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Corigliano-Rossano, il PD si divide sulla fusione: scontro interno sui Municipi

3 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Se non fosse materia seria – anzi, fondativa – ci sarebbe quasi da farsi una sana e grassa risata. Perché quello che sta andando in scena - ancora una volta - nel Partito Democratico a Corigliano-Rossano non è il solito dissenso interno su come vedere le cose in una città grande, complessa e problematica, ma un autentico cortocircuito politico sul tema che più di ogni altro definisce l’esistenza stessa della città: la fusione.

Tradotto: il PD finisce per contraddirsi su ciò che, per statuto politico e genetica culturale, dovrebbe difendere con maggiore coerenza. Ma andiamo per ordine.

Tutto parte dalla prima puntata stagionale dell’Eco in Diretta (rivedila qui). Si parla di Municipi, di decentramento, di come governare davvero una città che sulla carta è grande ma che nella testa della politica spesso resta doppia.

Candreva: «Legge scritta con superficialità sui Municipi»

A intervenire è il capogruppo del PD in Consiglio comunale, Giuseppe Candreva, che usa parole tutt’altro che anodine: «La legge regionale - dice - è stata scritta con un po’ di superficialità perché, nel momento in cui si scrive che ci vogliono i municipi, bisogna anche vedere se la tipologia e quantità di abitanti permette di creare i municipi in questa città, intesi come a Roma. Non è una legge illegale, ma poteva essere formulata in modo diverso».

Non una contestazione formale della legittimità della norma, ma una critica politica netta al modo in cui è stata concepita la previsione dei Municipi: secondo il rappresentante democrat - a cui non manca il dono della sincerità - l’averli inseriti senza una valutazione rigorosa su numeri, criteri e sostenibilità li rende una costruzione debole, quasi approssimativa.

Detto in altre parole: i Municipi ci sono, ma per come sono stati pensati non convincono nessuno.

Madeo: «Senza il PD i Municipi non ci sarebbero»

Ma è proprio qui che si accende il vero corto circuito politico. Perché a distanza di qualche ora dall’aver messo l’evidenziatore su quelle parole di Candreva, arriva la nota ufficiale del segretario cittadino del PD, Francesco Madeo, che non solo ribadisce il sostegno del partito alla fusione (e questa sembra una cosa pacifica anche per Candreva, a dire il vero), ma rivendica proprio la paternità politica di quei Municipi messi in discussione.

Scrive Madeo: «Il Partito Democratico ha svolto un ruolo decisivo nella fase statutaria della nuova città: senza il PD non ci sarebbero oggi i Municipi civici nello Statuto, introdotti grazie a un nostro emendamento, anche se in minoranza».

E ancora: «I Municipi civici, per il PD, sono e restano strumenti di decentramento amministrativo e di partecipazione, non centri di potere. Il loro numero e la loro funzione devono essere rapportati alla dimensione demografica e territoriale della città, affinché risultino realmente funzionali ed efficaci».

Tradotto: ciò che per Candreva appare come una scelta scritta con superficialità, per Madeo è invece una precisa battaglia politica del Partito Democratico.

Ed è qui che la contraddizione diventa plastica, quasi didattica:  il capogruppo PD critica l’impianto dei Municipi; il segretario PD ne rivendica - come partito - non solo l’impianto legislativo ma persino la paternità. 

«La fusione non è uno slogan»

Nella sua nota, il segretario cittadino tenta chiaramente di ricondurre il dibattito dentro una cornice politica più solida. Non si limita ai Municipi, ma rilancia una visione complessiva della città unica: «Il Partito Democratico ha una visione chiara di come costruire la città unica: una Corigliano-Rossano policentrica, coesa, capace di garantire servizi efficienti, prossimità amministrativa e sviluppo equilibrato». E non solo questa visione riparte proprio dai municipi ma da un punto chiaro: «La fusione non è uno slogan, ma un processo da sostenere e governare con serietà, programmazione e responsabilità».

Un passaggio che suona come un richiamo non solo agli avversari politici, ma anche – e forse soprattutto – ai compagni di viaggio che spesso si ritrovano essere - con volontà o senza, non lo sappiamo - avversari interni.

l paradosso politico: difendere ieri ciò che oggi si contesta

E già, perché, il nodo  è evidente - non è tecnico. È politico, profondamente politico. Se i Municipi sono stati un errore di impostazione, allora il PD deve spiegare perché li ha voluti. E se invece sono una scelta giusta, allora qualcuno deve spiegare perché oggi li si mette in discussione come frutto di superficialità legislativa.

Il rischio, evidente, è quello di un partito che oscilla tra due posture incompatibili e bipolari: quella di chi rivendica la fusione come scelta storica, identitaria, irreversibile; e quella di chi, pezzo dopo pezzo, ne smonta proprio i pilastri amministrativi. E non è il caso di Candreva, ovviamente, ma di quanti - allargando il cerchio democrat in città continuano a contestare apertamente e anche aspramente la fusione. Un nome su tutti? Giovanbattista Genova. 

Una schizofrenia politica che, in una città normale, passerebbe per confusione. Ma in una città nata da una fusione, diventa qualcosa di più grave: una scientifica azione di distruzione per qualcosa che (almeno amministrativamente) non si può distruggere per almeno altri sette anni!

 

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.