La macellazione domestica del maiale? Si può (ancora) fare ma ecco tutte le prescrizioni e i corrispettivi da pagare
Il calendario 2025-2026 della macellazione domestica nel Cosentino, gli obblighi verso l’ASP, l’esame trichinoscopico, il ruolo delle persone formate, le tariffe e i controlli a tutela della sicurezza alimentare
CORIGLIANO-ROSSANO - C’è un tempo dell’anno che nelle nostre campagne ha ancora il sapore di una ritualità antica: quello della macellazione domestica del maiale. Un gesto che non è solo produzione di carne, ma memoria collettiva, economia familiare, comunità che si ritrova attorno a un lavoro condiviso.
Per la stagione 2025/2026, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza ha ufficialmente aperto i termini: dal 1° novembre 2025 al 31 marzo 2026 sarà consentita la macellazione dei suini a domicilio, esclusivamente per consumo familiare, nel rispetto di una serie di prescrizioni sanitarie sempre più puntuali.
Tra cultura rurale e sanità pubblica
La scelta dell’ASP di disciplinare puntualmente la pratica non mira a cancellare una tradizione radicata, ma a renderla compatibile con i moderni standard di sicurezza alimentare. La macellazione privata resta possibile, ma solo all’interno di un quadro regolato, che tutela sia chi consuma sia l’intera collettività.
Gli interessati dovranno comunicare l’intenzione di macellare compilando l’apposito modulo da presentare al Servizio Veterinario dell’ASP di Cosenza – anche tramite il Comune – con almeno tre giorni lavorativi di anticipo, indicando dati anagrafici, codice aziendale, numero dei capi (non oltre quattro per nucleo familiare), luogo e orario della macellazione.
Una burocrazia che non è fine a se stessa, ma che consente alla sanità pubblica di monitorare e prevenire rischi, in particolare quelli legati alle zoonosi.
L’esame della trichina: il passaggio chiave
Tra gli adempimenti centrali resta quello dell’esame trichinoscopico, obbligatorio per tutti i suini macellati. Una misura fondamentale per prevenire il rischio di Trichinellosi, malattia rara ma potenzialmente grave.
I richiedenti dovranno consegnare campioni muscolari (diaframma o lingua) di almeno 60 grammi presso i punti di ricezione, senza alcun costo, prima di poter consumare la carne. E il divieto è chiaro: nessuna parte dell’animale, eccetto sangue e fegato, può essere consumata prima dell’esito favorevole dell’analisi.
Un passaggio che segna in modo netto la differenza tra la macellazione “di una volta” e quella di oggi: più consapevole, più sicura, più controllata.
La figura della “persona formata”
Non meno rilevante è il ruolo della cosiddetta “persona formata”, figura abilitata a condurre tutte le fasi della macellazione domestica. Non si tratta più semplicemente del “più esperto del paese”, ma di soggetti in possesso di specifica formazione certificata o esperienza professionale nel settore carni, oppure laureati con esami universitari in ispezione delle carni.
Controlli a campione e tariffe
L’ASP di Cosenza effettuerà controlli su almeno il 10% delle comunicazioni presentate, secondo criteri di rischio legati a dati storici, tipologia di allevamento e numero di capi.
Nei casi di visita veterinaria richiesta o necessaria, sono previste tariffe calmierate: 15 euro per il primo animale, comprensivi di ispezione e spese di viaggio, e 5 euro per ciascun capo successivo, come stabilito dal decreto legislativo n. 32/2021.
Insomma, non esiste più la festa del maiale (o la maialata) di una volta!