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Tarsia riporta Severino nel suo Pantheon: gli studenti al MUSA di Napoli sulle tracce del medico dimenticato

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TARSIA – Prima ancora di celebrare Marco Aurelio Severino, bisogna riconoscerlo. Prima ancora di intitolargli premi, bisogna riportarlo nella coscienza della sua terra. È da questa consapevolezza che il Comune di Tarsia ha accompagnato gli studenti della scuola secondaria di primo grado al Museo Universitario delle Scienze e delle Arti di Napoli, nel Complesso di Santa Patrizia, dove è custodita una parte significativa dell’eredità scientifica del medico tarsiano, considerato pioniere della chirurgia vascolare e tra i fondatori dell’anatomia comparata.

Il viaggio formativo si inserisce nel percorso avviato dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Ameruso per riportare Severino dentro il racconto identitario della Calabria. Un percorso partito dalla presentazione del volume “Il medico a rovescio. Marco Aurelio Severino nell’Europa del Seicento” di Aurelio Musi, edito da Rubbettino, e destinato a proseguire con il Premio Marco Aurelio Severino, in programma a novembre, in coincidenza con l’anniversario della morte.

Per Ameruso, il punto è culturale prima ancora che celebrativo. Quanto accaduto a figure come Lilio, Bruno da Longobucco e allo stesso Marco Aurelio Severino racconta una fragilità antica: patrimoni di valore universale dimenticati prima di tutto nella propria terra.

«Se noi stessi non ci occupiamo dei nostri patrimoni, materiali e immateriali – è il messaggio del sindaco – non possiamo stupirci se altri o altrove non li riconoscono, non li tutelano e non li raccontano». Da qui la scelta di partire dalle scuole, portando gli studenti nei luoghi in cui quella memoria è conservata, studiata e resa visibile.

All’iniziativa hanno preso parte 60 persone, tra studenti, docenti e amministratori. Il gruppo era composto da 43 ragazzi delle classi prima, seconda e terza media del plesso di Tarsia dell’Istituto Comprensivo di Terranova da Sibari, intitolato proprio a Marco Aurelio Severino.

Insieme al sindaco hanno partecipato l’assessore all’Ambiente Gianclaudio Scaglione, i consiglieri comunali Roberto Cannizzaro, delegato alla Cultura, e Giuseppe Covucci, la dirigente scolastica Maria Letizia Belmonte, il direttore museale Flavio Casella, i conservatori Sara Scarola e Sara Aloia, e i docenti Sara Viciconte, Mariangela Tricoli, Domenico Pignataro e Luca Piragine.

La visita al MUSA è stata anche occasione per rilanciare il progetto di una borsa di studio Severino destinata agli universitari, pensata per sostenere ricerche sul patrimonio ancora inedito legato al medico tarsiano.

«Per noi non è esercizio di orgoglio locale – sottolinea Ameruso – ma antidoto civile: serve a riconoscere la nostra identità, organizzarla, proteggerla e trasformarla in reputazione, formazione e sviluppo, senza alcuna oicofobia. E partendo dalle scuole».

A guidare gli studenti nel percorso museale è stato Michele Papa, docente del Museo, che ha illustrato contenuti e collezioni, catturando soprattutto l’attenzione dei ragazzi. Uno degli aspetti più significativi è stata la scoperta del contributo dato da personalità calabresi allo sviluppo della medicina del Cinquecento e del Seicento.

Grazie alla guida attivata via wi-fi, alcuni studenti hanno potuto approfondire curiosità personali e ricevere risposte durante la visita, trasformando il museo in uno spazio interattivo, vicino al loro linguaggio e capace di rendere viva una storia che altrimenti rischierebbe di restare confinata nei libri.

A rendere più concreta la connessione tra Severino, medicina e storia della scienza è stato anche il contributo del consigliere Giuseppe Covucci, intervenuto nelle vesti di medico. Covucci ha illustrato agli studenti alcune tecniche di chirurgia vascolare utilizzate all’epoca, aiutandoli a comprendere come la figura di Severino appartenga alla storia reale dell’evoluzione del sapere medico, dell’osservazione del corpo umano e della sperimentazione chirurgica.

Il viaggio a Napoli diventa così una tappa di avvicinamento al Premio Marco Aurelio Severino e, più in generale, alla costruzione di una narrazione nuova per Tarsia. Non una memoria da esibire una volta l’anno, ma un patrimonio da studiare, condividere, trasformare in formazione e coscienza collettiva.

L’obiettivo è chiaro: far rientrare Severino nel Pantheon dei Marcatori Identitari Distintivi della Calabria Straordinaria. Non per nostalgia, ma per futuro. Perché un territorio che riconosce i propri giganti smette di sentirsi periferia e comincia a raccontarsi per ciò che davvero è stato, è e può tornare a essere.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.