1 ora fa:Vinitaly and the City, i Cuochi Pittagorici e il CREA insieme a Sibari: ricerca e cucina identitaria si incontrano
2 ore fa:Il carcere oltre le criticità: una settimana tra musica, arte e affetti familiari
3 ore fa:Corigliano-Rossano piange Michele Pasquariello, sovrintendente della Polizia di Stato
57 minuti fa:Morano, strategie urbanistiche e memoria: verso la conclusione di due interventi del PNRR
2 ore fa:Corigliano Volley al Volley Mercato di Bologna: parte la nuova avventura in Serie A3
Adesso:Aeroporto della Sibaritide, tutti si muovono. Tranne Corigliano-Rossano
27 minuti fa:Olio, Coldiretti contro le miscelazioni: «Basta extravergine che inganna i cittadini»
3 ore fa:Luciana Dragone nominata responsabile di Noi Moderati Donne a Castrovillari
1 ora fa:Il Team Palaeventi pronto a sfidare nuovamente lo Stretto di Messina
3 ore fa:Trebisacce porta in Regione le priorità dell'Alto Ionio: confronto con Occhiuto su sanità, mobilità e sviluppo

Aeroporto della Sibaritide, tutti si muovono. Tranne Corigliano-Rossano

4 minuti di lettura

CORIGLIANO-ROSSANO - Sembra che l’aeroporto della Sibaritide non sia più un vecchio sogno nostalgico. Qualcosa, nella Calabria del nord-est, ha ricominciato a muoversi. In ordine sparso, certo. Con traiettorie diverse, a volte parallele, a volte ancora tutte da verificare. Ma il tema è tornato nell’agenda politica. E questa, senza dubbio, è una buona notizia.

Si muove Castrovillari, con Libertà è Democrazia che ha riaperto il dossier dell’antico progetto di scalo sibarita, ricordando la società mista pubblico-privata costituita nel 2000 da un sindaco lungimirante come fu Franco Fortunato, la dotazione iniziale, l’individuazione dell’area e il ruolo che allora ebbero amministratori, Comuni e imprenditori.

Si muove Cassano Jonio, dove il sindaco Gianpaolo Iacobini ha annunciato l’avvio di un iter progettuale, già depositato in Comune, per l’ampliamento dell’attuale aviosuperficie di Sibari con l’obiettivo di trasformarla in pista RAM, cioè in infrastruttura dedicata alla mobilità aerea regionale e di medio-breve raggio.

Si muove Trebisacce, con il sindaco Franco Mundo che, proprio ai microfoni dell’Eco in Diretta, nelle settimane scorse aveva annunciato la volontà di riaprire in modo concreto il confronto territoriale sull’aeroporto di Sibari, d’intesa proprio con il Comune di Cassano, attraverso un primo incontro pubblico.

E si muove anche l’Alto Jonio interno, dove dal Comune di Plataci è partita un’iniziativa istituzionale sostenuta dal geometra Domenico Stamati e portata avanti dall’assessore delegato Domenico Brunetti.

Insomma, qualcosa si muove. Si muove al centro e in periferia, si muove nei piccoli Comuni, si muove nei centri che storicamente rivendicano un ruolo nell’Alta Calabria, si muove nelle amministrazioni che vedono nello scalo una possibilità di sviluppo turistico, agricolo, logistico e territoriale.

Poi c’è Corigliano-Rossano, o meglio, la classe politica espressione di Corigliano-Rossano che sembra stia aspettando l'OK da una non definita torre di controllo.

La città più grande della Provincia di Cosenza, la terza della Calabria, il Comune nato dalla fusione che avrebbe dovuto assumere naturalmente una funzione di guida nel quadrante della Sibaritide, che resta silenziosa. Nessuna iniziativa politica forte, né da un lato né dall'altro degli schieramenti politici. Nessuna mozione, nessuna proposta pubblica, nessun tavolo. Nessun sussulto, insomma. Eppure, se c’è una città che avrebbe peso per riaprire seriamente la vertenza aeroporto, quella città è proprio Corigliano-Rossano.

Per dimensione demografica. Per centralità geografica. Per rappresentanza politica. Per capacità potenziale di raccordo in un territorio vasto e articolato e anche per il peso, tutt’altro che marginale, che oggi esprime nei livelli provinciali, regionali e nazionali.

