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8 ore e 35 minuti da Reggio Calabria a Sibari, in una regione che vuole fare turismo. Ma fate sul serio?

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CORIGLIANO-ROSSANO – Una settimana fa ci aveva incuriosito e anche fatto un po’ indignare la disavventura di Marisa, una signora calabrese, una pendolare che recatasi in stazione si è trovata improvvisamente senza il treno, l’intercity 564 per il quale aveva acquistato il biglietto, in partenza da Crotone direzione Taranto (ne abbiamo parlato qui).

Una storia che aveva mandato su tutte le furie il Comitato cittadino Ferrovia jonica che, carta e penna alla mano, aveva subito scritto alla direzione regionale di Trenitalia, alla Regione Calabria e al Ministero dei Trasporti.

L’unico ente a fornire un “feedback” ai disagi patiti dalla signora è stato proprio il Ministero dei Trasporti che in risposta all’istanza del comitato ha subito preso provvedimenti. Risultato: la pezza peggiore del buco.

Al posto di quell’Intercity, sospeso per manutenzione sulla linea (ne abbiamo parlato qui), è stato introdotto un bus sostitutivo, che per percorrere il tragitto tra la stazione di Reggio Calabria centrale e quella di Sibari (per un'eventuale e improbabile coincidenza con il treno per proseguire verso la Basilicata e la Puglia) impiega, pensate, 8 ore e 35 minuti. Praticamente due ore in più di quanto impiegherebbe il treno per collegare la città dello Stretto con il capoluogo pugliese.

Tutto questo con una variabile di tempo che potrebbe dilatarsi a dismisura perché quella “corriera” (di questo si tratta) viaggia lungo la famigerata Statale 106, una strada che per tutto il tratto calabrese è una vera e propria trappola piena di insidie.

Insomma, il treno della Magna Graecia che di questi tempi potrebbe essere promosso e potenziato per rilanciare il turismo e consentire a chi volesse scegliere, soprattutto giovani e famiglie, la grande baia ionica come meta delle sue vacanze, non solo viene “azzoppato” ma vengono studiate alternative praticamente dissuasive dell’uso dell’unico mezzo di mobilità pubblico che esiste in questa area. Sintomatico che, per il sistema, il turismo in Calabria è una prerogativa esclusiva di alcuni centri del Tirreno. Punto

«Interventi programmati di manutenzione sulla linea ferroviaria in estate – denunciano ancora oggi dal Comitato cittadino Ferrovia jonica - creano ancor più disagi per i cittadini ed imbarazzo per quei turisti abbagliati dalla pubblicità di una Calabria Straordinaria si ritrovano a viaggiare in condizioni veramente vergognose». Si provi un attimo ad Immaginare un turista che aveva comprato regolarmente ieri il biglietto Ic 564 «cosa potrà mai pensare della Calabria?» si chiedono quelli del comitato. Che aggiungono un’altra verità: «Questa è la dimostrazione della fragilità del sistema di trasporto pubblico sulla costa jonica». Ma è anche la dimostrazione di come cittadini e, soprattutto, istituzioni locali del versante orientale della Calabria si siano completamente assuefatte a questo stato di cose e quando si palesa anche una piccolissima occasione per cambiare le cose, si nascondono o giocano da strateghi. L’esempio eclatante rimane, ancora, la vicenda per l’ammodernamento della Statale 106 che si è consumata nella Sibaritide e a Corigliano-Rossano.

«Ci chiediamo – scrivono ancora dal Comitato - perché questi lavori di manutenzione non possano essere eseguiti nelle circa 12 ore in cui sulla linea ferroviaria jonica non transitano treni (dalle 18.37 di sabato fino alle 6.35 del mattino successivo)! Avremmo avuto zero disagi – aggiungono - per i cittadini che sono sempre più dissuasi dal viaggiare in treno».

Continuano le domande e le provocazioni: «Chi ha preso questa decisione ha tenuto conto che facendo lavori di domenica in pratica si cancellano la maggiore parte dei treni e fare un viaggio in pullman sostitutivo in estate non è ben gradito all’utenza? Possibile che l'assessore regionale al Turismo, Fausto Orsomarso, non abbia detto nulla a Trenitalia circa gli orari di intervento? Che senso ha parlare di Calabria Straordinaria se lungo la costa jonica si viaggia con il ciuccio? Forse è proprio questo l’intento recondito di Trenitalia e della Regione Calabria disincentivare i cittadini dall’utilizzare i mezzi di trasporto pubblico come il treno!»

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.