Che fine ha fatto il capodanno dei calabresi a Corigliano-Rossano?
L’assessore regionale al turismo Orsomarso al Castello aveva annunciato il grande concerto di San Silvestro nella Sibaritide («perché qui è estate tutto l’anno»). Poi non se n’è saputo più nulla. Nemmeno dopo l’incontro con Stasi

CORIGLIANO-ROSSANO - «Portiamo a Corigliano-Rossano una manifestazione che farà diventare questa città, durante la settimana compresa tra il primo dell’anno e la Befana, il centro focale della Calabria». Così annunciava l’assessore regionale al Turismo, Fausto Orsomarso, il 5 luglio scorso dal Castello ducale di Corigliano durante una conferenza stampa convocata insieme a Trenitalia per smentire un nostro articolo che, in modo provocatorio, denunciava come la Calabria del nord-est fosse in preda ad una cronica carenza e arretratezza di mobilità e servizi ferroviari e che per raggiungerla il mezzo migliore sarebbe stato il fatidico ciuccio!
Oltre all’annuncio dei nuovi treni Blues, che dal gennaio 2023 dovrebbero iniziare a scorrazzare lungo la linea jonica, quell’occasione fu il grimaldello per lanciare una “bomba” inaspettata: «Portiamo qui il capodanno dei calabresi, un territorio dove è estate tutto l'anno e che da solo fa più presenze turistiche che il resto della Calabria». E meno male! L’assessorato al turismo era già a lavoro per «uno dei più grandi eventi mai realizzati nella nostra regione», addirittura con la firma di uno dei più importanti manager e produttori di spettacolo italiani come Lucio Presta. Insomma un bellissimo pacco confezionato per l’inverno Jonico che aveva lasciato tutti i presenti positivamente stupiti e meravigliati. Possibile tanta grazia e tante attenzioni?
Sono trascorsi quasi quattro mesi da quell’annuncio, siamo a fine novembre, ma del grande capodanno dei calabresi a Corigliano-Rossano ancora qui nessuno sa nulla.
Pare, addirittura, che a fine ottobre ci sia stata una riunione operativa nella sede comunale a Corigliano tra lo stesso assessore Orsomarso, il sindaco Stasi e l’assessore comunale al turismo, Costantino Argentino, per programmare il capodanno. Ma anche dopo quell’incontro, pare non si sia mosso nulla. Almeno, nessuno ha saputo nulla della riunione (fino ad oggi) e sull’esito. Bocche cucite.
Ora, che non lo sappiano ancora i cittadini e anche la stampa quello che sarà il Capodanno a Corigliano-Rossano – forse - ci può stare. Che, però, non lo sappiano gli operatori economici, commerciali e turistici della città – invece – è allarmante. Perché eventi di questo calibro, sui quali vengono investiti tanti soldini, dovrebbero servire a creare un gettito in termini di presenza ed economia sul territorio che li ospita. Come? Come in ogni parte del mondo e d’Italia in cui c’è una visione e una programmazione. Esempi sono le luminarie di Salerno o i mercatini di Natale a Bolzano, il cui battage mediatico – nonostante siano ormai eventi storicizzati e universalmente conosciuti – è iniziato già a fine agosto, sono emblematici. Lì c’è una destinazione stagionale finalizzata che qui non c’è (qui, nella Sibaritide, in realtà non c’è proprio una destinazione…)
Ma questo lo sa bene la struttura regionale che sulla promozione ed il marketing della Calabria Straordinaria ha puntato tutto e – diciamolo – anche con metodo. Evidentemente, se ancora oggi, ad un mese dall’evento, per il grande capodanno dei calabresi a Corigliano-Rossano a terra non c’è nulla, non c’è organizzazione e soprattutto non ci sono comunicazioni, vuol dire che quella iniziativa annunciata non si farà. O -se si farà - esprimerà un potenziale di gran lunga inferiore di quello che avrebbe potuto raccontare. E, ancora volta, si rivelerà l'ennesima presa in giro a danno della Sibaritide e di questo territorio.
Parliamo con dati alla mano, facilmente riscontrabili. Entrando sui portali web dei maggiori tour operator e digitando una qualsiasi destinazione che ha un attrattore turistico forte o un evento chiave da proporre nel periodo natalizio è facile notare che si è già vicini all’overbooking fino all’epifania. Persino in località di mare, anche calabresi. Non nella Calabria del nord-est dove alcune strutture ricettive, anche importanti, in vista del prossimo inverno stanno addirittura pensando di chiudere per evitare costi superflui. Siamo all’età della pietra.
Qualunque sia il problema di fondo, che ancora non sappiamo, è certo che non sarà il capodanno che aveva in testa il 5 luglio Orsomarso. Sarà un’altra cosa. Anche perché il cantante di punta su cui si era puntato per l’evento (Cesare Cremonini) pare non sia più disponibile. Così come è presumibile che altri artisti di spessore, degni di un grande evento regionale, siano già accasati. A meno di qualche sorpresa. Attendiamo, speranzosi almeno finché la crisi e le disponibilità tratterranno gli autoctoni a non fare le valigie per trascorrere il ponte di Natale-Capodanno in qualche altra località, magari fuori regione!