Il problema è che a Corigliano-Rossano, troppo spesso, la politica sembra attendere prima di parlare. Aspetta gli ordini di scuderia. Aspetta di capire se un argomento si può affrontare o meno. Aspetta di comprendere da quale parte arriverà il vento. E così, mentre altri Comuni aprono dossier, convocano riunioni, rilanciano vecchi atti, annunciano incontri e provano a mettere in fila proposte, la città che dovrebbe guidare il processo rimane alla finestra.

Eppure l’occasione esisterebbe già. Si chiama Terrae Magna Graecia. La rete dei Comuni voluta proprio da Corigliano-Rossano, nata con l’ambizione di costruire una destinazione turistica della Calabria del nord-est, oggi riunisce decine di amministrazioni del territorio. Quale sede migliore per inserire all’ordine del giorno la questione aeroporto? Quale organismo più coerente per discutere una mozione comune, ampia, istituzionale, capace di chiedere alla Regione il reinserimento dell’aeroporto della Sibaritide nel Piano regionale dei Trasporti? Quale momento migliore per dare un senso ad un organismo che oggi tanto senso, a dire il vero, sembra non averlo?

Perché la questione, oggi, è esattamente questa. Se il nuovo Piano regionale dei Trasporti è stato redatto nei mesi scorsi ed è ora al vaglio delle commissioni consiliari di Palazzo Campanella, questo è il momento politico per intervenire. Non tra un anno. Non quando il documento sarà blindato. Non quando la questione sarà di nuovo archiviata come una lamentela di provincia. Ora.

La Calabria del nord-est, peraltro, non è affatto priva di rappresentanza regionale. In quest’area gravitano sette consiglieri regionali su trenta: Luciana De Francesco di Corigliano-Rossano, Filomena Greco di Cariati, Ferdinando Laghi di Castrovillari, Rosellina Madeo di Corigliano-Rossano, Riccardo Rosa di Castrovillari, Elisabetta Santoianni di Castrovillari ed Elisa Scutellà di Corigliano-Rossano. A questi si aggiungono due assessori regionali pesanti: Gianluca Gallo, di Cassano all’Ionio, con deleghe legate non solo all'Agricoltura ma anche alla Mobilità sostenibile (che ha ridisegnato proprio il Piano regionale trasporti, cassando l'aeroporto di Sibari), e Pasqualina Straface, di Corigliano-Rossano, a capo del grande ambito del Welfare.

Una pattuglia politica che, se decidesse davvero di muoversi in modo coordinato, avrebbe tutti i numeri per portare il tema dentro il dibattito regionale. E invece, finora, l’unico ad aver manifestato pubblicamente la disponibilità a presentare un emendamento al Piano regionale dei Trasporti per il reinserimento dell’aeroporto di Sibari - almeno a parole - è stato il consigliere regionale cosentino Orlandino Greco. Certo, è bene chiarire, che un aeroporto nella Piana di Sibari non sarebbe assolutamente l'orticello di casa della Calabria del nord-est ma diventerebbe un hub logistico e trasportistico per tutta la provincia.

Pertanto, il tema aeroporto non può essere ridotto a una bandierina localistica. Non è la guerra tra Sibari e il resto della Calabria. Non è una rivendicazione da campanile. Tutt'altro. È una questione di accessibilità, competitività e diritto alla mobilità di un’area vasta che oggi continua a vivere ai margini delle grandi connessioni.

La Sibaritide produce agricoltura di qualità, ospita uno dei parchi archeologici più importanti del Mediterraneo, ha chilometri di costa, un potenziale turistico ed esperienziale importantissimo ed è l'unica area della Calabria che ha connessioni dirette con i territori limitrofi, quelli che si affacciano oltre regione. Eppure resta lontana dagli aeroporti, lontana dall’Alta Velocità, lontana dai grandi flussi. E un territorio che resta difficile da raggiungere può anche avere tutte le potenzialità del mondo, continuerà a partire svantaggiato.

Per questo la discussione deve tornare a essere seria. Senza slogan ma con un fronte istituzionale largo, possibilmente allargato anche all'intera Valle del Crati. capace di mettere insieme la memoria degli atti già prodotti, la verifica tecnica delle ipotesi oggi percorribili ed il vecchio progetto dello scalo di terzo livello con il rapporto con la logistica agricola e turistica.

Tutto questo richiede una cabina di regia territoriale. E Corigliano-Rossano non può fingere di non vedere.

La città nata per unire, almeno su questo, dovrebbe smettere di aspettare. Dovrebbe convocare. Proporre. Deliberare. Chiedere ai suoi rappresentanti regionali e nazionali di assumere una posizione pubblica e motivata.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.