15 ore fa:Parco del Pollino: presentato corso triennale di Educazione al Turismo Ambientale ed Escursionistico
2 ore fa:Al via il 40° Premio Letterario Nazionale “Troccoli Magna Graecia”
17 ore fa:Amarelli continua a restituire alla Calabria un ruolo da protagonista, dentro e fuori i suoi confini
14 ore fa:Sotto un balcone, al gelo nel 2026: la povertà invisibile che interroga Schiavonea
25 minuti fa:Cassano, opposizioni all’attacco: «Classi al freddo, il Comune intervenga subito»
14 ore fa:Cassano all’Ionio, al via l’ammodernamento della rete idrica: investimento da 2 milioni contro le perdite
16 ore fa:Neve in Sila: riaprono le piste di Lorica, Camigliatello lavora a pieno ritmo
1 ora fa:Amendolara, 200mila euro per il recupero del torrente Straface
16 ore fa:Tumori e amianto, a Cassano troppi decessi. «Serve un Piano Comunale Amianto»
17 ore fa:Criminalità a Co-Ro, Rapani chiede intervento esercito e attacca Stasi: «Città lasciata senza guida»

Cadono le bombe ma per noi è una domenica di speranza: riportiamo a casa Yuri

1 minuti di lettura

CRACOVIA – Quello che sta emergendo da questo viaggio è un intreccio di emozioni ed azione senza fine. Le immagini in esclusiva che vedrete durante la trasmissione Eco in diretta in onda domani sera (lunedì 21 marzo) alle 21 su L'Altro Corriere Tv, e martedì alle 18.30 sulle piattaforme streaming dell'Eco dello Jonio, potranno darvi un feedback di ciò che sta davvero succedendo qui: una mare di profughi in cerca di aiuto, volontari che perdono letteralmente il sonno per tamponare l’emorragia umana che si riversa fuori dall’Ucraina, una corsa contro il tempo per far arrivare gli aiuti dal sud, quelli calabresi che sono davvero tanti, molti di questi targati Corigliano-Rossano e territorio limitrofo, da Sibari fino a Cariati, passando per la Sila Greca.

Ho visto arrivare il nostro cuore fin qui, il sacrificio di tutti che, nonostante i problemi che abbiamo e tutto quello che “non abbiamo”, siamo presenti anche in una terra che da noi dista una vita, dove i pianti dei bambini sfamati, ma terrorizzati ancora, fa eco nella testa anche a chilometri di distanza.

Ma poi succede che da quella sgradevole sensazione che serpeggia di non aver fatto abbastanza, accade qualcosa fuori programma e ti fa pensare che forse, non tutto è perduto, che per quanto troppe volte etichettati come la parte povera dell’Italia, noi calabresi andiamo oltre ogni tipo di queste brutte etichette.

E’ stato un lavoro di rete nato dal cuore, un coordinamento tra Elena, il direttore del giornale Marco Lefosse e noi che siamo qui, partiti nel giro di qualche ora quasi per caso. Ma sappiamo che il caso non esiste e forse per questo, siamo riusciti a tracciare il cammino di Yuri (leggi qui la sua storia) fino a Cracovia ed è qui che l’abbiamo abbracciato e preso con noi, per portarlo giù in Calabria, dalla sua amata famiglia, dai suoi amici fraterni calabresi.

E’ stata un’emozione che ancora circola nel profondo, perché tutti temevano che Yuri difficilmente sarebbe ritornato a casa. Dal caos della stazione di Cracovia verso la via di casa, mi è facile pensare in questo momento, è stata davvero, la mano di Dio!

Francesca Sapia
Autore: Francesca Sapia

Ha due lauree: una in Scienze politiche e relazioni internazionali, l'altra in Intelligence e analisi del rischio. Una persona poliedrica e dall'animo artistico. Ha curato le rassegne di arti e cultura per diversi Comuni e ancora oggi è promotrice di tanti eventi di arti visive