Nuovo ospedale, Stasi a Daffinà: «Senza potenziare Boscarello non autorizzeremo altri reflui»
Il sindaco accoglie con favore la consegna dei lavori del collettore, ma chiede chiarezza sul depuratore previsto nell’area ospedaliera e sull’impiego dei 2,3 milioni di euro. «Quelle risorse dovevano servire le zone ancora senza rete fognaria»
CORIGLLIANO-ROSSANO - «La consegna di opere per la città è sempre ben vista dall’Amministrazione. Resta qualche dettaglio da chiarire, altri sono chiarissimi». Il sindaco Flavio Stasi apre così la sua risposta all’annuncio del subcommissario alla depurazione Antonio Daffinà sulla consegna dei lavori per il collettore fognario che dovrebbe collegare il nuovo ospedale della Sibaritide all’impianto di Boscarello. Un’opera che il primo cittadino saluta come un segnale di avanzamento per il nosocomio, ma sulla quale pone una serie di questioni tecniche, amministrative e finanziarie.
Al centro della replica c’è il rapporto tra il nuovo collettore e la capacità dell’impianto che dovrebbe ricevere i reflui. Stasi condivide la necessità di considerare insieme il collegamento dell’ospedale e il potenziamento di Boscarello. A suo giudizio, il depuratore è già sottodimensionato rispetto alle utenze attuali. Ricorda inoltre che l’adeguamento del sistema depurativo cittadino rientra da circa quindici anni nelle competenze dell’Ufficio del Commissario nazionale per la depurazione, nell’ambito della procedura di infrazione europea che riguarda l’agglomerato. Secondo il sindaco, proprio questa competenza commissariale ha finora escluso il Comune da gran parte dei finanziamenti regionali destinati a migliorare il servizio.
È sullo stato del potenziamento che le ricostruzioni divergono. In precedenti dichiarazioni, Daffinà aveva parlato di un progetto per un nuovo impianto a Boscarello e di una copertura finanziaria complessiva di circa 22 milioni di euro per le opere di collettamento e depurazione. Stasi afferma invece che al Comune non risultano né un progetto di potenziamento dell’impianto né l’avvio della relativa procedura autorizzatoria. Teme, perciò, che tale iter richieda più tempo della costruzione del collettore e ribadisce una condizione: «Senza il potenziamento del depuratore, il Comune non autorizzerà il conferimento di ulteriori reflui presso l’impianto».
L’altro nodo è l’impianto in costruzione all’interno dell’area del nuovo ospedale. Per Stasi, un depuratore dedicato al nosocomio sarebbe la soluzione preferibile, perché eviterebbe di aggiungere carichi al sistema cittadino e di aumentare l’impatto sulla zona di Boscarello. Il sindaco ricorda le comunicazioni del concessionario, secondo le quali sarebbero già state realizzate alcune opere dell’impianto interno, presentato come soluzione al problema della depurazione dell’ospedale.
Quale funzione avranno, dunque, i due interventi? È la domanda che attraversa il comunicato. Se l’impianto interno è destinato a depurare i reflui dell’ospedale e, contemporaneamente, si realizza un collettore per portarli a Boscarello, Stasi chiede di spiegare perché si stiano finanziando entrambe le opere con denaro pubblico. A suo giudizio, senza una distinzione chiara delle rispettive funzioni si potrebbe configurare uno spreco di risorse e perfino un possibile danno erariale. Se invece quello interno serve soltanto al pretrattamento, aggiunge, chi lo ha presentato come la soluzione del problema depurativo deve chiarire quella affermazione. Sono interrogativi e valutazioni del sindaco, sui quali sollecita una risposta degli uffici competenti.
Stasi dice di aver già posto più volte la questione negli ultimi mesi senza ricevere chiarimenti dal governatore-commissario. Chiede inoltre se l’impianto in costruzione nel cantiere ospedaliero abbia ottenuto le autorizzazioni necessarie: «È stata fatta una conferenza dei servizi, una valutazione d’impatto ambientale? Se queste ci sono state, al Comune sono sfuggite», scrive.
La contestazione riguarda poi la destinazione dei 2,3 milioni di euro indicati per il collettore. Secondo Stasi, i fondi del Commissario per la depurazione dovrebbero essere impiegati anzitutto per affrontare le carenze della rete esistente e contribuire all’uscita dalla procedura di infrazione europea. Elenca le aree che attendono il collettamento - Apollinara, Fabrizio, Coscia, Santa Caterina e Pantano Martucci - e ricorda di aver chiesto che nell’intervento fosse inserito almeno il completamento della rete fognaria di Coscia e Fabrizio.
«È corretto usare questi fondi non per collettare l’esistente, cioè per uscire dalla procedura di infrazione, ma per collettare nuove strutture? Ritengo di no», afferma il sindaco. «Quei 2,3 milioni di euro, in pratica, dovevano essere usati per il miglioramento dei servizi dei cittadini che non sono serviti dalla rete fognaria e che stanno buttando migliaia di euro all’anno per lo svuotamento delle vasche individuali; il collettore dell’Ospedale doveva essere finanziato con i fondi dell’ospedale o comunque con altri fondi. Sapete, quindi, chi sta pagando i 2,3 milioni di euro per questo collettore? I cittadini di Corigliano-Rossano con i soldi che spendono mensilmente per prelievo e smaltimento dei reflui».
Il primo cittadino conclude chiedendo risposte su progettazione, autorizzazioni e impiego delle risorse. Insiste infine sul fatto che le sue perplessità non mettono in discussione l’obiettivo di consegnare alla Sibaritide un ospedale funzionante. Cita la propria esperienza dell’«emigrazione sanitaria» e indica ciò che si aspetta dalla nuova struttura: Emodinamica, Chirurgia avanzata, Medicina nucleare, corsi universitari e altri servizi all’altezza dell’investimento. Il traguardo, dice, è un «nosocomio vero», capace di rispondere ai bisogni sanitari del territorio.