Acqua agli agricoltori, il Consorzio rompe il silenzio: «Due pompe ko». Ora arrivano lavori e nuova pompa
Ecco come è nata l'ultima crisi irrigua a Rossano. Il Commissario Giovinazzo e il Dirigente Rotella spiegano cosa è successo: turni ora a 8-10 giorni, nuova pompa già arrivata e condotta sulla SP195 da sostituire il 18 agosto
CORIGLIANO-ROSSANO – Due pompe che si rompono quasi contemporaneamente nel momento peggiore dell’estate. Una rete vecchia e costosa, alimentata attraverso sistemi di sollevamento. Una prima «sottovalutazione» del problema. Poi l’intervento d’emergenza per riportare l’acqua verso Rossano. E, sullo sfondo, una condotta talmente deteriorata che una riparazione provvisoria non è riuscita a contenere la perdita.
Dopo settimane di segnalazioni degli agricoltori e le diverse puntate dell’inchiesta dell'Eco dello Jonio, questa mattina abbiamo avuto un lungo confronto telefonico con Giacomo Giovinazzo, commissario del Consorzio di Bonifica della Calabria, e Antonio Rotella, dirigente e referente tecnico dello stesso Consorzio, per provare a capire cosa sia realmente accaduto nella rete irrigua della Sibaritide e, soprattutto, se esistano oggi margini concreti per riportare verso la normalità problemi che, in alcuni casi, vengono da molto lontano.
Le risposte sono arrivate. Una parte delle criticità, secondo il Consorzio, sarebbe già stata superata; altre hanno adesso una data precisa per l’intervento. Ma dalla conversazione emerge anche qualcosa di più profondo: il nuovo Consorzio unico regionale ha ereditato una rete che presenta problemi strutturali importanti e l’emergenza di queste settimane ne ha mostrato ancora una volta tutta la fragilità.
Due pompe ko a fine luglio: «è da qui che parte la crisi»
Il punto di origine dei quindici giorni di sofferenza irrigua denunciati dagli agricoltori va cercato nella centrale di Insiti.
«Il Consorzio della Calabria ha ereditato una situazione drammatica e limitativa», spiega Rotella. All’inizio della stagione l’Ente aveva già eseguito un intervento importante sulle sei pompe presenti nella centrale, due a servizio dell’area di Corigliano e quattro destinate a Rossano.
«A inizio stagione abbiamo fatto un’operazione con un grosso investimento. Abbiamo ammodernato tutti i motori. La pompa, però, è costituita da due gruppi, il gruppo motore e il gruppo pompa. A fine luglio due delle pompe che alimentano Rossano si rompono. Noi ci attiviamo subito per ordinare le pompe, ma lei capisce bene che non è il semplice autoclave di casa».
È sostanzialmente qui che trova una spiegazione il primo dato sul quale avevamo acceso i riflettori: l’acqua che, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, secondo le testimonianze raccolte dall’Eco, è mancata in alcune aree anche per circa quindici giorni, con gli agrumeti esposti nel pieno del caldo estivo.
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Giovinazzo: «C’è stata una sottovalutazione sulla zona». Ed è proprio su questa prima fase dell’emergenza che arriva una delle ammissioni più significative della conversazione.
Il sistema, spiegano dal Consorzio, è strutturato in modo tale che l’acqua pompata raggiunga prima Corigliano e, una volta garantiti determinati livelli, prosegua verso Rossano. Con le pompe fuori servizio questo meccanismo non avrebbe più funzionato correttamente.
«Con due pompe non scavallava e non andava a Rossano», ricostruisce Giovinazzo. Poi aggiunge: «Dopo che ci sono arrivate le prime lamentele c’è stata una sottovalutazione sulla zona. Siamo stati costretti a intervenire direttamente noi».
Il Consorzio avrebbe quindi rimodulato il sistema per deviare maggiormente l’acqua verso Rossano e, parallelamente, predisposto una soluzione d’emergenza.
Una pompa mobile da 200 litri al secondo per tamponare l’emergenza
La risposta tecnica è arrivata attraverso una grande pompa mobile già nella disponibilità dell’Ente. «Avevamo in dotazione una grossa pompa mobile – racconta Rotella – e ci siamo attivati subito. L’abbiamo installata alimentando l’impianto direttamente da un braccio della condotta. Questo ci ha consentito di rimandare acqua nella rete».
Non un intervento banale: «Montare una pompa da 200 litri al secondo richiede uno sforzo non di poco conto, perché ci sono anche quadri elettrici, tensioni e tutta una serie di aspetti tecnici. Però siamo riusciti a montarla».
È questa soluzione provvisoria che, secondo il Consorzio, avrebbe permesso al sistema di tornare progressivamente verso un equilibrio e di far ripartire i turni.
