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Due ore per 120 chilometri: ecco perché Crotone (oggi) non è lo scalo naturale della Sibaritide

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CORIGLIANO-ROSSANO – Per capire se un territorio è davvero connesso al mondo non basta guardare la cartina geografica. Serve cronometrare il viaggio. Lo sanno bene i cittadini calabresi e quelli dell’area jonica in particolare che, molto spesso, pur trovandosi vicini geograficamente impiegano ore per fare pochi chilometri. E questo criterio vale per raggiungere qualsiasi luogo o destinazione. E quindi anche per raggiungere gli aeroporti, che restano il principale punto di partenza e approdo verso le destinazioni a media lunga percorrenza. Parte da qui la nostra nuova inchiesta sulle distanze reali, vere, incontrovertibili che separano la Calabria del nord-est (con epicentro Sibari) ed il resto del mondo conosciuto.

Una giornata normale, una giornata qualsiasi: oggi

Prendiamo una giornata qualunque, martedì 24 febbraio 2026. Oggi. Un giorno normale, senza picchi turistici, senza esodi estivi. In questa giornata, i movimenti di linea registrati dai tabelloni aeroportuali dei 6 scali di riferimento della Calabria settentrionale raccontano un sistema che si muove così: Napoli conta 125 movimenti complessivi tra partenze e arrivi, Bari 70, Brindisi 33, Lamezia Terme 32, Crotone appena 4, mentre Salerno resta ferma, senza voli operativi ma di fatto è un aeroporto stagionale.

Sono numeri asciutti, ma parlano. E parlano ancora di più se li si mette accanto ai dati dell’ultimo anno completo disponibile, il 2025, certificati da Assaeroporti: Napoli supera i 13 milioni di passeggeri, Bari sfiora gli 8 milioni, Brindisi supera i 3,4 milioni, Lamezia viaggia poco sopra i 3 milioni, Salerno è sotto i 400 mila, Crotone poco oltre i 340 mila. È una gerarchia chiara.

Al netto, però, dei voli e del volume di viaggi la domanda non è chi è più grande tra gli aeroporti ma chi, di fatto, è più vicino a Sibari, davvero.

Crotone è il nostro aeroporto... sulla carta

La nostra consapevolezza territoriale ci porta a pensare che Crotone, così come anche Lamezia, siano gli aeroporti “naturali” della Sibaritide. Crotone su tutti perché è il più vicino territorialmente, geograficamente e in linea d’aria. E sulla carta, infatti, lo è: poco più di 120 chilometri (da Sibari). Ma la carta non tiene conto dei giganteschi limiti infrastrutturali delle ferrovie (che pur con l’ammodernamento terranno isolato lo scalo Sant’Anna) e della realtà della SS106 ionica nel tratto nord-crotonese, una strada che attraversa centri abitati, alterna limiti di velocità, tutor, curve, tratti a carreggiata unica. Il tempo reale di percorrenza di questi 120 km si avvicina alle due ore e un quarto.

A quel punto, quindi, succede qualcosa che cambia la prospettiva: Bari, che dista 189 chilometri e secondo le stime di percorrenza pubblicate da Guida Michelin, richiede circa 2 ore e 27 minuti per raggiungere Sibari, diventa competitiva sul piano temporale. Non è più una fuga lontana, è un’alternativa concreta (e lo sarà ancora di più in prospettiva futura quando a fine 2027 aprirà il terzo megalotto e a quel punto per raggiunge Sibari da Bari si impiegheranno appena 1 ora e 50 minuti). Lo stesso vale per Brindisi, 196 chilometri e circa 2 ore e 35 minuti (che diventeranno 2 ore a partire dal 2027). Napoli è più distante, quasi 3 ore di auto secondo le medesime stime, ma offre un’altra dimensione di scelta.

Ma la distanza non è l'unica variabile

Perché, allora, la distanza non è l’unica variabile? In questa proiezione, infatti, conta anche l’offerta. Conta quante compagnie volano. Conta la probabilità di trovare un piano B. Secondo FlightConnections, a febbraio 2026 Napoli ospita 50 compagnie operative, Bari 29, Brindisi 20, Lamezia 18, Crotone soltanto 2. Non è un dettaglio. È la differenza tra avere una porta stretta o un corridoio largo.

