Carcere di Rossano nel caos, i sindacati esplodono: «Topi, ritardi nei pagamenti e diritti calpestati»
Sappe, Sinappe e Uilpa denunciano una situazione «aberrante» nella Casa di Reclusione: buoni pasto fermi da giugno 2024 e missioni non pagate. Al via la procedura legale di tutela
CORIGLIANO-ROSSANO - La tensione nella Casa di Reclusione di Rossano esplode in una denuncia durissima delle organizzazioni sindacali Sappe, Sinappe e Uilpa, che parlano apertamente di condotta antisindacale, diritti contrattuali violati e criticità organizzative, gestionali e relazionali ormai non più tollerabili.
Il comunicato si apre con un titolo che è già una dichiarazione di rottura: «Ora basta..!!!». Le sigle sindacali, infatti, sostengono di aver rappresentato più volte le criticità dell’istituto di località Ciminata, tra l'altro classificato di “primo livello”, denunciando una situazione in cui, in diversi giorni della settimana, la struttura risulterebbe priva in sede del direttore, del comandante del reparto e persino del vice comandante.
Il nodo più pesante riguarda l’area amministrativo-contabile. Secondo i sindacati, nonostante gli impegni assunti dalla Direzione e nonostante l’arrivo a Rossano del Provveditore regionale della Calabria per sollecitare una rapida soluzione, la vicenda avrebbe assunto una piega «a dir poco aberrante», con una «totale inefficienza» da parte dello stesso organo contabile.
Nel mirino finisce proprio la gestione capo-area amministrativo-contabile, inviata in missione nel carcere rossanese da oltre tre anni. I sindacati parlano di atteggiamenti ostruzionistici e di un clima interno tutt’altro che sereno. Ma l’elenco delle contestazioni non finisce qui ed è pesante. Le organizzazioni denunciano anche la mancata remunerazione da oltre sette mesi del personale per i servizi di missione svolti, il mancato sviluppo delle missioni ferme agli ultimi mesi dello scorso anno, trattenute ritenute anomale e maggiorate dal 2022, il mancato pagamento dei buoni pasto dal giugno 2024 e la mancata consegna di documentazione richiesta sulla remunerazione degli anni precedenti.
La denuncia però non riguarda solo gli aspetti economici e amministrativi. Sappe, Sinappe e Uilpa segnalano anche criticità igienico-sanitarie, parlando di presenza di topi, scarafaggi e vipere nell’istituto per la mancata erogazione di un servizio di derattizzazione e disinfestazione. A questo si aggiungerebbero il mancato ripristino dei servizi igienici per il personale nelle sezioni e il mancato acquisto di materiale per la manutenzione ordinaria del fabbricato.
Un quadro drammatico, aggravato inoltre - a detta dei Sindacati - dall’atteggiamento della Direzione dell'Istituto, accusata di continuare a giustificare e difendere l’operato della capo-area nonostante le numerose segnalazioni e lamentele, verbali e non.
Da qui la decisione di alzare il livello dello scontro. Le organizzazioni, infatti, hanno fatto sapere di aver dato mandato a un noto studio legale per la tutela dei diritti soggettivi contrattualmente garantiti e per l’accertamento di eventuali responsabilità, riservandosi ulteriori forme di protesta previste dalla normativa vigente.
La vicenda apre un fronte delicatissimo dentro uno degli istituti penitenziari più importanti del Sud Italia. Non si parla soltanto di rivendicazioni sindacali, ma di funzionamento amministrativo, condizioni di lavoro, igiene, sicurezza interna e tenuta organizzativa di una struttura complessa.
Ora la palla passa agli organi competenti. Perché, davanti a una denuncia così circostanziata, servono verifiche rapide, risposte formali e interventi concreti. Il carcere di Rossano non può diventare un luogo in cui problemi amministrativi, ritardi economici e criticità igienico-sanitarie restano sospesi nel silenzio fino alla prossima esplosione sindacale.