Sacal verso il Cda a tre, Scutellà: «Non diventi una spartizione di poltrone»
La capogruppo M5S in Consiglio regionale interviene sulla convocazione dell’assemblea dei soci del 23 luglio: «Servono rigore, trasparenza e contenimento della spesa»
REGGIO CALABRIA - Il possibile passaggio di Sacal da amministratore unico a Consiglio di amministrazione a tre membri finisce nel mirino del Movimento 5 Stelle.
A intervenire è la capogruppo M5S in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, dopo la convocazione dell’assemblea dei soci della società aeroportuale calabrese, fissata per il prossimo 23 luglio, chiamata a deliberare proprio sulla modifica dell’attuale assetto di governance.
«La convocazione dell’Assemblea dei soci della Sacal per il prossimo 23 luglio, chiamata a deliberare il passaggio da un Amministratore unico a un Consiglio di amministrazione a tre membri – dichiara Scutellà – impone una riflessione profonda e rigorosa».
Per la consigliera regionale, il punto è capire se la transizione risponda a reali esigenze industriali oppure a logiche di riequilibrio politico. «Il nostro compito – aggiunge – è garantire che questa transizione risponda a reali esigenze industriali e non a dinamiche di posizionamento politico».
Scutellà richiama quindi le dichiarazioni della maggioranza di centrodestra sui risultati gestionali di Sacal, spesso indicata come società capace di registrare numeri positivi, crescita dei passeggeri e bilanci in attivo.
«Davanti a questo scenario, sbandierato con orgoglio dal presidente Occhiuto – afferma – il cambiamento dell’attuale formula appare decisamente contraddittorio. Se l’assetto attuale si è dimostrato così efficace, come mai viene modificato e allargato?».
La capogruppo pentastellata precisa che ogni modifica dell’assetto societario deve essere supportata da motivazioni tecniche oggettive. Ma avverte: «Non vorremmo che si tratti di necessità di bilanciamento politico di potere».
Altro tema sollevato riguarda i costi. Il passaggio a un organo collegiale, sottolinea Scutellà, comporterebbe «un aumento strutturale dei costi di governance».
Per questo il Movimento 5 Stelle annuncia attenzione su ogni fase del percorso: «Monitoreremo la quantificazione dei compensi e pretenderemo che la scelta di abbandonare l’amministratore unico sia supportata da una motivazione analitica e dettagliata, così come espressamente richiesto dalla legge».
Scutellà richiama anche il ruolo degli organi di controllo, a partire dalla Corte dei Conti, sostenendo che eventuali aumenti ingiustificati della spesa o violazioni dei vincoli di spending review dovrebbero essere sottoposti al vaglio della magistratura contabile.
«La gestione del denaro pubblico – conclude – esige rigore e trasparenza. Ogni risorsa va investita per sanare i cronici ritardi dei nostri trasporti, non per moltiplicare le poltrone».