreno, la vera forza è nell’identità dello Jonio»
14 ore fa:Discarica abusiva nei boschi di Co-Ro, nulla è cambiato: rifiuti ancora lì dopo mesi
11 ore fa:Oncologia a rischio nello spoke di Corigliano-Rossano, Scutellà presenta un’interrogazione regionale
13 ore fa:Cassano, al Teatro Comunale va in scena “Cammelli a Barbiana”: il racconto poetico della vita di don Milani
13 ore fa:Roseto Capo Spulico celebra la ciliegia e i sapori De.Co.: due giorni tra tradizione, gusto e valorizzazione del territorio
12 ore fa:Irrigazione, completata la condotta dello Straface: più acqua per le campagne tra Rocca Imperiale e Trebisacce
11 ore fa:Tratta e sfruttamento degli esseri umani, Madeo presenta una proposta di legge regionale

Oggi è la giornata mondiale dell’abbraccio, un vero e proprio toccasana per la salute: ecco perché

2 minuti di lettura

CALABRIA - Conforto, coccola, contenimento. L’abbraccio è la manifestazione fisica d’affetto per eccellenza, che assume diverse connotazioni a seconda del contesto in cui avviene. Ma l’abbraccio è anche molto di più: un vero e proprio toccasana per la salute, in grado di scatenare i nostri neurotrasmettitori del benessere, di potenziare il sistema immunitario, di aumentare le connessioni neuronali che incidono sullo sviluppo cognitivo.

L’abbraccio, inoltre, è una delle forme di prossemica e contatto fisico più variamente codificate nelle varie culture: se presso i popoli latini e mediterranei questa manifestazione è ampiamente avallata, nelle popolazioni orientali viene evitata in quanto reputata sconveniente. Non è un caso, ad ogni modo, che l’abbraccio abbia addirittura una Giornata Mondiale dedicata, che cade proprio il 21 gennaio. 

Dal punto di vista biologico e genetico – spiegano gli psicologici e psicoterapeuti - dal momento che l’essere umano è strutturato come animale sociale, l’abbraccio fa parte di quell’insieme di cure e di forme di accudimento fondamentali per lo sviluppo evolutivo. Numerosi studi di neuroimmunologia dimostrano che i bambini che nei primi anni di vita hanno sperimentato una carenza di contatto fisico, di abbracci e carezze, hanno da lato un sistema immunitario meno efficiente, dall’altro una minore capacità di auto rassicurarsi e di metabolizzare le emozioni negative. 

L’abbraccio inoltre – proseguono – stimola le connessioni neuronali, e la prima forma di intelligenza, intesa come capacità di adattamento all’ambiente, è direttamente correlata al livello di accudimento. Infine l’abbraccio, dal punto di vista neurobiologico, stimola gli ormoni della felicità, cioè l’ossitocina, la serotonina e le endorfine, che vanno ad incidere sul sistema neuroendocrino. 

Ovviamente gli effetti benefici che scaturiscono dall’abbraccio presuppongono una corrispondenza e un contesto di relazione affettiva, viceversa un abbraccio subìto senza consenso viene percepito come un’invasione del proprio spazio e della propria intimità, e non va ad innescare i neurotrasmettitori del benessere ma una risposta di tipo attacco-fuga innescata da altri neurotrasmettitori.

A dimostrazione delle tante virtù dell’abbraccio, a partire dagli anni Ottanta si è fatta strada una vera e propria “hug therapy” (terapia dell’abbraccio), che sostiene un benefico effetto di contenimento dell’abbraccio nelle situazioni di ansia, depressione e stress. La hug therapy viene declinata anche nella silvoterapia, cioè l’abbraccio agli alberi, per ritrovare il contatto con la natura o, per i bambini, nell’abbraccio ad un pupazzo o peluche che, in quanto oggetto transizionale, deve essere pian piano lasciato andare per lasciare il posto alla capacità di autoregolarsi e autorassicurarsi.

Attenzione però c’è sicuramente una valenza terapeutica nella hug therapy, che senza dubbio contribuisce ad aumentare il benessere. Tuttavia associare esclusivamente ad essa la cura dell’ansia e della depressione sarebbe sbagliato e fuorviante. Possiamo affermare che in un contesto di psicoterapia o di terapia psicologica, la hug therapy può rappresentare un ulteriore valido strumento a supporto. 

(Fonte Chiara Stella Scarano, sanitàinformazione.it) 

Veronica Gradilone
Autore: Veronica Gradilone

26 anni. Laurea bis in Comunicazione e Tecnologie dell’Informazione. Mi piace raccontare le storie, non mi piace raccontare la mia