Rossano Scalo, blackout continui nella zona alta: cittadini esasperati e impianti a rischio
Da settimane interruzioni improvvise e sbalzi di tensione colpiscono abitazioni, attività e servizi pubblici. L’ultimo episodio alle 4 del mattino: ora servono risposte dal gestore
CORIGLIANO-ROSSANO - La corrente va via, poi torna, poi salta di nuovo. Dura una ventina di minuti, ma in quel tempo succede di tutto: allarmi che partono nel cuore della notte, salvavita che scattano, frigoriferi che restano spenti, apparecchiature domestiche esposte a sbalzi di tensione e infrastrutture pubbliche che rischiano di andare in tilt.
Da settimane la zona alta dello Scalo di Rossano convive con blackout elettrici continui, ripetuti e imprevedibili. L’ultimo episodio si è verificato stanotte, intorno alle 4 del mattino. Non un caso isolato, non una semplice interruzione occasionale, ma l’ennesimo capitolo di una criticità che ormai sta diventando insostenibile.
E il problema non è solo che vada via la corrente all'improvviso, in un mondo in cui siamo totalmente dipendenti dall'elettrici, ma che gli sbalzi, i ritorni improvvisi, i picchi di tensione, più volte nello stesso arco temporale e che può creare danni seri alle utenze domestiche, alle attività commerciali e agli impianti pubblici.
Quando l’energia elettrica salta, spesso si attivano contemporaneamente i sistemi di allarme delle abitazioni e delle attività. Di notte il disturbo è evidente. Ma il disagio acustico è solo la parte più visibile. Molto più grave è il rischio tecnico: elettrodomestici, caldaie, cancelli automatici, impianti di videosorveglianza, router, pompe, quadri elettrici e dispositivi elettronici possono subire danni anche irreversibili.
Martedì scorso, ad esempio, l’ennesimo blackout avvenuto in pieno giorno avrebbe provocato il distacco dei quadri elettrici delle pompe di sollevamento che riforniscono il serbatoio comunale di Rossano Scalo. Quindi, un problema sulla rete elettrica ha rischiato di riverberarsi anche su un servizio pubblico essenziale come l’approvvigionamento idrico.
È questo il punto che rende la vicenda ancora più seria. In un’area popolosa, con abitazioni, condomini, attività commerciali e impianti pubblici, la rete elettrica non può comportarsi come un sistema fragile e intermittente. Il gestore ha il dovere di garantire continuità, sicurezza e qualità del servizio. E quando il problema si ripete, non bastano più spiegazioni generiche o interventi tampone.
C’è poi un altro aspetto pratico che molti cittadini stanno sperimentando sulla propria pelle. Gli sbalzi fanno scattare i salvavita. Questo significa che, anche quando la corrente torna, l’impianto dell’abitazione può restare staccato se nessuno è presente per riattivarlo. È già accaduto a diversi residenti: persone rientrate a casa dopo ore e costrette a trovare frigoriferi spenti, alimenti compromessi e disagi che nessuno risarcisce nell’immediato.
La memoria corre anche allo scorso anno, quando nello stesso periodo si registrò una lunga stagione di blackout e interruzioni. Anche allora il territorio fu costretto a convivere con una rete instabile, senza che il problema venisse percepito come una priorità pubblica. Oggi, però, la situazione sembra ripresentarsi con la stessa puntualità e con la stessa assenza di risposte chiare.
Ora serve capire cosa sta succedendo. Se si tratta di sovraccarichi, cabine insufficienti, linee vecchie, manutenzioni non eseguite, guasti ricorrenti o altre criticità strutturali, il gestore della rete elettrica deve dirlo. E deve intervenire. Perché non si può chiedere ai cittadini di convivere con blackout improvvisi, sbalzi di tensione e rischi economici su apparecchiature private e impianti pubblici.
Anche perché la questione non può essere derubricata a fastidio di quartiere. La zona alta di Rossano Scalo è una parte importante e densamente abitata della città e li sorge anche l'ospedale Giannettasio (che ha i suoi generatori e non ha vissuto alcun disagio). Se la rete però non regge, va potenziata e se i blackout sono imprevisti, allora è necessario un piano serio per individuarne la causa.
Certamente l’energia elettrica non è un optional. È un servizio essenziale. E un servizio essenziale non può funzionare a intermittenza, soprattutto quando quella intermittenza rischia di produrre danni concreti a famiglie, attività e infrastrutture pubbliche.