Il San Nilo è senza la certificazione antincendio: tutta la verità sulla scuola di Via XX Settembre
Dopo le polemiche dei mesi scorsi, Faragalli - ospite all'Eco in Diretta - rompe il silenzio e dice tutta la verità: «Iter già avviato per l’antincendio». Sul tavolo anche il ritorno dell’Artistico nel centro storico, in accordo con il Comune
CORIGLIANO-ROSSANO – Al Liceo Classico “San Nilo” manca la SCIA antincendio. È questo il dato, tecnico e decisivo, che riporta al centro dell’attenzione una vicenda che l’Eco dello Jonio aveva sollevato già mesi fa, tra polemiche, smentite parziali e un dibattito cittadino che, allora, si era fermato più sulle reazioni che sul merito della vicenda.
Fu all’epoca che sollevammo la preoccupazione - che oggi si conferma fondatissima - che, dopo il trasferimento dell’Artistico nei locali del Liceo Scientifico a Rossano scalo (causata anche per la mancanza di questa certificazione), stessa sorte potesse toccare al resto dell’istituto. E, quindi, anche allo storico Liceo Classico. (leggi qui e qui).
L'unico che all'epoca - e oggi possiamo dirlo con certezza - entrò con avvedutezza nella questione sollevata dal nostro giornale fu il dirigente scolastico del Polo Liceale, Alfonso Perna. Che nel tentativo di smentire quella che, di fatto, era una preoccupazione giornalistica (fondatissima) si limitò a dire che «Il Dirigente Scolastico è sottoposto alle leggi e utilizza i locali per il servizio scolastico essenziale di istruzione e formazione che l’amministrazione politica dell’Ente Locale di competenza dispone a tal uso».
Oggi però, dicevamo, il merito della questione torna con forza. Perché la conferma della mancanza di quel certificato, che rappresenta un parametro vitale per la sopravvivenza di un edificio pubblico - quindi non una formalità amministrativa - è arrivata direttamente dal Presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli, ospite ieri sera negli studi dell’Eco in Diretta (rivedi qui la puntata).
Cosa è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) antincendio? È l’atto con cui un tecnico abilitato certifica che un edificio rispetta tutte le norme di sicurezza in materia di prevenzione incendi: vie di fuga, impianti, compartimentazioni, condizioni strutturali. In altre parole, è ciò che consente a una scuola di essere pienamente agibile e sicura.
La sua assenza non significa automaticamente chiusura - sia chiaro - ma segnala una criticità precisa: l’edificio necessita di adeguamenti e verifiche che non possono essere rimandati.
Ed è proprio su questo punto che, nei mesi scorsi, avevamo acceso i riflettori, ponendo una domanda semplice ma rimasta senza risposta: in che condizioni si trova davvero l’edificio di Via XX Settembre?
Allora il confronto pubblico si era rapidamente trasformato in uno scontro. Da una parte le reazioni indignate, le smentite perentorie, le difese identitarie; dall’altra un dato di fondo che non era mai stato realmente affrontato. Insomma, ad un certo punto non si è più discusso della sicurezza, ma della narrazione.
Oggi, invece, quel nodo torna nella sua dimensione reale e, ieri sera, il presidente Faragalli, alla guida dell’Ente da poco più di un mese, ha risposto su tutto e nel dettaglio fornendo un quadro chiaro, preciso e incontrovertibile rispetto alle condizioni dello storico stabile: la mancanza della SCIA antincendio è un fatto. E come tale cambia il perimetro della discussione.
Perché il punto non è più – o non è solo – se il Liceo Classico debba restare nel centro storico di Rossano, dove da oltre 150 anni rappresenta un presidio culturale e identitario. Su questo, siamo pronti a fare le barricate affinché quel presidio continui a rimanere lì dove è sempre stato. Il punto, però, è capire se può restarci nelle condizioni attuali e quali interventi siano necessari per garantirne la permanenza in sicurezza.
È qui che la questione si sposta inevitabilmente sul piano istituzionale. Gli edifici scolastici superiori sono di competenza della Provincia, ed è quindi Palazzo XV Marzo il luogo in cui si decidono investimenti, adeguamenti, strategie. Dopo mesi di silenzio, però, un primo elemento concreto è arrivato.
Il presidente della Provincia, Biagio Faragalli, ha effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo presso l’edificio, prendendo atto delle criticità esistenti e indicando una linea di intervento.
«Abbiamo dato incarico affinché l’antincendio venga portato a termine – ha spiegato – perché la mia idea è quella di riaprire gli spazi oggi non utilizzati e restituirli subito agli studenti».
Da questo punto di vista, l’indicazione è chiara: l’intenzione è quella di intervenire in tempi brevi per completare l’iter legato alla certificazione antincendio, così da superare una criticità che oggi rappresenta il principale nodo tecnico della struttura.
Parallelamente, si apre anche un ragionamento più ampio sull’organizzazione degli spazi scolastici cittadini. Tra le ipotesi sul tavolo c’è quella di lavorare a un progressivo ritorno del Liceo Artistico nel presidio del centro storico, oggi dislocato nel polo liceale di Rossano Scalo.
«Poi, insieme all’amministrazione comunale e ai consiglieri provinciali del territorio – ha aggiunto Faragalli – lavoreremo per capire quale migliore offerta formativa possiamo garantire a questa città».
Un percorso che dovrà essere condiviso con l’amministrazione comunale e con tutti i livelli istituzionali coinvolti.
La direzione, dunque, sembra tracciata. Adesso restano da verificare tempi e attuazione. Mentre le Moire attendono e la spietata Atropo, la più spietata delle tre sorelle, potrebbe essere sempre lì, in agguato, noi - con il nostro monitoraggio civico - non demordiamo. Perché al centro storico di Rossano, nella sede di Via XX Settembre, non solo deve continuare a vivere una delle realtà scolastiche storiche della Calabria ma lì deve ritornare anche il Liceo Artistico per come era stato pensato e voluto, più di dieci anni fa, e con tutti i comfort, i supporti, gli spazi e le tecnologie necessarie che servono ad una scuola.