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Statale 106, la geografia della paura: in un anno 23 morti e 406 feriti

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CORIGLIANO-ROSSANO - L’ultimo incidente mortale si è verificato giovedì sera, 30 aprile, lungo la Strada Statale 106 Jonica nel territorio di Trebisacce. A perdere la vita una coppia di genitori che tutto immaginava tranne che terminare il proprio destino su una lingua d'asfalto. L’ennesima tragedia consumata sull’arteria che attraversa l’intera fascia orientale della Calabria e che continua a rappresentare uno dei principali nodi infrastrutturali e di sicurezza viaria del Mezzogiorno.

Incidenti che riportano al centro un dato strutturale: la vecchia SS106 continua a sostenere quasi integralmente il traffico della Calabria ionica, assorbendo mobilità locale, trasporto merci, traffico pesante, flussi turistici e collegamenti interprovinciali su una infrastruttura nata decenni fa, in gran parte incompatibile con gli attuali volumi di percorrenza.

Non è un caso che proprio nello stesso territorio dell’Alto Jonio della Sibaritide stia sorgendo il terzo megalotto della nuova SS106 Sibari-Roseto Capo Spulico, il tracciato a quattro corsie progettato da ANAS proprio per superare definitivamente la configurazione della vecchia statale, caratterizzata da attraversamenti urbani, accessi diretti, intersezioni a raso e carreggiate spesso prive di standard adeguati ai moderni flussi di traffico.

Secondo i dati ISTAT-ACI relativi al 2024, lungo la SS106 calabrese si sono verificati 228 incidenti con 23 morti e 406 feriti. Un bollettino di guerra. La provincia di Cosenza resta quella con il numero più elevato di sinistri: 1.027 incidenti complessivi, 37 vittime e 1.665 feriti. In tutta la regione gli incidenti rilevati sono stati 3.107, con 96 morti e 4.716 feriti.

Le statistiche ufficiali indicano che la stragrande maggioranza dei sinistri avviene a causa di violazioni del codice della strada: velocità non adeguata; sorpassi pericolosi; distrazione; mancato rispetto della precedenza; guida sotto stress o affaticamento.

Ma limitarsi all’errore umano non basta più a spiegare completamente il fenomeno SS106. No, non basta. Perché il tema infrastrutturale resta centrale. La centosei continua infatti a funzionare come unico grande collettore della mobilità orientale della regione. Su questa arteria, infatti, convergono contemporaneamente: traffico locale e quello commerciale, mobilità pendolare e mezzi agricoli, turisti e lavoratori. Insomma, lungo quella carreggiata che misura poco più di 7 metri quando va bene!

Il risultato è un asse che in molti tratti lavora costantemente sotto pressione, soprattutto nelle aree urbane e nei segmenti privi di varianti moderne. Il tratto ionico cosentino, da Cariati a Trebisacce, passando per Corigliano-Rossano, rappresenta uno dei punti più delicati dell’intero corridoio. Qui la statale attraversa centri abitati, innesti commerciali, svincoli incompleti e aree ad alta densità di traffico. Per rendere bene l'idea è come se la portata di un torrente passasse dentro un imbuto.

Ed è proprio su questa base che viene considerato strategico il nuovo asse a quattro corsie della Sibari-Roseto e soprattutto quello della Sibari-Corigliano-Rossano, destinato a separare il traffico veloce dai collegamenti locali e urbani, ma che avrà un senso - vero - solo se avrà una prosecuzione fino a Crotone.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.