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Corigliano-Rossano, il PD mette in discussione la legge sulla fusione: il caso cittadella degli uffici riapre il dibattito

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CORIGLIANO-ROSSANO - La discussione sulla cittadella degli uffici comunali di Corigliano-Rossano non è più una questione urbanistica, ormai è chiaro. È diventata, a tutti gli effetti, una cartina di tornasole della maturità politica della città fusa e della sua reale capacità di trasformarsi da somma amministrativa a organismo urbano compiuto. Quanto emerso dal confronto in studio all’Eco in Diretta mercoledì sera (rivedi qui la puntata) non consegna solo dichiarazioni, ma mette a nudo una frattura profonda: tra ciò che la politica dice di voler essere e ciò che realmente è pronta a fare.

Una cosa l'abbiamo capita: i famosi sette Municipi civici, sanciti dalla legge sulla fusione, nonostante siano un dettame di Legge e siano stati riportati nel nuovo statuto, non saranno mai applicati.

E questo è emerso proprio dal confronto televisivo tra i consiglieri comunali Piero Lucisano (Uniti per Co-Ro) e Guglielmo Caputo (Fratelli d'Italia) per la minoranza e Giuseppe Candreva (Partito Democratico) ed Ernesto Pugliese (Corigliano-Rossano Pulita) per la maggioranza. 

Lucisano apre il fronte: «Quindi per voi la cittadella è contro la legge di fusione?»

A rompere l’equilibrio del dibattito è stato Piero Lucisano. «Mi pare di capire – ha incalzato – che l’idea della cittadella degli uffici per voi (rivolgendosi a Candreva, capogruppo del Partito Democratico e componente di Maggioranza, ndr) sia contro legge, perché nella legge di fusione c’è l’istituzione dei municipi».

Non una provocazione, ma una domanda che ha spostato il confronto dal “dove” al “come” e soprattutto al “se”: è possibile concentrare gli uffici in una cittadella senza tradire il modello policentrico disegnato dalla legge che ha creato Corigliano-Rossano?

Lucisano, di fatto, ha rimesso al centro il punto che per l’Eco resta dirimente: ogni scelta sulla città deve stare dentro la legge sulla fusione, non piegarla né riscriverla per via amministrativa.

Candreva rompe il linguaggio prudente: «Legge scritta con superficialità»

E la risposta di Giuseppe Candreva ha segnato il momento di massima tensione politica della serata. «La legge regionale – ha affermato – è stata scritta con un po’ di superficialità, perché quando si scrive che ci vogliono i municipi bisogna anche vedere se tipologia e quantità di abitanti permettono di crearli come a Roma. Non è una legge illegale, ma poteva essere formulata meglio».

Una dichiarazione pesante, perché per la prima volta un esponente della maggioranza mette apertamente in discussione la qualità normativa dell’atto fondativo della città su un punto che è tra i più dirimenti dell'intera vicenda. Non la sua legittimità formale, ma la sua struttura politica.

È in questo passaggio che il dibattito smette di essere tecnico e diventa istituzionale: criticare la legge di fusione significa, implicitamente, riaprire il patto che ha dato vita alla città.

Insiti come baricentro: la svolta dichiarata

Candreva non si è fermato lì. Ha infatti spostato l’asse della discussione su Insiti, indicandola come futura centralità urbana.

«Sulla zona Insiti – ha detto – non c’è una discussione: o meglio, c’è stata, ma siamo convinti che dovrà diventare la zona baricentrica della città partendo dalla cittadella degli uffici».

Una frase che equivale a una presa di posizione politica netta: non si parla più di razionalizzazione degli spazi, ma di ridefinizione del cuore amministrativo e simbolico di Corigliano-Rossano. E che, tra l'altro, cozza in pieno con il masterplan dello studio Femia sponsorizzato dalla (sua) Amministrazione Stasi: che a Insiti ha previsto un parco urbano e che, nel primo lotto (quello di proprietà del comune), si dovrà (ri)realizzare un centro sportivo polivalente. Della cittadella degli uffici lì non c'è traccia (leggi qui approfondimenti)

Caputo chiama in causa il sindaco: «State smentendo Stasi?»

A riportare il confronto dentro le contraddizioni della maggioranza è stato, poi, Guglielmo Caputo. «Quindi smentisce Stasi? – ha chiesto – perché il sindaco ha sempre detto che gli uffici comunali non si muoveranno dai centri storici».

Già, perché esiste una linea ufficiale dell’amministrazione sulla cittadella degli uffici. Oppure no? E soprattutto: quella linea coincide ancora con quanto finora dichiarato dal primo cittadino? Il punto non è la divergenza in sé, ma l’assenza di una sintesi politica chiara su una scelta strategica che incide direttamente sull’identità della città.

Candreva rilancia: «La città è ancora sulla carta»

La controreplica di Candreva ha ulteriormente alzato il livello dello scontro, spostando il discorso dalla cittadella al senso stesso della fusione.

«La città – ha affermato – è ancora sostanzialmente fatta sulla carta. Bisogna creare fisicamente e visivamente quello che è una città. Manca l’effetto città su Corigliano-Rossano e bisogna creare le condizioni perché lì sorga la nuova città futura: ospedale unico, cittadella degli uffici».

Parole che suonano come un atto di accusa implicito verso la gestione politica della fusione: se la città esiste solo sulla carta, allora il problema non è la legge, ma il modo in cui essa è stata attuata.

E tuttavia, usare questa incompletezza per giustificare una revisione dell’assetto fondativo rischia di trasformare una carenza politica in un alibi per scardinare il progetto originario.

Il vero problema non è la cittadella, ma la direzione della città

Il punto, ormai, non è più se realizzare o meno i municipi. Perché l'antifona l'abbiamo capita tutti e finisce sempre allo stesso punto: la spartizione di un potere civico, quello dei municipi appunto, che di fatto non è previsto da nessuna parte. I municipi - quelli previsti dalla legge sulla fusione - non sono altro che organismi per decentrare e rendere il Palazzo di città più vicino alla gente. Non c'entra nulla con azzardati paragoni con Roma capitale o altre grandi città. Ci pare di capire, però, che il vero nodo è che tipo di città si vuole costruire. Una città che nasce dal rispetto della legge e dal suo compimento progressivo, oppure una città che viene ridisegnata a colpi di scelte settoriali, senza una revisione organica e condivisa?

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.