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Sibari-Sila, la Provincia riapre il dossier sull’eterna incompiuta dei viadotti nel nulla

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COSENZA - Se alcune strade provinciali gridano vendetta per considerazione e manutenzione, ce ne sono altre che, invece, ancora non esistono o esistono parzialmente, letteralmente sospese nel paesaggio come promesse interrotte. La Sibari-Sila appartiene a questa seconda categoria: viadotti, gallerie, piloni, tratti costruiti e mai entrati davvero nella vita quotidiana del territorio. Un’infrastruttura pensata per collegare la Piana di Sibari con Acri e la Sila, attraverso l’innesto con la strada di Tarsia, e diventata negli anni una delle incompiute più imbarazzanti della Calabria del nord-est.

Il progetto nasceva come grande collegamento tra la piana a nord e l’altopiano silano sud. Già nel 2009 la Provincia di Cosenza presentava la Sibari-Sila come un’opera destinata a rompere l’isolamento di Acri, San Demetrio Corone e degli altri comuni dell’area arbereshe.

Poi il tempo si è fermato. Secondo quanto ricostruito da Eco dello Jonio, l’opera avrebbe dovuto svilupparsi per circa 20 chilometri, ma oggi restano realizzati soltanto tratti parziali, con gallerie e viadotti su pochi chilometri di tracciato: un cantiere fermo da anni, nato per accorciare le distanze e finito per rappresentare fisicamente la distanza tra annunci, finanziamenti e risultati. Tutto questo avendo già speso qualcosa come 42 milioni di euro per collegare il nulla... con il nulla

Nel 2023, sempre sulle pagine del nostro giornale, avevamo raccontato il paradosso di un’infrastruttura per la quale erano stati spesi milioni di euro e che, nonostante la presenza di opere già costruite, continuava a non servire realmente il territorio. In quello stesso filone era emersa anche l’ipotesi di un nuovo progetto e la richiesta di ulteriori risorse per completare l’opera.

Ora il tema torna sul tavolo della Provincia di Cosenza e del nuovo presidente Biagio Faragalli che - lo aveva detto - vuole dare maggiore considerazione a tutte quelle infrastrutture rimaste nell'ombra negli ultimi anni. Dopo il punto sul bypass della Diga di Tarsia, abbiamo chiesto all’assessore provinciale alla Viabilità e Manutenzione, Giuseppe Turano, quale sia il destino della Sibari-Sila.

Assessore Turano, dopo la strada della Diga di Tarsia c’è un’altra incompiuta che pesa come un macigno sulla viabilità del nord-est: la Sibari-Sila. Parliamo del collegamento tra la strada di Tarsia, Acri e quindi la Sila. La Provincia intende andare avanti? «Sì, l’intenzione è proseguire. C’è tutta la volontà, da parte della Provincia di Cosenza e della Regione Calabria, di riaprire concretamente questa questione e di provare a portarla a compimento. Parliamo di un’opera importante, che riguarda non solo Acri o San Demetrio Corone, ma l’intero sistema dei collegamenti tra la Sibaritide, l’area interna, il territorio arbereshe e l’altopiano silano».

A che punto siamo oggi? Qual è il prossimo passaggio concreto? «Abbiamo trasmesso tutti i documenti alla Regione Calabria per redigere la nuova convenzione. È il primo passaggio necessario per rimettere l’opera dentro un percorso amministrativo corretto e condiviso».

Quindi il dossier non è fermo nei cassetti della Provincia? «No. O meglio, non è fermo adesso. Gli atti sono stati trasmessi. Adesso il passaggio necessario è la nuova convenzione con la Regione. È quello lo strumento che deve consentire di riaprire il procedimento, definire il quadro delle competenze, verificare le risorse e capire come procedere».

Quando si potrà capire se la Sibari-Sila ripartirà davvero? «Dopo la definizione della nuova convenzione. Quello è il prossimo step. Una volta completato quel passaggio, sarà possibile ragionare sulle fasi successive. È chiaro che non possiamo dire che la strada si fa domani, perché venderemmo fumo ai cittadini che aspettano questa arteria da decenni. Oggi servono tempi amministrativi, risorse da intercettare e una programmazione seria. Però si sta lavorando per individuare una via concreta da percorrere che consenta di far ripartire i lavori».

Il territorio però vede da anni viadotti e gallerie lasciati incompiuti. Che risposta si può dare oggi ai cittadini? «La risposta è che c’è attenzione particolare per la mobilità di questo territorio. Sappiamo bene che si tratta di un’opera attesa, complessa e rimasta troppo a lungo sospesa. Ma proprio per questo non vogliamo limitarci agli annunci. Bisogna ricostruire correttamente il quadro amministrativo e finanziario e capire come portare avanti l’intervento in modo sostenibile».

Quindi non siamo ancora alla fase del cantiere, ma alla fase dell’accordo istituzionale? «Esatto. Il prossimo passaggio è la nuova convenzione con la Regione Calabria, anche per individuare risorse ed eventualmente definire competenze. È da lì che bisogna ripartire. La volontà c’è. L’obiettivo è garantire al territorio arbereshe un accesso più rapido alle grandi vie di comunicazione e migliorare i collegamenti tra l’area ionica, Acri e la Sila».

Si potrebbe procedere anche per lotti funzionali, quindi senza attendere necessariamente il completamento dell’intero tracciato in un’unica soluzione? «È una delle ipotesi su cui si sta ragionando. Bisogna studiare un modo serio e praticabile per riprendere i lavori e portarli a compimento, anche eventualmente attraverso lotti funzionali. Questo consentirebbe di procedere passo dopo passo, step by step, realizzando parti utili dell’opera e non lasciando tutto fermo in attesa di un finanziamento complessivo».

Assessore, si può dire che la Sibari-Sila non è archiviata? I«Sì, non è archiviata. Abbiamo trasmesso la documentazione alla Regione proprio per procedere con la nuova convenzione e provare a rimettere l’opera sul binario giusto. Serve realismo, perché i tempi e le risorse non si inventano. Ma serve anche determinazione, perché questa infrastruttura può avere un valore importante per la mobilità e per lo sviluppo di un territorio che chiede collegamenti più rapidi, sicuri e moderni».

Insomma, la Sibari-Sila non ha ancora una data di ripartenza. Non c’è un cronoprogramma di cantiere, non c’è una data di apertura, non c’è ancora il passaggio dalla carta alle ruspe. Ma c’è un elemento politico-amministrativo nuovo: la Provincia, almeno nel verbo e nel predicato dei documenti, ha rimesso in moto le procedure per porre la parola fine ad una delle incompiute più incredibili della Calabria.

Certo, è poco, rispetto ai viadotti e alle gallerie che da anni segnano il paesaggio dell’Arberia senza completare il collegamento promesso. Ma è il primo passaggio da verificare. E soprattutto è il punto da cui capire se la Sibari-Sila resterà un monumento allo spreco o se potrà tornare ad essere, un lotto alla volta, una strada vera.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.