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Sicurezza, Campolo (FdI): «Deve diventare una grande battaglia economica nazionale»

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CORIGLIANO-ROSSANO - La sicurezza non solo come tema di ordine pubblico o terreno di scontro politico, ma come leva strategica per la crescita economica, i consumi e gli investimenti. È questa la riflessione lanciata da Gioacchino Campolo, dirigente di Fratelli d’Italia del Circolo di Corigliano, che invita ad aprire una nuova fase nel dibattito pubblico sul rapporto tra vivibilità urbana, fiducia sociale e sviluppo economico.

«Per troppo tempo - dice - il tema della sicurezza è stato affrontato quasi esclusivamente come terreno di scontro politico e ideologico. Una battaglia identitaria, spesso ridotta a slogan e contrapposizioni, senza una riflessione più ampia sulle sue profonde implicazioni economiche e sociali. Eppure oggi, in un'Italia che da anni soffre di crescita debole, consumi stagnanti e difficoltà ad attrarre investimenti, si dovrebbe avere il coraggio di compiere un salto culturale e politico: cambiare il paradigma della sicurezza».

«La sicurezza non deve essere considerata soltanto una battaglia ideologica. Deve diventare una grande battaglia economica nazionale. Il punto, in fondo, è molto semplice. La crescita di un Paese dipende inevitabilmente da consumi e investimenti. È uno dei principi basilari dell'economia e della stessa formazione del PIL. Naturalmente le variabili che incidono sulla crescita sono molteplici ma sarebbe miope non riconoscere che anche la sicurezza produce effetti economici concreti».

«Perché una società sicura - osserva il dirigente di Fratelli d'Italia - è una società che vive maggiormente i propri spazi pubblici. E vivere gli spazi pubblici significa inevitabilmente consumare di più. Se le città sono ordinate, pulite, presidiate e percepite come sicure, le famiglie escono più serenamente, frequentano piazze, ristoranti, negozi, locali e centri storici. Le persone trascorrono più tempo fuori casa. E più tempo vissuto nelle città significa maggiore circolazione economica. È una dinamica quasi naturale: più vivibilità genera più presenza; più presenza genera più consumi».

«Allo stesso modo - spiega - cresce anche la fiducia degli imprenditori. Perché un territorio vissuto, frequentato e dinamico è un territorio nel quale vale la pena investire. Dove ci sono persone, c'è mercato. E dove c'è mercato aumentano investimenti privati, commercio, occupazione e sviluppo. Al contrario, l'insicurezza produce effetti opposti: svuota le piazze, riduce la frequentazione urbana, impoverisce il commercio di prossimità, allontana investimenti e indebolisce progressivamente il tessuto economico e sociale delle comunità. Non è probabilmente un caso che alcune economie europee oggi particolarmente dinamiche abbiano investito molto anche sulla vivibilità urbana, sul controllo del territorio e sulla sicurezza delle città. Paesi come la Polonia mostrano come ordine, vivibilità e fiducia sociale possano contribuire anche alla vitalità economica complessiva di una Nazione».

«Per questo motivo, soprattutto la destra moderna, dovrebbe iniziare a rivendicare la sicurezza non soltanto come presidio di legalità e ordine pubblico, ma come una vera infrastruttura economica della crescita. Perché garantire sicurezza significa anche creare fiducia sociale. E la fiducia sociale è una delle condizioni fondamentali dello sviluppo economico. Una città sicura non è soltanto una città più ordinata. È una città più viva. Più attrattiva. Più produttiva. Ed è forse proprio questo il cambio di paradigma che la destra italiana dovrebbe avere il coraggio di proporre al Paese: smettere di raccontare la sicurezza soltanto come risposta emergenziale o ideologica e iniziare finalmente a considerarla come uno degli strumenti strategici attraverso cui aumentare consumi, investimenti, fiducia e crescita economica».

Campolo conclude indicando la necessità di una visione più ampia del tema sicurezza, collegata non soltanto alla tutela dell’ordine pubblico ma anche alla capacità dei territori di generare sviluppo, vivibilità e crescita.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.