Co-Ro, Piano Trasporti Calabria: il Pd denuncia esclusione della Sibaritide e chiede più collegamenti
Il segretario: «Una città tra le più grandi della Calabria non può restare ai margini della mobilità regionale. Senza ferrovia veloce non c’è sviluppo. Senza collegamenti aeroportuali non c’è turismo»
CORIGLIANO-ROSSANO - Il dibattito sul futuro della mobilità calabrese entra nel vivo con l’esame del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, un documento destinato a incidere profondamente sugli equilibri territoriali e sulle prospettive di sviluppo della regione.
Dal territorio della Sibaritide arriva una presa di posizione decisa da parte del Circolo cittadino del Pd a firma del segretario Francesco Madeo.
«Il nuovo Piano Regionale dei Trasporti (PRT), approvato dalla Giunta Regionale e attualmente all’esame della competente Commissione consiliare, rappresenta un passaggio strategico decisivo per il futuro della mobilità calabrese. Nasce con obiettivi condivisibili, ma fotografa ancora una Calabria divisa: tre poli riconosciuti e un grande territorio, la Sibaritide, che continua a restare ai margini della pianificazione».
«L’ultimo Piano risale al 2016. Quello oggi in discussione - osserva - è dunque il primo PRT successivo alla nascita della città di Corigliano Rossano, esperienza amministrativa unica in Calabria e tra le più rilevanti nel panorama nazionale delle fusioni tra comuni. Eppure proprio questo elemento, la presenza della terza città della regione per popolazione e dimensione territoriale, non trova alcun riconoscimento nella nuova architettura della mobilità regionale né una specifica declinazione strategica nel documento. Una mancanza significativa, perché la pianificazione dei trasporti dovrebbe partire proprio dalle nuove realtà territoriali che stanno ridisegnando la Calabria».
«Una programmazione - dice - ancora sbilanciata. Il PRT individua direttrici e poli strategici regionali, ma non riconosce la Sibaritide come nodo strutturale della mobilità calabrese, nonostante la sua naturale funzione di collegamento tra area ionica, Pollino, area cosentina e dorsale adriatica. Senza un riequilibrio territoriale reale, lo sviluppo infrastrutturale continuerà a concentrarsi prevalentemente lungo l’asse tirrenico, lasciando lo Ionio in una condizione di marginalità non più sostenibile. Il tema centrale del Piano riguarda l’Alta Velocità. Il PRT, infatti, non individua una scelta localizzativa definitiva, lasciando aperte due ipotesi progettuali: Adeguamento dell’attuale tracciato, soluzione che presenta criticità legate a condizioni geomorfologiche complesse; costi elevati e limitata capacità di ridurre l’isolamento della fascia ionica; Sviluppo dell’Alta Velocità lungo il corridoio autostradale con snodo a Tarsia, ipotesi che rappresenta invece una prospettiva strategica per l’intera Calabria settentrionale perché: consente il superamento dello storico isolamento dell’area ionica; connette direttamente la Sibaritide alla rete nazionale dell’Alta Velocità; crea un accesso ferroviario competitivo per cittadini, imprese e turismo; contribuisce al riequilibrio tra Tirreno e Ionio. Lo snodo di Tarsia può diventare il vero punto di svolta infrastrutturale del nord-est calabrese e una scelta di interesse regionale».
«Accanto al tema dell’Alta Velocità, restano irrisolte altre criticità: assenza di un cronoprogramma operativo chiaro per la velocizzazione della linea jonica; integrazione ancora limitata tra servizi regionali e collegamenti nazionali; valorizzazione insufficiente del porto di Corigliano nel sistema logistico regionale; carenza di sistemi di interscambio diretti e efficienti tra ferrovia aeroporti e porti. Serve una programmazione condivisa capace di trasformare la mobilità ionica in infrastruttura di sviluppo economico».
«Una mobilità moderna - spiega Madeo - deve garantire connessioni efficienti e stabili tra la Sibaritide e i principali servizi assicurando accesso reale a studio, lavoro e cure sanitarie per contrastare spopolamento e disuguaglianze territoriali. In particolare risultano strategici i collegamenti verso: porti, aeroporti, università, sistema ospedaliero regionale. Per rendere il PRT pianamente coerente con le esigenze della Calabria contemporanea occorre: riconoscere formalmente Corigliano-Rossano e la Sibaritide come quarto polo nella pianificazione regionale, sostenere con chiarezza la soluzione dell’Alta Velocità lungo il corridoio autostradale con snodo Tarsia; velocizzare e potenziare la ferrovia jonica; sviluppare un sistema intermodale porto–ferrovia–strada; attivare collegamenti rapidi con aeroporti, università e ospedali regionali; costruire una Calabria realmente policentrica».
«Il Piano Regionale dei Trasporti non è soltanto un documento tecnico: è la scelta concreta del modello di sviluppo della Calabria dei prossimi decenni. La decisione sull’Alta Velocità stabilirà se la regione continuerà a crescere lungo un unico asse infrastrutturale oppure se saprà finalmente superare lo storico divario fra Tirreno e Jonio. Per la Sibaritide e per Corigliano-Rossano si tratta di una scelta decisiva. Una città tra le più grandi della Calabria non può restare ai margini della mobilità regionale. Senza ferrovia veloce non c’è sviluppo. Senza collegamenti aeroportuali non c’è turismo».
«Senza integrazione porto-ferrovia non c’è economia. Senza connessioni sanitarie rapide non c’è pieno diritto alla salute. Senza accesso efficiente alle Università non c’è futuro. La mobilità non è solo trasporto: è cittadinanza, lavoro e futuro per questo proponiamo una cosa semplice: riconoscere la Sibaritide come quarto polo della Calabria. Non chiediamo privilegi ma equità territoriale perché la Calabria cresce se cresce tutta. E la crescita della nostra regione passa inevitabilmente dal superamento dell’isolamento della fascia jonica e dal pieno riconoscimento del ruolo strategico della Sibaritide e della città di Corigliano Rossano».