Corigliano-Rossano, fusione nel caos: l’affondo di Lucisano che prende di mira il sindaco Stasi
Le dichiarazioni del consigliere di opposizione dopo il confronto all'Eco in Diretta, le critiche a Stasi su Insiti e cittadella degli uffici, il nodo dei Municipi, i rapporti con il PD e le ricadute politiche sulla città unica di Corigliano-Rossano
CORIGLIANO-ROSSANO - Quando in politica si apre una crepa, c’è sempre qualcuno pronto a infilarvisi con tutto il peso possibile. E Piero Lucisano lo fa come un Iron Ore, il treno merci più lungo del mondo: lento, inesorabile, carico fino all’inverosimile, che si innesta sui binari della polemica e non si ferma più fino alla stazione finale.
Il consigliere comunale di opposizione ha intercettato la frattura interna al PD su Municipi e fusione e la trasforma in un attacco frontale al sindaco Flavio Stasi, mettendo insieme urbanistica, politica, alleanze ballerine e, soprattutto, mettendo sotto accusa sette anni di amministrazione.
«Sono rimasto sgomento dalle parole del capogruppo PD»
Lucisano parte da dove tutto è cominciato: la prima puntata stagionale dell’Eco in Diretta (rivedila qui), quando Giuseppe Candreva, capogruppo consiliare del PD, prende posizione sulla fusione, sulla cittadella degli uffici e su Insiti (leggi qui).
«Sono rimasto sgomento – scrive – dalle dichiarazioni rese dal capogruppo consiliare del Partito Democratico sulla fusione e sull’ipotesi di un parco urbano da allocare a Insiti, progetto caro al sindaco Stasi e sul quale l’amministrazione ha fatto realizzare persino un masterplan da un noto studio di architettura».
E subito il primo affondo politico: «Candreva ha preso una posizione chiara sulla cittadella degli uffici da allocare a Insiti, come stabilito dalla legge regionale istitutiva della fusione, smentendo di fatto le posizioni contrarie del sindaco Stasi e del resto della maggioranza».
Dunque, il capogruppo del PD sconfessa pubblicamente uno dei progetti simbolo del sindaco. Un corto circuito che Lucisano trasforma in miccia politica… esplosiva!
«Il PD smentisce Stasi, poi si riallinea: da protagonista a comprimario»
Ma per Lucisano non è un episodio isolato. Anzi. Ricorda, infatti, che «non è la prima volta che il PD assume posizioni diverse rispetto a quelle di Stasi, come già accaduto nella vicenda Baker Hughes, salvo poi riallinearsi in sede istituzionale al volere del “monarca Stasi”, smentendo se stesso e collezionando figure meschine che relegano il PD a mero comprimario».
Qui il racconto cambia passo: non più solo divergenze, ma un partito che – secondo l’opposizione – parla da protagonista fuori dall’aula e poi recita da comparsa dentro il Palazzo.
«Sette anni senza fusione vera: nemmeno il gonfalone unico»
Ma il treno Iron Ore di Lucisano non rallenta. Accelera - ancora di più - sul tema più simbolico: «Tutto questo dopo sette lunghi anni di era Stasi, in cui la città non ha nemmeno il gonfalone unico e in cui, di fatto, non si è mai fatto davvero nulla per avviare il vero processo di fusione, alimentando campanili di ogni sorta». Non è solo una critica amministrativa, è una stilettata identitaria: una città che si chiama unica ma che non riesce nemmeno a darsi un simbolo condiviso.
Insiti, la “madre delle battaglie”
Nel racconto del consigliere comunale di Minoranza, Insiti diventa il cuore mancato della città: «L’argomento Insiti è la madre delle future battaglie. Sarebbe ovvio allocarvi tutti gli uffici comunali insieme al nuovo ospedale e ad altri servizi: trasporti, infrastrutture, funzioni strategiche. Dare, finalmente, un baricentro amministrativo a una città che, dopo sette anni di Stasi, ancora non ce l’ha. E questa è già una vergogna».
Lucisano poi allarga lo sguardo e si sposta dal piano urbanistico a quello politico puro: «Comprendiamo che i rapporti fra Stasi e il PD siano a fasi alterne di amore e di odio».
E subito parte la raffica di domande che inchiodano le ambiguità non solo dei Dem ma di una maggioranza che, oggi più di ieri, sembra non avere più un’identità: «Mi chiedo - sottolinea il consigliere - se il PD che oggi vorrebbe Stasi presidente della Provincia sia lo stesso a cui in passato Stasi ha fatto perdere le elezioni provinciali». «Mi chiedo se il PD sia lo stesso partito che in città ha eletto la presidente del Consiglio comunale alla Regione». «Stasi avrebbe sostenuto Madeo (Rosellina, presidente del Consiglio comunale e ora Consigliere regionale del PD, ndr) alle regionali?». «Che fine hanno fatto Sinistra Italiana e Verdi che lo proponevano presidente della Regione?».
Domande che ovviamente non cercano risposta, ma mettono in fila lungo i binari un quadro politico fluido, disallineato, talvolta persino contraddittorio. Potremmo definirlo deragliante… «Stasi - qui l’inciso provocatorio - ha forse tifato e fatto sostenere Occhiuto per fare un dispetto al PD e al centrosinistra che non lo ha calcolato nelle sue mire alla presidenza della Regione?»
«Presi in giro i cittadini sui Municipi»
Ma tornando al cuore della polemica, Lucisano affonda ancora: «Stasi e la sua maggioranza hanno preso in giro i cittadini inserendo nello Statuto i Municipi e poi dichiarando che non sarebbero nemmeno a norma di legge così come sono previsti nella legge regionale e nello Statuto».
La chiusa del comunicato stampa, poi, Il finale è una requisitoria che va oltre il singolo tema della fusione e delle sue declinazioni: «A distanza di sette anni qui si vive ancora alla giornata: senza visione, senza fusione, senza alcuna programmazione su cosa e dove vuole allocarsi la grande città di Corigliano-Rossano». «Mentre la gente muore, i negozi chiudono, i giovani partono, le strade restano distrutte, la città diventa sempre più insicura e il Comune finisce in mano a burocrati che si auto-liquidano somme non dovute, noi dovremmo consolarci con un concerto».
Il treno Lucisano è arrivato in stazione e il fischio fa riecheggiare un’unica parola: «Vergogna».