Tributi, Caputo incalza il Comune: «Se oggi servono verifiche straordinarie, allora i controlli ordinari hanno fallito»
Il consigliere comunale di Corigliano-Rossano interviene sull’affidamento esterno per la verifica della riscossione e attacca la gestione politica degli ultimi anni: «La rottamazione è stata approvata senza piena certezza dei dati?»
CORIGLIANO-ROSSANO – «Se oggi serve una verifica straordinaria sui tributi, significa che qualcosa negli anni non ha funzionato». È un intervento durissimo quello del consigliere comunale Demetrio Walter Caputo sulla gestione della riscossione tributaria del Comune di Corigliano-Rossano, dopo l’annuncio dell’affidamento a una società esterna per accompagnare la fase finale del rapporto con il concessionario della riscossione.
Secondo Caputo, il supporto tecnico può anche rappresentare una scelta condivisibile «quando sono in gioco dati, residui, ruoli inesigibili e procedure complesse», ma il vero problema sarebbe un altro: capire chi abbia svolto negli anni i controlli ordinari.
Nel mirino finiscono la gestione politica e amministrativa del settore tributi.
«Chi ha controllato la formazione dei ruoli, la gestione delle banche dati, la correttezza degli accertamenti e l’efficacia delle procedure di riscossione?», domanda il consigliere.
Per Caputo il punto centrale non sarebbe infatti la fase conclusiva del rapporto col concessionario, ma tutto ciò che sarebbe accaduto prima.
Tra gli aspetti più delicati viene richiamata la questione dei cosiddetti “ruoli inesigibili”, cioè i crediti considerati non più recuperabili.
«L’analisi dei ruoli inesigibili non è un passaggio neutro – osserva – perché significa verificare se negli anni siano stati realmente esperiti tutti i tentativi di recupero».
L’esponente politico punta poi l’attenzione sulla recente approvazione della rottamazione dei debiti tributari comunali, misura che – secondo lui – presupporrebbe però una piena certezza dei dati.
Da qui una serie di interrogativi: «Su quali basi si è costruita la rottamazione se oggi si ritiene necessario verificare l’attendibilità delle banche dati? Come verranno trattati eventuali crediti inesigibili? E cosa accadrà se emergeranno errori?».
Caputo parla apertamente del rischio di una nuova stagione di contenziosi, con contribuenti che potrebbero aderire alla rottamazione sulla base di posizioni successivamente corrette o annullate.
«Non sarebbe stato più prudente completare prima le verifiche e solo dopo procedere con la rottamazione?», chiede ancora.
Il consigliere individua inoltre un preciso nodo politico: «In questi anni è mancata una presenza forte, continua e riconoscibile dell’assessorato ai tributi».
Secondo Caputo sarebbero mancati indirizzo, vigilanza e capacità di intercettare tempestivamente le criticità, lasciando che i problemi diventassero strutturali.
«Ben venga ogni iniziativa utile a fare chiarezza – conclude – ma non si può trasformare un intervento tardivo in un risultato politico. La buona amministrazione si misura da come si governa un servizio nel tempo, non solo da come si prova a chiuderlo».