La nuova pompa è già a Insiti, ma per montarla bisognerà fermare l’acqua
Nel frattempo il nuovo gruppo destinato a sostituire quello guasto è già arrivato a Insiti. Eppure non è stato ancora installato. Il motivo lo spiega Rotella: «La nuova pompa è arrivata ed è parcheggiata lì, volutamente ferma, perché montare quella pompa richiede uno stacco del servizio di due o tre giorni».
Il Consorzio avrebbe quindi scelto di non interrompere nuovamente l’irrigazione proprio ora che, attraverso la soluzione temporanea, si è riusciti a ripristinare il servizio.
«In questo momento stiamo riuscendo a garantire il servizio. Abbiamo rimodulato i turni, siamo riusciti ad arrivare a otto-dieci giorni e riteniamo di riuscire anche ad accorciare un po’ i tempi. Stiamo tenendo traccia di tutti i territori, per capire se sono serviti o meno».
La pressione resta il punto da verificare tra Coserie e Trionto
Resta però un problema che l’Eco ha documentato anche dopo il ritorno dell’acqua: la pressione insufficiente.
Nel corso della telefonata abbiamo indicato in particolare il lungo tratto compreso indicativamente tra il torrente Coserie e il Trionto, dove dopo il ripristino del servizio l’acqua sarebbe tornata con una forza decisamente inferiore rispetto alla normalità.
Rotella non esclude la necessità di approfondire: «Bisogna capire se dal Coserie al Trionto la situazione si sta stabilizzando oppure se abbiamo un problema di presa. Può essere anche che stiamo parlando di una diretta che prende acqua da un’altra parte e quindi stiamo mettendo insieme due cose diverse. Però questo lo monitoriamo. Dateci una mano anche voi».
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Il dirigente ritiene che una parte del calo di pressione sia stata provocata proprio dalla lunga attesa. Alla riapertura della condotta, infatti, tutti gli utenti rimasti senz’acqua avrebbero inevitabilmente iniziato a prelevare contemporaneamente.
«C’è stato un disservizio prima. Quando abbiamo aperto l’acqua, tutti gli utenti hanno cominciato ad aprire perché avevano sete e quindi si sono alimentati alla condotta. Adesso il sistema sta andando in equilibrio. Se rimane tutto in equilibrio rispetto ai turni, le pressioni aumentano man mano che si percorre la condotta. Riteniamo che da qui a brevissimo possa tornare tutto in equilibrio». È una previsione che adesso potrà essere verificata direttamente sul campo.
La perdita sulla SP195: «Il tubo è marcio». Intervento il 18 agosto
C’è poi l’altra immagine che aveva reso ancora più paradossale la vicenda: mentre nelle campagne si lamentava la scarsità d’acqua, lungo la SP195, nella zona di Insiti, una condotta consortile continuava a perdere acqua accanto a uno scavo aperto.
Anche su questo Giovinazzo fornisce una ricostruzione puntuale. «Noi conoscevamo quella perdita», precisa il commissario. Il Consorzio era già intervenuto applicando sulla tubazione una cosiddetta “cravatta”, cioè una fascia utilizzata per tentare di tamponare la rottura. Ma il problema è più serio.
«Su quella perdita siamo già intervenuti e abbiamo messo una cravatta. Abbiamo scavato e l’abbiamo messa, ma il tubo è marcio e la cravatta non tiene. È uscita nuovamente acqua e ha aumentato lo scavo, che comunque è messo in sicurezza».
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Adesso c’è però una data: 18 agosto. «Il giorno 18 è programmata la sostituzione del tratto di condotta. Finiamo i turni e possiamo chiudere quella linea e sistemarla».
La scelta di attendere, spiegano dal Consorzio, sarebbe legata ancora una volta alla necessità di evitare una nuova sospensione nel momento di massima richiesta: intervenire immediatamente avrebbe significato interrompere l’acqua per circa due giorni.
Giovinazzo annuncia inoltre che un’altra criticità segnalata, relativa a una guarnizione di sfiato, dovrebbe essere affrontata tra il 27 e il 28 agosto.
«I problemi sono in parte risolti e in parte in via di soluzione»
A questo punto abbiamo rivolto ai vertici del Consorzio una domanda molto semplice: possiamo dire che le criticità emerse attraverso le segnalazioni degli agricoltori e l’inchiesta dell’Eco siano effettivamente in via di risoluzione?
La risposta di Giovinazzo è netta. «Assolutamente sì. In parte sono stati risolti e in parte sono in via di risoluzione, come nel caso della perdita».
