Caro carburante, protesta la marineria di Schiavonea: pescatori in difficoltà chiedono sostegni
Al porto di Schiavonea pescatori e operatori denunciano costi del carburante insostenibili e margini ridotti, con il rischio concreto di fermo attività e difficoltà crescenti per imprese e famiglie del settore
CORIGLIANO-ROSSANO - Il caro carburante mette in ginocchio la marineria di Schiavonea. Al porto di Corigliano Rossano si respira un clima di forte esasperazione, pescatori e operatori del settore denunciano una situazione ormai diventata insostenibile: costi alle stelle e margini sempre più ridotti.
Dalle testimonianze raccolte questa mattina, emerge con forza un sentimento diffuso di abbandono. Chi vive quotidianamente il mare racconta di sentirsi spesso solo, senza un adeguato supporto in una fase così delicata. Le difficoltà non sono soltanto economiche, ma anche strutturali: il timore è che, continuando così, un intero comparto possa lentamente spegnersi.
La richiesta che arriva dalla marineria è chiara: servono interlocutori istituzionali capaci di ascoltare e, soprattutto, di farsi carico delle loro istanze. Si avverte la necessità di avere punti di riferimento concreti, figure in grado di portare queste problematiche sui tavoli decisionali e di trasformare le parole in interventi reali.
A rendere ancora più complesso il quadro è il recente passato. Già durante il periodo del Covid il settore aveva subito una forte sofferenza economica, con attività rallentate e, in molti casi, ferme. Una fase che ha inciso profondamente sulla tenuta delle imprese e delle famiglie legate alla pesca. Oggi, le conseguenze di quegli anni si fanno ancora sentire poiché la mancanza di continuità lavorativa ha reso estremamente difficile programmare e, soprattutto, investire.
E proprio gli investimenti rappresentano uno dei nodi più critici. Senza certezze e con costi in continua crescita, diventa complicato rinnovare le attrezzature, mantenere le imbarcazioni o anche solo guardare al futuro con un minimo di serenità. La sensazione è quella di un equilibrio sempre più precario, dove ogni uscita in mare comporta rischi maggiori rispetto ai possibili guadagni.
La protesta della marineria di Schiavonea non è soltanto uno sfogo, ma un grido d’allarme che chiede attenzione immediata. In gioco non c’è solo il presente di chi lavora ogni giorno sul mare, anche la sopravvivenza di una tradizione è a rischio, la quale rappresenta un pilastro economico e culturale per l’intero territorio.