Consiglio Comunale sospeso a Longobucco, l’opposizione attacca la maggioranza
Il Gruppo Consiliare Per la Rinascita di Longobucco denuncia il fallimento del Consiglio del 10 e 11 marzo: «Disorganizzazione, contraddizioni e nessuna visione sulla Sila-Mare»
LONGOBUCCO - Il Consiglio Comunale straordinario del 10 e 11 marzo, che avrebbe dovuto rappresentare un momento di unità territoriale e di rilancio della vertenza sulla Sila-Mare alla presenza dei sindaci del comprensorio, si è concluso con un nulla di fatto. La seduta è stata infatti sospesa per mancanza del numero legale, trasformandosi – secondo il Gruppo Consiliare “Per la Rinascita di Longobucco” – in uno dei momenti più critici della recente vita istituzionale del paese.
«Quello che doveva essere un momento di confronto e di condivisione per il futuro della nostra comunità si è trasformato in una delle pagine più buie per la nostra democrazia cittadina», afferma il gruppo di opposizione in una nota. «Il Consiglio Comunale straordinario è naufragato, sospeso per mancanza del numero legale, offrendo uno spettacolo di disorganizzazione e debolezza politica che Longobucco non merita».
Secondo l’opposizione, il Consiglio sarebbe stato convocato senza le necessarie azioni preparatorie e con assenze determinanti proprio tra i banchi della maggioranza. Una situazione che, unita a quella che viene definita «un’incapacità gestionale ormai cronica», avrebbe portato alla paralisi dei lavori proprio davanti ai rappresentanti degli altri Comuni del territorio.
Tra le criticità segnalate dal gruppo di minoranza anche la mancata partecipazione dell’amministrazione di Crosia. «È grave e incomprensibile – si legge nella nota – la scelta di non invitare l’Amministrazione di Crosia. Come si può pensare di costruire una vera unità territoriale e discutere del completamento della Sila-Mare senza coinvolgere un partner istituzionale fondamentale?».
Il nodo centrale della vicenda, secondo l’opposizione, resta però l’ambiguità politica dell’amministrazione guidata dal sindaco Pirillo. «Se oggi sulla carta la Giunta si dichiara favorevole allo sbocco a Contrada Foresta, i fatti raccontano altro. Questa amministrazione è la stessa che ha avallato e sostenuto il cambio progettuale che ha spostato il quinto lotto sulla Provinciale 531, tradendo il disegno originario che prevedeva la continuazione della Sila-Mare sul versante sinistro del Trionto fino a Contrada Foresta».
Una contraddizione che, secondo il gruppo consiliare, emergerebbe anche dalla nota del sindaco letta in apertura di Consiglio. «Anche in questa occasione il sindaco Pirillo parla genericamente di collegamento Longobucco–SS106 senza mai citare la località di sbocco».
Il Gruppo Per la Rinascita di Longobucco sottolinea inoltre come la gestione della seduta sia stata problematica sin dalla convocazione. «Una gestione approssimativa e dilettantistica. La minoranza non è stata mai consultata e, con atteggiamento supponente, è stato rifiutato l’ordine del giorno integrativo proposto da cinque consiglieri sulla questione della bretella d’emergenza».
Per l’opposizione, il risultato politico di quanto accaduto è evidente. «Siamo di fronte a una evidente inerzia amministrativa: il deliberato del Consiglio Comunale del 24 ottobre scorso, nel quale si rivendicava anche il ripristino del tracciato originario con innesto sulla SS106 a Contrada Foresta, è rimasto lettera morta per mesi».
Non mancano poi accuse di irresponsabilità politica. «La maggioranza non è stata in grado di garantire il numero legale su un tema vitale per il territorio e ha negato la discussione in aula sulla questione del bypass d’emergenza».
Infine, il gruppo di opposizione parla apertamente di fuga dalle responsabilità. «Il dato politico è inequivocabile: l’amministrazione Pirillo non ha i numeri, né la forza politica, né il coraggio di sostenere il confronto in aula, mentre sui social continuano a comparire proclami, ordinanze farlocche e foto di cantieri».
Nella nota, il Gruppo Consiliare Per la Rinascita di Longobucco esprime anche rammarico per l’immagine offerta agli altri amministratori del territorio. «Dispiace per lo spettacolo indecoroso a cui hanno dovuto assistere i sindaci del comprensorio. La Sila-Mare è una priorità per tutti, ma non può essere gestita con questa superficialità né ignorando i bisogni e la sicurezza dei cittadini di Longobucco».
L’opposizione conclude ribadendo la volontà di proseguire la battaglia politica e istituzionale sul tema. «Non resteremo a guardare questo lento declino. Chiediamo che si riannodino i fili del confronto e che si torni presto in aula per dare risposte certe sulla bretella d’emergenza e sul futuro della Sila-Mare. La nostra posizione è chiara, unitaria e coerente da sempre».