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Provinciali, la partita jonica: Turano domina, Uva eletto, il “giallo” dei voti mancati a Lucisano

4 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO – Corigliano-Rossano esce sicura protagonista dalla tornata elettorale provinciale. Certo non con un ruolo centrale ma pur sempre importante. La terza città della Calabria aveva in campo tre candidati di peso e alla fine porta nel nuovo Consiglio provinciale due eletti su 12 complessivi. Ma l’analisi dei numeri racconta molto più del semplice esito finale e mette in luce tre dinamiche politiche molto diverse: quella di Giuseppe Turano, che domina la competizione; quella di Pietro Lucisano, rimasto fuori tra interrogativi e amarezza; e quella di Antonio Uva, che chiude il suo percorso netto con un risultato coerente con la base politica da cui partiva.

Il caso più evidente è quello di Giuseppe Turano, consigliere comunale di minoranza e primo eletto in assoluto con 6.331 voti ponderati. Il suo risultato è il più significativo dell’intera tornata provinciale non soltanto per il dato numerico ma per la distribuzione territoriale del consenso. Turano prende voti in tutte le fasce demografiche della provincia – dai piccoli comuni fino ai grandi centri – dimostrando una capacità di penetrazione politica molto più ampia rispetto al bacino di partenza. Questo risultato – è chiaro – è stato strutturato e costruito nel tempo grazie anche (ma non solo) al lavoro politico sviluppato sul territorio nelle settimane che hanno preceduto il voto.

La candidatura di Turano, infatti, è stata sostenuta da gran parte dell’apparato provinciale di Forza Italia, con una regia che ha visto protagonisti gli assessori regionali Gianluca Gallo e Pasqualina Straface. Entrambi hanno lavorato intensamente nella fase elettorale, costruendo relazioni amministrative e consolidando consenso comune per comune. Un’attività politica capillare che ha contribuito a garantire al candidato jonico un sostegno diffuso e trasversale su gran parte della provincia. E proprio sulla forza della squadra e di apparato che fa leva Turano nelle sue prime dichiarazioni da neo eletto consigliere provinciale. «Lo straordinario risultato ottenuto alle elezioni provinciali – dice - è il frutto di un lavoro di squadra che ha coinvolto amministratori e territori di tutta la provincia. Questo risultato dimostra ancora una volta la compattezza e la forza di Forza Italia e il valore del lavoro politico costruito negli anni con serietà e coerenza. Sul piano personale sono molto soddisfatto e orgoglioso del consenso ricevuto. Per me è un onore poter rappresentare Corigliano-Rossano in Consiglio provinciale e portare all’attenzione dell’ente le esigenze della nostra città».

Turano mette le mani avanti

Poi la chiusa che dice tutto: «Il presidente Faragalli - sottolinea Turano - è un giovane sindaco che sta dimostrando di saper bene governare Montalto Uffugo. È un metodo vincente il suo ed ha già dichiarato di voler guidare la Provincia nel segno della massima collegialità e del confronto con tutti i territori». E se collegialità significa squadra di governo, sicuramente Turano ci sarà dentro!

Radio Lucisano

Il quadro cambia radicalmente quando si passa alla candidatura di Pietro Lucisano, che con 3.379 voti ponderati rimane il primo dei non eletti della competizione e sicuramente quello che può recriminare di più tra tutti. Il dato più interessante per capire cosa sia accaduto riguarda la fascia verde, quella dei grandi comuni, dove ogni voto amministrativo vale 325 voti ponderati. In questa fascia Lucisano raccoglie tre voti, che corrispondono esattamente alla dote con cui – almeno sulla carta - partiva nel Consiglio comunale di Corigliano-Rossano. Un dato che, a prima vista, sembrerebbe confermare una tenuta della sua base politica.

E invece no, perché proprio qui si apre l’interrogativo politico. Lucisano non era un candidato isolato: alle sue spalle c’era una parte dell’apparato politico di Forza Italia, quello che fa riferimento alla presidente uscente della Provincia Rosaria Succurro. Un sostegno che, almeno sulla carta, avrebbe potuto consentirgli di intercettare qualche voto anche negli altri due grandi comuni della provincia, Rende e Cosenza. Se uno dei tre voti di fascia alta fosse arrivato proprio da uno di questi territori – ipotesi tutt’altro che improbabile nel gioco delle provinciali ma possibile – allora significherebbe che da Corigliano-Rossano i voti effettivi per Lucisano non sarebbero stati tre ma due. O forse sono realmente tre quelli della sua città? Un dettaglio che sposterebbe completamente la lettura politica del risultato. E pone una domanda: chi ha fatto il “pacco” a Lucisano?

Sta di fatto che lo stesso Lucisano, poche ore dopo lo scrutinio, ha affidato ai social un messaggio molto eloquente: «Perdo per circa 300 voti (a buon intenditore)». Una frase che suona come un riferimento nemmeno troppo velato a qualche voto mancato o spostato all’ultimo momento. Nelle elezioni provinciali, dove ogni amministratore pesa centinaia di punti, infatti, basta un solo voto che cambia direzione per spostare gli equilibri finali.

Il percorso netto di Antonio Uva

La terza traiettoria è quella di Antonio Uva, consigliere comunale di Corigliano-Rossano e candidato nell’area riformista che sosteneva Franz Caruso. Uva, nell’ennesima disfatta del centro sinistra che è sempre più in una fase implosiva – un vero e proprio psicodramma - ottiene 4.818 voti ponderati e risulta il secondo degli eletti nel campo progressista. Il suo risultato si costruisce soprattutto nella fascia dei grandi comuni, dove raccoglie undici voti amministrativi. Un dato che coincide quasi perfettamente con la base politica da cui partiva nel Consiglio comunale della sua città. Nel quadro della maggioranza civica di Corigliano-Rossano, infatti, la candidatura di Uva poteva contare su undici voti potenziali, una volta esclusi i consiglieri appartenenti ai partiti (PD e M5S su tutti) che avevano altri candidati di riferimento e di altri consiglieri che per impossibilità o scelte dichiarate hanno deciso di votare per altri candidati.

Il risultato finale, insomma, conferma quindi un percorso lineare: Uva raccoglie il sostegno reale e possibile della sua area politica, consolida il blocco civico che lo sosteneva e riesce a conquistare il seggio provinciale senza scarti significativi rispetto alle previsioni. Potrà forse recriminare su qualche voto mancato, ma la sostanza politica resta chiara: il candidato riformista porta a casa il consenso di una parte consistente della maggioranza Stasi e viene eletto.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.