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SS106, dopo l'ennesima tragedia i residenti di Momena denunciano: «Costretti in uno svincolo abusivo»

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CORIGLIANO-ROSSANO - L’incidente mortale avvenuto lungo la Statale 106 all’altezza di c/da Cutura-Sant’Irene nel pomeriggio di martedì 26 maggio scorso, e a seguito del quale ha perso la vita il giovane Pietro Aloisio, ha squarciato ancora di più la piaga grondante di sangue della strada della morte.

Su questo lembo d’asfalto della Calabria orientale ogni anno si infrangono le vite e i sogni di tante persone – troppe - e, ogni volta, si innescano processi, più silenziosi ma terribili, quelli del dolore profondo in chi resta.

Ma l’evento di due giorni fa ha riacceso anche la rabbia e la paura delle famiglie che vivono lungo la strada che conduce – da quello svincolo maledetto – a contrada Momena. Quel tragico schianto che è costato la vita al centauro è avvenuto proprio all’altezza di quello che i residenti definiscono da tempo un accesso «abusivo, pericoloso e ignorato». Eppure necessario.

Una tragedia annunciata, secondo chi quotidianamente percorre quel tratto di strada per raggiungere le proprie abitazioni o le proprietà terriere della zona. Famiglie intere che denunciano da anni l’assenza di alternative stradali sicure e la totale mancanza di interventi di messa in sicurezza.

«Non abbiamo altri accessi» racconta il portavoce dei residenti esasperato. «Per entrare o uscire dalle nostre abitazioni siamo costretti a immetterci sulla Statale 106 attraverso uno svincolo che tutti sanno essere pericoloso. Lo facciamo più volte al giorno, ogni giorno, con il timore costante che possa accadere qualcosa».

A rendere ancora più rischioso l’accesso sulla statale è anche la scarsa visibilità in fase di immissione. Secondo quanto denunciano le famiglie della zona, imboccando la SS 106 da quello svincolo, il lato sinistro della carreggiata risulta praticamente invisibile a causa della visuale completamente oscurata. Una condizione che obbliga gli automobilisti ad avanzare quasi “alla cieca”, esponendosi al rischio di impatti improvvisi con i veicoli in transito su un’arteria ad alta velocità.

Al netto delle dinamiche dello scontro sulle quali sono al lavoro le Forze dell’Ordine - intente a ricostruire esattamente cosa è accaduto in quegli istanti - dopo il drammatico incidente, la tensione è salita ulteriormente. Le famiglie chiedono risposte alle istituzioni competenti, denunciando una situazione che definiscono ormai insostenibile. Il problema - spiegano - non riguarda soltanto la regolarità dello svincolo, ma soprattutto la sicurezza di chi vive nella zona.

Secondo i residenti, l’assenza di collegamenti alternativi costringe decine di persone – lavoratori e famiglie con bambini - a utilizzare quotidianamente quell’accesso sulla SS 106, una delle arterie più pericolose del territorio. Un tratto già segnato in passato da incidenti e criticità, ma che continua a rimanere privo di adeguate soluzioni infrastrutturali.

La richiesta avanzata è quella di garantire una strada alternativa con accesso regolare e sicuro alle abitazioni. «Non vogliamo aspettare un’altra vittima» dichiarano con amarezza i residenti, che dopo l’ennesima tragedia chiedono con urgenza soluzioni tempestive e, soprattutto, ascolto.

Rita Rizzuti
Autore: Rita Rizzuti

Nata nel 1994, laureata in Scienze Filosofiche, ho studiato Editoria e Marketing Digitale. Amo leggere e tutto ciò che riguarda la parola e il linguaggio. Le profonde questioni umane mi affascinano e mi tormentano. Difendo sempre le mie idee.