Bypass della Diga di Tarsia, dopo le promesse ecco la verità. Turano: «Aspettiamo svincolo fondi Governo»
L’assessore provinciale alla Viabilità fa il punto sull’opera attesa da anni lungo la Cosenza-Sibari: certificati trasmessi al Mit, soluzione tecnica definita, ma per l’apertura serve l’ultima tranche di risorse
CORIGLIANO-ROSSANO - La strada della Diga di Tarsia resta uno dei nodi irrisolti della viabilità provinciale tra Cosenza e la Calabria del nord-est. Un’arteria strategica, perché collega Cosenza e l’area interna del Crati con la direttrice verso la Sibaritide e Corigliano-Rossano, ma anche una delle opere più tormentate degli ultimi anni. Nonostante, però, le rassicurazioni che erano giunte dalla stessa Provincia, competente sull’arteria, alla vigilia delle ultime elezioni per l’elezione del nuovo Presidente e per il rinnovo del Consiglio comunale, oggi l’iter per l’apertura di quel tratto di strada, sembra ancora meno semplice di come era stato descritto nei mesi scorsi.
Il tratto rientra nei lavori di nuova costruzione e parziale adeguamento della strada Cosenza-Sibari, tra lo svincolo autostradale di Tarsia e la SS 106 bis. Già nel 2021 la Provincia aveva consegnato i lavori del secondo lotto, con un investimento superiore ai 15 milioni di euro e l’obiettivo di migliorare sicurezza e tempi di percorrenza lungo l’attuale SP 197, conosciuta come strada della Diga di Tarsia.
Nel giugno 2024 una parte dell’intervento è stata riaperta: circa tre chilometri, due gallerie e l’adeguamento di alcuni tratti della sede stradale. Ma all’appello è rimasto il nodo più atteso: la galleria bypass con i relativi viadotti di Cozzo Castello e i restanti chilometri dell’arteria.
Su questo punto, nei mesi scorsi, la Provincia di Cosenza aveva annunciato il recupero di circa 1,9 milioni di euro per completare l’intervento relativo al primo lotto, dopo il parere positivo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla disponibilità delle somme. Ora la domanda è una sola: quando aprirà davvero il bypass della Diga di Tarsia?
Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Turano, assessore provinciale di Cosenza con deleghe a Viabilità e Manutenzione.
Assessore Turano, partiamo dalla domanda che interessa automobilisti, pendolari e amministratori del territorio: a che punto è il bypass della Diga di Tarsia? «Abbiamo terminato i collaudi e abbiamo trasmesso al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT) tutti i certificati necessari. Questo significa che, per la parte tecnica e amministrativa di nostra competenza, il lavoro propedeutico è stato completato».
Quindi la soluzione per completare l’opera è stata individuata? «Sì. La soluzione è stata definita. Il punto oggi non è più capire come intervenire, ma attendere lo svincolo delle somme necessarie per ultimare i lavori».
Di quali somme parliamo? «Parliamo di circa 2 milioni di euro. Sono risorse necessarie per completare gli ultimi interventi e arrivare finalmente all’apertura del tratto».
Il Ministero ha già ricevuto la documentazione? «Sì. I certificati sono stati trasmessi. Adesso attendiamo lo svincolo delle somme da parte del Ministero».
Si può indicare una data certa per l’apertura? «La data certa potrà essere indicata nel momento in cui avremo lo svincolo delle risorse. Noi abbiamo fatto la nostra parte: collaudi conclusi, certificati inviati, quadro tecnico definito. Appena arriverà il via libera finanziario, si potrà procedere con l’ultimazione dei lavori».
Però il territorio aspetta da anni. È possibile almeno dire se siamo davanti all’ultimo passaggio? «Siamo in una fase decisiva. Non stiamo parlando di un’opera da ripensare o da riprogrammare da zero. Il percorso è stato ricostruito, la documentazione è stata trasmessa e le risorse sono state individuate. Ora serve l’ultimo passaggio ministeriale».
Assessore, perché questo tratto è così importante? «Perché non riguarda solo Tarsia. È un collegamento fondamentale per tutta la mobilità tra l’area urbana di Cosenza, la Valle del Crati e la Sibaritide. La Provincia considera questa infrastruttura strategica, anche perché può migliorare sicurezza, percorrenza e accessibilità verso la Calabria ionica».
Possiamo dire che il bypass della Diga di Tarsia aprirà appena saranno materialmente disponibili i fondi? «Sì. Lo svincolo delle somme è la condizione necessaria per completare i lavori. Una volta ottenuto, si potrà procedere verso l’ultimazione e l’apertura».
La risposta politica, dunque, c’è: la Provincia sostiene di aver chiuso la fase dei collaudi e di aver trasmesso i certificati al Ministero. La risposta amministrativa, invece, è ancora sospesa allo svincolo dei fondi. Ed è qui che si gioca l’ultimo miglio di un’opera diventata simbolo delle incompiute della viabilità nel nord-est della Calabria: senza quei circa 2 milioni di euro, il bypass resta chiuso; con il trasferimento delle somme, la Provincia potrà finalmente completare il cantiere e indicare una data di apertura.