Vacanze tra Jonio e Pollino, il vescovo Savino: «Mare e montagna sono aule di teologia»
Il messaggio di mons. Francesco Savino a chi sceglie le località della Diocesi di Cassano all’Ionio: «La gratitudine è la vera contabilità del cuore»
CASSANO JONIO - Un invito a vivere il tempo dell’estate non solo come pausa, ma come occasione di ascolto, memoria, gratitudine e contemplazione. È il messaggio che mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio, rivolge a quanti scelgono come meta delle proprie vacanze le località ricadenti nel territorio diocesano, tra il mare dello Ionio e le montagne del Pollino.
«Vi propongo un esercizio semplice e serissimo per queste settimane – scrive il vescovo –: prendete un quaderno, sedetevi in un luogo che amate, e rispondete con calma a tre domande. Dove sono cresciuto, quest’anno? Dove e chi ho amato? Dove e da chi sono stato amato?».
Per Savino, l’estate può diventare un tempo di bilancio interiore, lontano dalla frenesia quotidiana e capace di riportare ciascuno all’essenziale. «Scoprirete – aggiunge – che la gratitudine è la vera contabilità del cuore».
Il vescovo richiama quindi sant’Agostino, ricordando l’anima come «un palazzo dai vasti recessi», dove spesso custodiamo tesori dimenticati. Da qui il riferimento alle celebri parole delle Confessioni: «Sero te amavi», tardi ti ho amato, e «Fecisti nos ad te, et inquietum est cor nostrum donec requiescat in te», ci hai fatti per Te, e il nostro cuore vive inquieto finché riposa in Te.
Nel messaggio, mons. Savino guarda poi alla bellezza concreta del territorio della Diocesi di Cassano all’Ionio, definendola una vera occasione spirituale.
«La nostra terra ci offre d’estate una doppia cattedra: il mare e la montagna. Lo Ionio che si accende all’alba e il Pollino che custodisce faggete secolari e silenzi altissimi sono per noi molto più che mete turistiche: sono aule di teologia».
La contemplazione del creato diventa così anche responsabilità. Savino richiama Papa Francesco e la Laudato Si’, ricordando che il mondo è «un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode».
«La contemplazione – sottolinea il vescovo – è la forma più alta del rispetto, ed è anche la radice di ogni vera custodia del creato».
Un messaggio che unisce spiritualità, territorio e cura dell’ambiente, invitando turisti, fedeli e comunità locali a guardare alle vacanze non soltanto come consumo di luoghi, ma come esperienza di relazione: con sé stessi, con gli altri, con Dio e con la bellezza fragile della terra che si attraversa.