La protesta dei trattori risale la Sibaritide: 200 persone al quadrivio di Spezzano, presidio anche domani
Dalla costa jonica all’entroterra, a ridosso dell’A2 del Mediterraneo. Continua la mobilitazione del Movimento Terra e Agricoltura: caro gasolio, vendita sottocosto e danni da fauna selvatica al centro della protesta
SPEZZANO ALBANESE – La protesta dei trattori non si ferma. Dopo i primi presidi di lunedì scorso, la mobilitazione degli agricoltori si è spostata dalla costa jonica, stabilizzandosi verso l’entroterra della Sibaritide, fino a raggiungere uno degli snodi nevralgici dell’Alta Piana.
Questa mattina circa 200 persone, tra coltivatori diretti, imprenditori agricoli e operai, si sono ritrovate con i propri mezzi al quadrivio di Spezzano Albanese, a ridosso dell’Autostrada A2 del Mediterraneo, dando vita a un presidio destinato a proseguire anche domani.
Sul posto sono presenti le forze dell’ordine, con personale della Polizia e del Reparto Celere, a presidio dell’area.
A promuovere la mobilitazione è il MTA – Movimento Terra e Agricoltura, che ha individuato tre punti principali della vertenza: l’aumento del costo del carburante, la vendita sottocosto dei prodotti agricoli e i danni provocati dalla fauna selvatica.
La protesta di oggi rappresenta la prosecuzione di quella partita nei giorni scorsi nell’area dello svincolo Firmo-Sibari. Tra quanti stanno partecipando alla mobilitazione c’è anche Vincenzo Borrelli, già consigliere comunale di Altomonte e piccolo imprenditore agricolo, che già ieri aveva annunciato la propria adesione al nuovo presidio.
«Lunedì ho partecipato in prima persona come azienda agricola, mettendo completamente da parte ogni appartenenza politica – aveva spiegato – e donando il mio contributo unicamente con la presenza al fianco di tanti colleghi che stanno crollando sotto il peso di una crisi senza precedenti». Borrelli aveva inoltre criticato l’assenza, a suo giudizio, della politica e dei vertici delle associazioni di categoria al primo presidio, ringraziando invece i sindaci di Firmo e Saracena per la loro presenza.
«Così le aziende non reggono più»
Il nodo centrale continua a essere quello del carburante. Secondo i dati riportati dallo stesso Borrelli, il gasolio agricolo sarebbe passato da circa 0,88 euro al litro nel settembre 2025 a oltre 1,65 euro nel settembre 2026, mentre il gasolio per autotrazione sarebbe salito da 1,63 a oltre 2,20 euro al litro.
Numeri che il movimento considera ormai incompatibili con la sostenibilità economica delle aziende. «In queste condizioni – sostiene Borrelli – per un’azienda agricola o per un’impresa di movimento terra è impossibile perfino mettere in moto i mezzi senza lavorare in perdita».
Ma il carburante è soltanto una parte della vertenza. Al presidio vengono denunciati anche i prezzi riconosciuti ai produttori, ritenuti troppo bassi rispetto ai costi di produzione, e i danni provocati dalla fauna selvatica.
La protesta, partita quasi in sordina nei giorni scorsi dalla costa, adesso si allarga e si sposta nel cuore agricolo della Sibaritide. E al quadrivio di Spezzano Albanese i trattori resteranno ancora per altri giorni, in attesa di buone notizie da Catanzaro e da Roma.