Il commissario rivendica anche la capacità di intervento della nuova struttura regionale: «Tu giustamente sollevi i problemi, fai il tuo lavoro. La nostra capacità di reazione è di due-tre giorni. Ovviamente, se c’è un problema strutturale, e in questo caso c’è stato un problema strutturale, possiamo arrivare a quattro-cinque giorni. La soluzione l’abbiamo trovata».
Ma è lo stesso Giovinazzo a ricordare quanto sia pesante l’eredità infrastrutturale sulla quale il Consorzio è chiamato a intervenire. «Noi ci siamo trovati tutti questi impianti che ci costano un botto. Ogni volta che compriamo una pompa sono 30-40 mila euro, per non parlare della corrente».
E aggiunge: «Tutta quell’acqua che vedete è pompata con motori, con un dispendio economico elevatissimo che non viene coperto dai pagamenti dell’acqua. Però questo è un servizio che dobbiamo rendere e lo rendiamo».
Spunta il problema dei prelievi senza contratto
Dalla lunga conversazione emerge anche un altro fronte che potrebbe incidere sulla gestione della rete e che merita adesso di essere approfondito: i prelievi effettuati da utenze che non risulterebbero regolarmente contrattualizzate.
Giovinazzo cita un episodio avvenuto nella zona di Apollinara. «C’è stato un problema su Apollinara, hanno raccolto le firme. Poi scopriamo che su venti che avevano raccolto le firme, dieci non avevano il contratto».
È un elemento rilevante perché, spiega il Consorzio, i turni vengono calcolati sulla base delle domande di utenza presenti nel sistema e degli ettari da irrigare. Se i prelievi reali sono superiori a quelli conosciuti dall’Ente, portate e pressioni possono risentirne.
«Può essere pure che noi monitoriamo quelli che conosciamo, ma ci possono essere dei furti d’acqua che impediscono a chi ha pagato il contratto di avere l’acqua. È una grande battaglia che stiamo conducendo anche su questo», afferma Giovinazzo.
È naturalmente un fenomeno la cui dimensione dovrà essere accertata dal Consorzio, ma introduce un’altra variabile dentro una rete già sottoposta a forte stress.
La vicenda irrigua della Sibaritide, intanto, è già uscita dai confini delle campagne ed è approdata anche sul terreno politico regionale.
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Acqua con sabbia, terra e foglie: «Dopo i temporali può accadere». Sul tavolo abbiamo portato anche un’ultima segnalazione arrivata proprio questa mattina da alcuni agricoltori: l’acqua irrigua che, in determinate giornate, trasporterebbe sabbia, terra e residui vegetali, provocando incrostazioni e problemi agli impianti.
Rotella collega il fenomeno soprattutto ai temporali estivi e alla provenienza stessa dell’acqua. «Fortunatamente i temporali estivi stanno facendo sì che ci sia maggiore disponibilità d’acqua. L’acqua meteorica che poi entra nei nostri tubi è quella che arriva dai fiumi o dai canali. Se a monte c’è stato un temporale e c’è un afflusso di acqua con foglie o terra, io posso pulire per quanto possibile le griglie, però finché il sistema non si riassesta, per uno, due, massimo tre giorni l’acqua potrebbe avere questo tipo di problemi».
Per il dirigente una parte degli inconvenienti potrebbe essere contenuta attraverso l’utilizzo di filtri negli impianti aziendali.
Adesso la prova è nei campi
Il confronto di questa mattina non cancella quanto accaduto. I quindici giorni denunciati senza regolare approvvigionamento, la pressione insufficiente, le colture in sofferenza e le perdite lungo una condotta deteriorata restano i problemi che hanno portato gli agricoltori a rivolgersi all’Eco.
Ma per la prima volta, dopo settimane di segnalazioni, ci sono spiegazioni tecniche e soprattutto alcuni impegni verificabili.
La pompa sostitutiva è già arrivata a Insiti. La pompa mobile sta tamponando il guasto. I turni, secondo il Consorzio, sono rientrati intorno agli otto-dieci giorni e potrebbero essere ulteriormente ridotti. Il 18 agosto dovrebbe essere sostituito il tratto di condotta deteriorato sulla SP195. Tra il 27 e il 28 dovrebbe essere affrontato il problema dello sfiato. E la fascia compresa tra Coserie e Trionto resta da monitorare per capire se la pressione recupererà davvero con il riequilibrio della rete o se esista un’ulteriore criticità.
È un primo punto fermo in una vicenda che l’Eco continuerà a seguire. Perché dopo le spiegazioni, le ammissioni e le date messe sul tavolo dal Consorzio, adesso la verifica più importante è anche la più semplice: aprire le valvole nei campi e vedere quanta acqua arriva, con quale pressione e dopo quanti giorni.
È lì, molto più che negli uffici, che si capirà se l’emergenza della Sibaritide può davvero considerarsi superata.