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Borghi calabresi, pronti alla “Marcia su Roma” contro lo spopolamento

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CORIGLIANO-ROSSANO – Non è più una suggestione, né un semplice appello. È una linea politica che come una vena di lava nella terra prende corpo giorno dopo giorno e che ora punta dritta alla Capitale. Sì perché dai borghi dell’entroterra calabrese si sta alzando una voce sempre più compatta che vede insieme sindaci ed emigrati, pronti a una vera e propria “marcia su Roma” per chiedere un decreto nazionale contro lo spopolamento dei piccoli centri.

A fare da detonatore è stata l’iniziativa del sindaco di Dinami, Antonino Di Bella, che nei giorni scorsi ha scritto alle istituzioni italiane ed europee denunciando il peso insostenibile della fiscalità immobiliare nei piccoli comuni. Una presa di posizione netta, che però si innesta su un percorso già tracciato.

Perché il tema non è nuovo. Già un anno fa, infatti, proprio dalle pagine dell’Eco dello Jonio era stato l’imprenditore italo-svizzero, originario di Paludi, Carlo Bauleo, a sollevare la questione, proponendo alla Regione Calabria la defiscalizzazione dei materiali da costruzione e ristrutturazione per rilanciare il mercato immobiliare e il turismo delle radici (leggi qui la notizia).

Oggi quelle due spinte – quella istituzionale e quella degli emigrati – si saldano, trasformandosi in una piattaforma condivisa che guarda direttamente al Parlamento.

La proposta: un “Decreto Piccoli Borghi”

L’obiettivo è chiaro: ottenere un provvedimento urgente, sul modello dei decreti adottati per energia e carburanti. Un “Decreto Piccoli Borghi” che metta in campo misure straordinarie per salvare i comuni sotto i 3mila abitanti.

Tra i punti già sul tavolo: la riduzione della tassazione sugli immobili, soprattutto per i residenti all’estero; la defiscalizzazione degli interventi edilizi e dei materiali; incentivi al recupero delle abitazioni; politiche per attrarre nuovi residenti e investitori.

Una strategia chiara che parte da un dato ormai evidente: le case nei borghi non sono più una risorsa, ma un costo che spinge all’abbandono e alla svendita.

La mobilitazione: “Più sindaci, più forza”

È su questo terreno che si costruisce la mobilitazione. L’idea è quella di coinvolgere tutti i sindaci dell’entroterra calabrese, creando un fronte compatto capace di pesare nelle scelte nazionali. Da qui, dunque, portare la vertenza direttamente nella Capitale, fino a Montecitorio, con la possibilità già sul tavolo di organizzare una seduta presso l’ufficio stampa della Camera per dare voce istituzionale alla richiesta.

Un passaggio che segnerebbe il salto da iniziativa territoriale a vertenza politica nazionale. Decisivo, in questo, sarà anche il ruolo dell’ANCI, chiamata a sostenere e coordinare la mobilitazione. L’obiettivo è trasformare una battaglia locale in una piattaforma condivisa da tutti i piccoli comuni italiani. Nel mirino, una presa di posizione parlamentare urgente, capace di tradurre le richieste in norme concrete e tempi certi.

Di fondo, quella che arriva da piccoli borghi calabresi, con la pretesa di allargare sempre di più il fronte, non è solo una questione fiscale ma una vera e propria sfida che riguarda il futuro stesso dei territori interni.

Perché dietro le case chiuse e i numeri dello spopolamento c’è il rischio concreto di perdere intere comunità, identità, economie locali. Ma allo stesso tempo c’è anche una possibilità: trasformare quei borghi in poli di attrazione, legati al turismo, al ritorno degli emigrati, a nuove forme di residenzialità.

Redazione Eco dello Jonio
Autore: Redazione Eco dello Jonio

Ecodellojonio.it è un giornale on-line calabrese con sede a Corigliano-Rossano (Cs) appartenente al Gruppo editoriale Jonico e diretto da Marco Lefosse. La testata trova la sua genesi nel 2014 e nasce come settimanale free press. Negli anni a seguire muta spirito e carattere. L’Eco diventa più dinamico, si attesta come web journal, rimanendo ad oggi il punto di riferimento per le notizie della Sibaritide-Pollino.