Caro energia e rigenerazione ex Enel, l'affondo di Rifondazione Comunista: «Governo e Regione trascurano il nord-est calabrese»
Il Circolo "Stefano Milei" di Rossano critica la rinuncia ai 15 milioni per l'idrogeno verde e l'impatto delle bollette su famiglie e imprese. L'appello ai rappresentanti politici: «Basta passerelle elettoralistiche, servono risposte concrete»
CORIGLIANO-ROSSANO – La crisi energetica e il continuo rincaro dei prezzi continuano a soffocare le famiglie, i lavoratori e il tessuto economico della Calabria del nord-est. Sulla vicenda interviene con una nota durissima la delegazione di Rifondazione Comunista del Centro Storico di Rossano (Circolo "Stefano Milei"), chiamando direttamente in causa i rappresentanti politici regionali e nazionali per chiedere conto delle scelte effettuate sul territorio.
Secondo il partito di sinistra, le giustificazioni dell'esecutivo nazionale che attribuiscono l'impennata dei costi alle sole congiunture internazionali non reggono di fronte alla realtà dei fatti. Sotto l'accusa di Rifondazione finisce in particolare la gestione della transizione ecologica e la mancata riconversione dei siti industriali dismessi, tra cui spicca l'ex centrale Enel di contrada Cutura a Corigliano-Rossano. L'amministratore unico di Enel nominato dal governo — viene sottolineato nel comunicato — ha rifiutato un finanziamento da 15 milioni di euro destinato alla produzione di idrogeno verde ritenendolo "non conveniente", provocando la perdita di posti di lavoro e vanificando un'occasione fondamentale per l'autosufficienza energetica della Sibaritide.
Un contrasto stridente, evidenzia la nota, rispetto a Paesi europei come Francia e Svezia che stanno investendo massicciamente sull'idrogeno e sulle rinnovabili per abbattere i costi e creare occupazione. Critiche anche alla gestione regionale della produzione elettrica: nonostante la Calabria produca più energia del proprio fabbisogno, questo surplus non si traduce in alcun beneficio o sgravio nelle bollette dei cittadini calabresi, a differenza di quanto fatto da regioni vicine come la Basilicata con il gas. «I cittadini meritano rispetto e risposte concrete — conclude la nota del Circolo Milei — anziché le solite passerelle preelettorali e i proclami privi di riscontro».