Calopezzati, FdI porta il bilancio alla Corte dei Conti: «Verificate questi numeri»
Il circolo “Giuseppe Tatarella” segnala anche al Ministero dell’Interno lo schema di Bilancio Stabilmente Riequilibrato 2025-2027. Nel mirino interessi sui mutui, FCDE, sanzioni e FPV. Falanga: «Non accusiamo nessuno, chiediamo controlli»
CALOPEZZATI – Il Bilancio Stabilmente Riequilibrato del Comune di Calopezzati finisce all’attenzione della Corte dei Conti e del Ministero dell’Interno. A trasmettere una formale segnalazione è il circolo di Fratelli d’Italia “Giuseppe Tatarella”, presieduto da Giuseppe Falanga, che chiede agli organismi competenti di verificare alcuni elementi contenuti nello schema 2025-2027 approvato dalla Giunta comunale il 3 agosto.
FdI precisa subito il perimetro dell’iniziativa: non una contestazione già accertata, ma una richiesta di verifica. «Abbiamo scelto la strada più seria e responsabile – dichiara Falanga –. Non intendiamo sostituirci alla Corte dei Conti, al Ministero dell'Interno o agli organismi chiamati per legge a vigilare sulla finanza degli enti locali. Abbiamo studiato gli atti, individuato elementi che riteniamo meritevoli di approfondimento e li abbiamo sottoposti alle autorità competenti. Saranno queste ultime a stabilire se i nostri rilievi siano fondati e quali eventuali conseguenze debbano derivarne».
La vicenda parte dal decreto del Ministero dell’Interno n. 85946 del 14 luglio 2026, notificato al Comune il 21 luglio, con il quale – secondo quanto ricostruisce il circolo – è stata approvata l’ipotesi di Bilancio Stabilmente Riequilibrato 2025-2027 accompagnandola con specifiche prescrizioni. È proprio sul rispetto di queste condizioni che Fratelli d’Italia sollecita ora i controlli.
Il primo punto riguarda gli interessi passivi sui mutui. Secondo l’analisi del circolo, nei prospetti generali per il 2025 sarebbe indicato un carico finanziario di 39.928,14 euro, mentre nel bilancio analitico, alla Missione 50 – Programma 01, comparirebbe uno stanziamento di 9.759,57 euro. Una differenza di 30.168,57 euro sulla quale FdI chiede chiarimenti, soprattutto per gli eventuali riflessi sugli equilibri correnti.
Altro nodo è il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità. Nella segnalazione si sostiene che nel risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2024 l’accantonamento risulterebbe pari a zero, nonostante – sempre secondo i documenti esaminati dal circolo – vi siano oltre 3,37 milioni di euro di residui attivi correnti storici, con capacità di riscossione indicate nel 48,17% per i tributi e nel 12,17% per i servizi.
FdI segnala inoltre un accantonamento allo 0% per le sanzioni al Codice della Strada e allegati relativi al Fondo Pluriennale Vincolato che risulterebbero interamente valorizzati a zero per il triennio 2025-2027, a fronte di una programmazione di opere e investimenti che, per il solo 2025, ammonterebbe a circa 7,88 milioni di euro.
Ci sono poi osservazioni di natura procedurale sui pareri di regolarità tecnica e contabile apposti alla deliberazione di Giunta del 3 agosto e sulla data del parere dell’Organo di revisione, indicata nel 30 luglio 2026. Anche in questo caso si tratta di rilievi formulati dal partito sui quali saranno eventualmente gli organismi investiti della questione a pronunciarsi.
«Quando un Comune attraversa una fase delicata come quella del dissesto finanziario – prosegue Falanga – il confronto politico non può ridursi agli slogan. Servono trasparenza, rigore e soprattutto numeri che possano essere compresi e verificati. Il risanamento dei conti è un obiettivo che riguarda l'intera comunità e proprio per questo deve poggiare su basi solide».
Nella segnalazione Fratelli d’Italia chiede alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti di valutare l’apertura di un’istruttoria sulla deliberazione n. 24/2026 e sullo schema di bilancio; al Ministero dell’Interno di verificare il rispetto delle prescrizioni del decreto ministeriale; e all’Organo di Revisione di riesaminare il parere rilasciato.
La battaglia non resterà però confinata agli organi di controllo. Il circolo annuncia anche una campagna pubblica attraverso l’opuscolo “Calopezzati, quanto ti costa questo Bilancio?”, con il quale intende spiegare ai cittadini gli effetti del dissesto e del riequilibrio su tributi, TARI, servizio idrico, servizi a domanda individuale e finanza comunale.
«Vogliamo che ogni cittadino abbia gli strumenti per comprendere ciò che sta accadendo – sottolinea Falanga – perché dietro un bilancio comunale non ci sono soltanto tabelle e norme contabili: ci sono tasse, servizi, investimenti e quindi la vita quotidiana delle famiglie. Informare significa consentire alle persone di formarsi liberamente un'opinione sulla base dei fatti».
Tra le proposte politiche avanzate da FdI ci sono il rafforzamento del recupero dell’evasione, una migliore organizzazione degli uffici, maggiore trasparenza sui conti e una netta distinzione tra responsabilità politica e funzioni tecniche di controllo.
Falanga chiude respingendo l’idea che l’iniziativa punti a ostacolare il risanamento: «Non abbiamo interesse a vedere fallire Calopezzati. È esattamente il contrario. Vogliamo che il nostro Comune esca davvero dal dissesto e che i sacrifici richiesti ai cittadini servano a costruire un futuro finanziariamente più solido. Ma proprio perché quei sacrifici ricadono sulle famiglie e sulle attività economiche, abbiamo il dovere di pretendere che ogni euro sia correttamente rappresentato, ogni prescrizione venga rispettata e ogni scelta sia pienamente trasparente. La nostra non è soltanto un'azione di opposizione politica: è un atto di responsabilità nei confronti della comunità».
Ora la parola passa agli organismi chiamati in causa. Le presunte anomalie indicate da Fratelli d’Italia restano, allo stato, rilievi politici e tecnici del circolo: sarà la Corte dei Conti, insieme agli altri soggetti competenti, a stabilire se abbiano o meno fondamento.