Comunali, la mappa del potere locale: 13 aspiranti sindaci in corsa e 319 candidati nelle liste
Sette comuni al voto tra civiche dominanti e partiti in campo solo a Castrovillari: oltre il 40% dei candidati è donna. Ecco numeri, nomi e nuovi equilibri della sfida del 24 e 25 maggio
CASTROVILLARI – Più che una semplice tornata amministrativa, quella del 24 e 25 maggio nel nord-est calabrese si presenta come una vera fotografia del potere locale, costruita nome per nome. Le prossime comunali saranno una tornata slim: solo 7 comuni comuni al voto sui 58 dell'intera "cordigliera" della Calabria del nord-est. Ma possono essere emblematiche, soprattutto per definire alcuni equilibri che interessano principalmente il versante del Pollino e i suoi equilibri. Con la chiusura definitiva delle liste, il quadro è ormai completo e consegna agli elettori una mappa chiara: tredici candidati a sindaco e un totale di 319 aspiranti consiglieri comunali, di cui circa 130 donne, pari a poco più del 40%.
I comuni chiamati alle urne sono Campana, Castrovillari, Francavilla Marittima, Mandatoriccio, Villapiana, San Lorenzo del Vallo e Sant’Agata di Esaro. Un mosaico territoriale che mette insieme realtà profondamente diverse, ma che nei numeri racconta una tendenza precisa: la politica organizzata resiste solo nei centri più grandi, mentre nei piccoli domina il civismo.
Il cuore della competizione è Castrovillari, dove si concentra il dato politico più rilevante. Qui i candidati a sindaco sono quattro – Ernesto Bello, Anna De Gaio, Luca Donadio ed Eugenio Salerno – e le liste complessive arrivano a quattordici, per un totale di 223 candidati al consiglio comunale. È l’unico comune dove i partiti si presentano con simboli e strutture riconoscibili, a partire dal Partito Democratico e dalle liste del centrodestra, ma anche qui il civismo resta determinante, con una proliferazione di liste che riflettono equilibri interni complessi e una competizione che si giocherà anche sul peso delle singole candidature. La presenza femminile supera le novanta unità, segno di una partecipazione ampia e articolata.
Se Castrovillari rappresenta il livello politico, negli altri sei comuni il quadro cambia completamente. A Mandatoriccio la sfida è tra Teresa Maria Villella e Cataldo Iozzi, con due liste da dieci candidati ciascuna per un totale di 20 aspiranti consiglieri, otto dei quali donne. Stesso schema a Campana, dove Giacinto Parrotta e Agostino Chiarello si confrontano con due liste piene, per altri 20 candidati complessivi e una presenza femminile che si attesta attorno alle otto unità.
A Sant’Agata di Esaro si replica la stessa dinamica: Mario Nocito e Raimondo Gian Carlo guidano due liste per un totale di 20 candidati al consiglio, con una rappresentanza femminile in linea con gli altri centri. Anche Francavilla Marittima segue un modello simile nella struttura, ma con una particolarità: Mauro Di Bonifacio e Pino Lucente si sfidano con due liste che complessivamente esprimono 17 candidati, di cui sette donne.
Villapiana e San Lorenzo del Vallo presentano un livello leggermente più articolato e completano il quadro dei tredici candidati sindaco complessivi. A Villapiana la sfida è tra Paolo Montalti e Mariolina De Marco, sostenuti da due liste per un totale di 24 candidati al consiglio comunale, con dieci donne. A San Lorenzo del Vallo, invece, i candidati sindaco sono Vincenzo Rimoli e Luciano Francesco Marranghello, con due liste che complessivamente contano 23 candidati, nove dei quali donne.
Mettendo insieme tutti i dati, il quadro complessivo è netto: tredici candidati a sindaco, 319 candidati al consiglio comunale e una presenza femminile che supera di poco il 40%. Ma il dato politico più interessante non è numerico, è strutturale. Solo Castrovillari si configura come una competizione a trazione partitica, mentre negli altri sei comuni prevale in modo evidente il modello civico.
Questo significa che, al netto delle sigle, il consenso si costruisce altrove: nelle reti locali, nelle famiglie, nei mondi professionali e nelle relazioni personali. Le liste diventano contenitori territoriali più che espressione di appartenenze ideologiche, mentre i candidati sindaco assumono il ruolo di sintesi di equilibri locali spesso complessi. Alla fine, più che una sfida tra coalizioni, quella che si apre è una competizione tra modelli.