Villapiana, chiude all’improvviso la piscina comunale: stop all’unico presidio acquatico dell’Alto Jonio
Ordinanza immediata del commissario dopo le criticità rilevate sull’impianto. Nessun preavviso né soluzioni transitorie per famiglie, lavoratori e società sportive. Lo staff: «Si ferma un pezzo della nostra vita»
VILLAPIANA – Da un giorno all’altro. Senza preavviso, senza una fase transitoria e senza alcuna prospettiva concreta sui tempi di riapertura. Chiude improvvisamente la piscina comunale di Villapiana, unico presidio sportivo acquatico dell’intero comprensorio dell’Alto Jonio della Sibaritide.
Una decisione arrivata attraverso un’ordinanza del Commissario straordinario del Comune, firmata il 30 aprile scorso, che dispone la chiusura immediata dell’impianto fino al completamento degli interventi di adeguamento e manutenzione richiesti dagli organi ispettivi.
Alla base dello stop ci sono le criticità rilevate dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cosenza durante una visita effettuata l’8 aprile, con particolare riferimento alle vie di esodo, alle misure antincendio e alle condizioni igienico-sanitarie della struttura.
Questioni delicate e inevitabilmente prioritarie sul piano della sicurezza pubblica. Ma ciò che oggi scatena amarezza e polemiche nel territorio è soprattutto il modo in cui si è arrivati alla chiusura: nessuna mediazione preventiva, nessun confronto con il gestore, nessuna concertazione per immaginare modalità temporanee o progressive che consentissero almeno di concludere la stagione sportiva.
E soprattutto nessuna indicazione chiara sul futuro della struttura.
Una preoccupazione che pesa ancora di più alla luce della situazione finanziaria del Comune di Villapiana, entrato recentemente in una fase di forte difficoltà economica e alle prese con milioni di euro di passivo. Uno scenario che alimenta il timore concreto che la riqualificazione della piscina possa non rientrare tra le priorità immediate dell’ente.
Nel frattempo, a pagare il prezzo più alto della vicenda sono famiglie, utenti, bambini, società sportive e lavoratori.
Lo sfogo dello staff della piscina, diffuso nelle ultime ore, racconta il lato umano di una chiusura che va ben oltre il semplice stop ad un impianto sportivo.
«Per noi quella piscina non era soltanto una struttura. Era parte della nostra quotidianità, delle nostre speranze, del nostro futuro», scrivono gli operatori, parlando di mesi vissuti tra sacrifici, stipendi irregolari e arretrati ancora da percepire.
Parole che restituiscono il senso di smarrimento di chi, attorno a quella struttura, aveva costruito non solo un lavoro ma anche relazioni, percorsi educativi e un presidio sociale importante per tutto il territorio.
«Dietro quei cancelli chiusi – scrive ancora lo staff – non ci sono solo corsie d’acqua. Ci sono lavoratori, famiglie, sogni e sacrifici».
L’ordinanza comunale parla di chiusura temporanea fino all’adeguamento completo della struttura e al successivo esito favorevole delle verifiche tecniche.
Ma oggi, tra Villapiana e l’intero Alto Jonio, la sensazione diffusa, vera, reale è che non si sia fermata soltanto una piscina. Si sia improvvisamente spenta una delle poche infrastrutture sportive e aggregative capaci di servire un intero comprensorio.