Mettiamoci nei panni di un turista straniero che vuole raggiungere Sibari. Non ragiona per appartenenza territoriale, ragiona per probabilità. Se trova un volo diretto su Lamezia a prezzo competitivo, sceglierà Lamezia: un’ora e mezza circa di trasferimento e una base di oltre 3 milioni di passeggeri annui che garantiscono una certa stabilità operativa. Ma se quel volo non c’è, o costa troppo, o gli orari sono scomodi, la scelta si sposta. Bari offre quasi 8 milioni di passeggeri annui e 29 compagnie; Napoli oltre 13 milioni e 50 compagnie. Più compagnie significa più rotte, più coincidenze, più alternative in caso di ritardi o cancellazioni. In termini probabilistici, significa ridurre il rischio di rimanere bloccati.

E Crotone? È formalmente più vicino, ma nella giornata campione registra appena quattro movimenti di linea e nel corso di una settimana può arrivare ad una media di 6 movimenti di linea giornalieri. La prossimità geografica, quindi, non compensa la fragilità dell’offerta. Quando il tempo reale di percorrenza supera le due ore e l’operatività è limitata, il vantaggio iniziale si assottiglia fino quasi a scomparire.

Muoversi dalla Calabria del nord-est per salute, lavoro e studio

Poi c’è il cittadino della Calabria nord-est, quello che parte da Sibari per lavoro, salute, studio. Per lui la questione è ancora più concreta. Se deve raggiungere Roma, la soluzione migliore resta il treno (con 4 ore e 30 minuti) e in alcuni casi l’auto; per Milano, invece, Lamezia resta l’opzione più lineare: circa un’ora e mezza di auto e una rete di 18 compagnie operative. Ma se cerca maggiore frequenza in Italia o destinazioni europee più ampie, Bari entra in gioco con forza, perché il tempo di percorrenza è paragonabile a Crotone e l’offerta è nettamente superiore. Napoli, invece, pur richiedendo quasi tre ore di auto, diventa l’opzione “hub”, quella che garantisce la massima flessibilità quando l’itinerario si complica o si allunga oltre i confini nazionali.

Il dato più sorprendente, insomma, non è che Napoli sia grande o che Bari sia dinamica. Il dato più sorprendente è che, misurando il tempo reale e l’offerta concreta, Crotone non è più automaticamente l’aeroporto più competitivo per la Sibaritide solo perché è il più vicino sulla mappa.

Ma questo è un dato conclamato. Insomma, stiamo scoprendo l’acqua calda. Già, perché il cittadino della Sibaritide o della Calabria settentrionale sceglie di non andare a prendere l’aereo a Crotone non perché gli stia antipatico lo scalo pitagorico o per questioni di campanile. Semplicemente perché per arrivarci è un’odissea, allunga i tempi di percorrenza e la scelta è minima. Tutto qui. E questi dati lo confermano plasticamente.

Ecco perché, alla fine, l’aeroporto che vince non è quello più vicino ma quello che riduce al minimo l’imprevisto. Quello che offre più alternative. Quello che, numeri alla mano – movimenti del 24 febbraio 2026, traffico annuo Assaeroporti 2025, compagnie operative secondo FlightConnections, tempi di percorrenza stimati da GuidaMichelin – aumenta la probabilità di arrivare davvero.

Marco Lefosse
Autore: Marco Lefosse

Classe 1982, è schietto, Idealista e padre innamorato. Giornalista pubblicista dal 2011. Appena diciottenne scrive alcuni contributi sulla giovane destra calabrese per Linea e per i settimanali il Borghese e lo Stato. A gennaio del 2004 inizia a muovere i passi nei quotidiani regionali. Collabora con il Quotidiano della Calabria. Nel 2006 accoglie con entusiasmo l’invito dell’allora direttore de La Provincia, Genevieve Makaping, ad entrare nella squadra della redazione ionica. Nel 2008 scrive per Calabria Ora. Nell’aprile 2018 entra a far parte della redazione di LaC come corrispondente per i territori dell’alto Jonio calabrese. Dall’1 giugno del 2020, accoglie con piacere ed entusiasmo l’invito dell’editore di guidare l’Eco Dello Jonio, prestigioso canale di informazione della Sibaritide, con una sfida: rigenerare con nuova linfa ed entusiasmo un prodotto editoriale già di per sé alto e importante, continuando a raccontare il territorio senza filtri e sempre dalla parte della gente.