Calabria, scontro politico sulle nuove cariche regionali: : AVS chiede referendum contro la riforma della Giunta
Il partito contesta le nuove leggi regionali su sottosegretari e assessori e annuncia il sostegno al comitato referendario per raccogliere firme e bloccare la riforma
CATANZARO - Si infiamma il clima politico in Calabria. L’Alleanza Verdi Sinistra (AVS) ha lanciato un duro atto d’accusa contro la giunta guidata dal Presidente Roberto Occhiuto, contestando apertamente le recenti riforme strutturali approvate dalla maggioranza. Al centro della polemica, l’aumento del numero di sottosegretari e assessori, definito dal coordinamento regionale come un ritorno ai vecchi vizi della politica.
Secondo AVS, i passaggi legislativi compiuti tra la fine del 2025 e l'aprile 2026 rappresentano una forzatura che ignora le reali necessità dei cittadini. Il partito non usa mezzi termini per descrivere le nuove figure istituzionali: «Sottosegretari Regionali e nuovi Assessori servono esclusivamente per raccogliere consenso elettorale e politico», denunciano i rappresentanti del coordinamento, sottolineando come queste nomine portino con sé un carico di «staff, autisti, macchine e quant’altro».
Il Prof. Walter Nocito, portavoce del Coordinamento Regionale, ha ribadito la ferma opposizione alla legge referendaria n. 9 del 2026, puntando il dito contro quella che definisce una corsa alle poltrone. Per AVS, la Calabria non ha bisogno di «prebende e maxi-indennità», bensì di un confronto serio con la società civile e le minoranze, che sarebbe stato «strozzato» dal ritmo accelerato dei lavori consiliari.
La battaglia si sposta ora nelle piazze. L’Alleanza ha annunciato il pieno sostegno al comitato nato a Lamezia Terme, sostenuto anche dal Codacons, per la promozione di un referendum confermativo ex art. 123 della Costituzione. L'obiettivo è ambizioso: raccogliere le firme di un cinquantesimo degli elettori calabresi entro giugno 2026.
«Sosterremo questa battaglia organizzando manifestazioni e banchetti di raccolta firme su tutte le province calabresi», assicurano dal partito. L'iniziativa mira a ridare al popolo elettore il controllo sulle modifiche dello Statuto Regionale, in contrapposizione a una politica accusata di arroccarsi nei propri privilegi. La sfida è lanciata: i prossimi mesi saranno decisivi per capire se la mobilitazione popolare riuscirà a frenare le scelte di Palazzo Campanella.