Mariangela, dal dolore un gesto che guarda alla vita: la famiglia dona alla ricerca
La giovane mamma di Rossano è morta a soli 35 anni. Il marito Riccardo Marino e i familiari, nel giorno dell’addio, hanno scelto di tramutare il cordoglio in beneficienza. La raccolta sosterrà i progetti della Fondazione Humanitas per la Ricerca
CORIGLIANO-ROSSANO – Mariangela Greco aveva 35 anni. Troppo pochi per morire, abbastanza per lasciare dietro di sé una famiglia, una figlia e un vuoto che non si colma. Ma nel giorno dell’addio, il marito Riccardo e i suoi familiari hanno scelto che quel dolore non restasse soltanto dolore. E hanno trasformato il cordoglio in solidarietà. Così è nata una raccolta fondi destinata alla ricerca contro i tumori.
Mariangela se n’è andata due settimane fa, lasciando una famiglia e una comunità di amici travolta da una perdita enorme che, proprio nel momento più difficile, ha avuto la sensibilità e la nobiltà d’animo di guardare anche agli altri.
Le offerte raccolte in occasione delle esequie (per un totale di 5.280 euro) sono state devolute alla Fondazione Humanitas per la Ricerca, a sostegno dei progetti della professoressa Domenica Lorusso.
Una destinazione tutt’altro che generica. Domenica Lorusso è professoressa ordinaria di Ginecologia e Ostetricia alla Humanitas University nonché principal investigator in oltre 200 studi clinici, un’eccellenza della ricerca in Italia e in Europa.
È dunque lì, nel luogo in cui ogni giorno si prova a trasformare la ricerca in nuove possibilità di cura, che la famiglia ha deciso di far arrivare il nome e il ricordo di Mariangela.
E intanto, proprio dalla Fondazione Humanitas è arrivato un messaggio di vicinanza che coglie esattamente il senso di questa scelta. «In un momento di dolore così grande – scrive Daniela Bianchi, Major Donor Specialist della Fondazione – scegliere di compiere un gesto che guarda agli altri e al futuro ha un significato particolarmente prezioso: è un modo per trasformare almeno una parte di quella sofferenza in speranza e contribuire affinché la ricerca possa offrire nuove possibilità di cura e sollievo alle persone che in futuro, con i loro cari, si troveranno ad affrontare la malattia».
Dietro una donazione alla ricerca non c’è soltanto il finanziamento di uno studio. C’è la possibilità di offrire tempo e strumenti a chi lavora per trovare nuove risposte, nuove terapie, nuove opportunità di cura. Ma c’è anche un altro valore che una storia come questa riesce a rimettere brutalmente davanti agli occhi: quello della prevenzione, soprattutto in giovane età.
A 35 anni la malattia sembra sempre qualcosa che appartiene agli altri, a un tempo lontano, a una stagione diversa della vita. E invece proprio per questo occorre costruire maggiore consapevolezza: controllarsi, non ignorare segnali, affidarsi alla medicina, educare soprattutto i più giovani alla prevenzione.
Non per vivere nella paura. Ma per imparare a prendersi cura di sé prima che sia troppo tardi.
La vicenda di Mariangela resta quella di una donna e di una famiglia. Non può e non deve diventare un pretesto per facili generalizzazioni. Ma il gesto scelto dai suoi cari apre inevitabilmente una riflessione che riguarda tutti: la ricerca va sostenuta prima che ce ne sia bisogno personalmente.