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Morti sul lavoro, l’allarme UIL: «In Calabria più di una vittima ogni 15 giorni. E la prevenzione resta ferma»

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CATANZARO – Più di un morto sul lavoro ogni quindici giorni dall’inizio del 2026. È il dato denunciato dalla UIL Calabria, che torna a chiedere un cambio di passo sulla sicurezza dopo l’ultima tragedia costata la vita a un meccanico di 31 anni, rimasto schiacciato sotto un’auto sulla quale stava lavorando.

«È una conta agghiacciante, è un dramma continuo che lacera famiglie. Mentre l’Europa costruisce modelli per tutelare la salute e l’incolumità dei lavoratori, l’Italia e – ahimè – soprattutto la Calabria non si occupano davvero di un tema il cui impatto sociale è devastante», afferma Mariaelena Senese, segretaria generale della UIL Calabria.

«Le nostre proposte sono ancora ferme»

Il sindacato, impegnato da anni nella campagna nazionale “Zero morti sul lavoro”, lamenta in particolare la mancata piena operatività del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza.

Tra le proposte già avanzate c’è un portale regionale unico della formazione, capace di rendere tracciabili e verificabili i percorsi svolti dai lavoratori.

«La formazione sulla sicurezza deve essere reale, tracciabile e verificabile, non ridursi al semplice rilascio di un attestato. Deve diventare prevenzione concreta, perché sulla sicurezza non basta certificare, bisogna garantire competenze capaci di salvare vite», sottolinea Senese.

La proposta: una “Vision Zero Calabria”

La UIL rilancia ora una proposta più ampia, ispirata al principio europeo della Vision Zero: una legge regionale che trasformi l’obiettivo della riduzione degli incidenti in strumenti, controlli e risultati misurabili.

Senese critica anche il metodo seguito sulla recente modifica della normativa regionale: «La modifica recentemente approvata alla Legge regionale sulla sicurezza dei lavoratori non è stata preceduta da un percorso di confronto con le organizzazioni sindacali. Avremmo portato il nostro contributo come l’intenzione di trasformare la Vision Zero europea in una “Vision Zero Calabria”».

Il progetto indicato dal sindacato prevede, tra l’altro, un Piano triennale della sicurezza con obiettivi per settore, una banca dati comune tra Inail, Asp, Ispettorato e Regione, un indice di rischio delle imprese per indirizzare i controlli, premialità negli appalti per chi investe in prevenzione e regole più severe per chi viola le norme.

La UIL propone inoltre l’impiego di tecnologie, anche attraverso l’intelligenza artificiale, un protocollo specifico per il rischio climatico, il rafforzamento dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e un sistema regionale per segnalare situazioni di rischio.

«La Vision Zero europea può rappresentare per la Calabria un modello. Chiediamo che istituzioni, parti sociali e sistema produttivo assumano insieme un impegno preciso: rendere la tutela della vita il primo indicatore della qualità del lavoro e dello sviluppo della nostra regione», conclude Senese.

Il punto sollevato dalla UIL è dunque politico prima ancora che statistico: dopo ogni morte si torna a parlare di sicurezza, ma il sindacato chiede che prevenzione, controlli e formazione diventino un sistema stabile prima che si verifichi la tragedia successiva.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.