Caro gasolio, marineria ferma: Gallo incontra i pescatori di Schiavonea
Barche in porto da giorni, il comparto chiede aiuti urgenti. «Servono risposte da Governo e Ue, presto confronto in Regione»
CORIGLIANO-ROSSANO – La crisi del comparto ittico arriva al tavolo istituzionale. L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha incontrato i pescatori della marineria di Schiavonea presso il mercato ittico, dove da giorni le barche restano ferme a causa dell’aumento del costo del carburante.
Una situazione che sta mettendo in ginocchio l’intero settore, già provato dagli effetti degli eventi climatici degli ultimi mesi. Il caro-energia, infatti, ha inciso pesantemente sulla sostenibilità economica delle attività di pesca, rendendo sempre meno conveniente uscire in mare.
All’incontro hanno partecipato anche l’assessore regionale all’Inclusione sociale, Pasqualina Straface, e il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi. Al centro del confronto, le richieste dei pescatori, che chiedono interventi immediati per fronteggiare l’emergenza.
«Ho voluto incontrare la marineria di Schiavonea per ascoltare direttamente le loro esigenze – ha dichiarato Gallo –. L’aumento del prezzo del carburante è ormai insostenibile e, nonostante le misure adottate dal Governo, non si sono raggiunti gli obiettivi sperati. Le marinerie sono ferme e servono risposte rapide».
Nel corso dell’incontro si è fatto il punto anche sui contatti avviati a livello nazionale ed europeo. L’assessore ha riferito del confronto con il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, al quale hanno partecipato tutti gli assessori regionali competenti.
«Abbiamo chiesto l’utilizzo di ulteriori risorse europee per sostenere il comparto – ha spiegato Gallo – oltre all’attivazione dei fondi Feampa già disponibili. Su questi ultimi confidiamo in una risposta positiva a breve, mentre restiamo in attesa di ulteriori risorse da Bruxelles».
Il confronto si è chiuso con l’impegno a proseguire il dialogo. Nei prossimi giorni è prevista una riunione in Regione con le marinerie calabresi e il coinvolgimento del Dipartimento pesca del Ministero, per individuare soluzioni condivise.
Nel frattempo, la protesta resta nei fatti: pescherecci fermi e attività sospese, in attesa di interventi concreti che possano garantire la sopravvivenza di un settore strategico per l’economia del territorio.